Cara Mineo: truffati Stato e UE per un milione di euro. Sei indagati da: ilsettemezzomagazine.it

Pubblicato: mer 22 Giu 2016 | Di Redazione
di Giusi Scollo – Giuliana Buzzone – Giacomo Belvedere

Nuova scossa di terremoto al Cara di Mineo. Sei indagati dalla Procura di Caltagirone, guidata da Giuseppe Verzera, tutti  a vario titolo in concorso formale e reato continuato, per falso ideologico in atti pubblici e truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Unione Europea, per un ammontare di oltre un 1 milione di euro. Si tratta di Sebastiano Maccarrone, direttore del Cara di Mineo, Giovanni Ferrera, direttore dell’ex consorzio dei comuni “Consorzio Calatino Terra d’Accoglienza”, Andromaca Varasano, delegata degli uffici del Cara di Mineo alla parte  compilativa degli elenchi. Infine Salvo Calì, Roberto Roccuzzo, rispettivamente rappresentante legali e consigliere delegato di SISIFO, società capofila dell’ A.T.I che si è aggiudicata i primi due appalti del Cara di Mineo, per la gestione dei servizi all’interno del centro richiedenti asilo più grande d’Europa e Cosimo Zurlo, rappresentante legale della società “Casa della Solidarietà” capofila dell’ATI che si aggiudicò l’oramai famoso bando di 100 milioni di euro, finito sotto la lente di ingrandimento della magistratura nel corso dell’inchiesta Mafia Capitale ed anche dell’ANAC.

Salvo Calì, legale e presidente di “SISIFO Consorzio di cooperative legale S.r.l”, assieme a Sebastiano Maccarrone  attestavano in maniera falsa  «reiterate richieste di rimborso inoltre alla protezione civile in seno alla presidenza del consiglio dei ministri tramite il soggetto attuatore del tempo Giuseppe Castiglione, all’epoca presidente della Provincia di Catania designato a gestire lo stato di emergenza nel periodo di riferimento, spese asseritamente sostenute e riferibili alla gestione degli ospiti ». Tutto ciò non corrispondeva al vero. Le indagini hanno appurato infatti che venivano certificate presenze fittizie di migranti. Nel periodo tra ottobre e novembre 2011, giorni 1.417,  e nell’intero anno 2012, giorni 20.718, hanno permesso alla ATI SISIFO, che gestiva i servizi, rimborsi indebiti pari a 36.388, 56 per i soli tre mesi del 2011 e 630.161,76 euro per l’anno 2012.

Lo stesso Sebastiano Maccarrone assieme a Roberto Roccuzzo, quale consigliere delegato “S.I.F.I.S.O Consorzio di cooperative legale S.r.l” e Giovanni Ferrera altresì attestavano richieste di rimborso non veritiere. Nel periodo compreso tra il primo gennaio  2013 al 30 settembre 2014 i rimborsi percepiti illecitamente sono stati pari 204.197, 40 euro facenti riferimento a 5.849 giorni di presenze certificate in maniera fraudolenta. Dal mese di Ottobre 2014 al mese di giugno 2015 il direttore del Cara di Mineo, Sebastiano Maccarrone, il direttore generale del “Consorzio Calatino Terra D’Accoglienza”,  Giovanni Ferrera, ponevano in atto il medesimo meccanismo attestando mendacemente il soggiorno dei richiedenti asilo che con tutta probabilità avevano lasciato la struttura, chi da giorni, chi  addirittura da mesi. Nel medesimo disegno criminoso è coinvolto, relativamente al periodo,  Cosimo Zurlo, amministratore delegato della “ Casa della Solidarietà consorzio cooperative sociali ”. In questo caso la truffa dei rimborsi ammonta complessivamente a 119.269,50 euro, calcolati su 3.882 giorni. Andromaca Varasano avrebbe, secondo gli inquirenti, sottoscritto  telematicamente, incaricata dal vertice amministrativo del centro menenino  «la tardiva dimissione di cittadini extracomunitari già da molto tempo prima non più esistenti nella struttura». Maccarrone, Calì, Roccuzzo e Zurlo avrebbero in seguito attestato la veridicità degli atti, nonostante si trattasse di falsa certificazione e Giovanni Ferrera vidimato e fatto proprie le risultanze delle rendicontazioni. In questa modo avrebbero indotto in errore la Prefettura di Catania e il Dipartimento delle Libertà Civili ed Immigrazioni del Ministero degli Interni, cioè l’autorità istituzionale incaricata alla erogazione dei Fondi Europei Rifugiati (F.E.R.) per conto dell’Ue . «Nel periodo riferibile ai mesi di ottobre, novembre, dicembre 2013» hanno consentito «alle ATI capeggiate da S.I.S.I.F.O e Casa della Solidarietà ed al Consorzio Calatino Terra di Accoglienza» l’indebita percezione della somma complessiva di 1.005.777,16 euro di cui 17.85,00 euro sottratte all’Unione Europea.

Diverse sono le domande che a questo punto ci si pone: tra chi sarebbe stata spartita questa ingente somma derivante dalle casse pubbliche, erogate dal Ministero degli Interni? È possibile un livello di coinvolgimento anche di tutte le altre società facenti parte delle ATI? Sempre le stesse, in formazione diversa, vincitrici dei tre bandi per la gestione dei servizi e delle forniture all’interno del centro di contrada Cucinella,  che ricordiamo essere il “consorzio S.I.S.I.F.O”,  il “Consorzio Sol.calatino Società Cooperativa Sociale”, “La Cascina Global Service s.r.l.”, la “Senis Hospes Società Cooperativa Sociale”, la “Casa della Solidarietà Consorzio di Cooperative Sociali”, l’Associazione Italiana della Croce Rossa” e l’“Impresa Pizzarotti & C. s,p.a.”. È possibile si sia verificato un subdolo sistema di tangenti che abbia coinvolto anche la politica?

L’operazione di perquisizione di sequestro, nonché la consegna degli avvisi di garanzia sono state delegate dalla Procura di Caltagirone, alla Squadra Mobile di Catania diretta da Antonio Salvago e dal commissariato di Caltagirone, guidato dal dirigente Marcello Ariosto.

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