Dichiarazione del Partito Comunista Palestinese sulla “Iniziativa francese per la pace” da: www.resistenze.org

Partito Comunista Palestinese (PCP) | lien-pads.fr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

09/06/2016

Nonostante tutte le conferenze internazionali, allo scopo di risolvere il conflitto israelo-arabo come si sostiene, la realtà dell’occupazione e della repressione non cambia.

Contrariamente a ciò, dopo la Conferenza della pace di Madrid e la firma dell’accordo di Oslo, tristemente celebre, il ritmo della colonizzazione e le procedure arbitrarie dell’occupazione si sono incrementate contro i diritti dei figli del nostro popolo. I Palestinesi non hanno ottenuto nulla, se non una flebile autorità che non possiede alcun potere sulla terra, né sul suolo, né sulle frontiere o sullo spazio aereo.

Malgrado le negoziazioni che durano da più di 25 anni, queste non hanno portato alcun miglioramento al popolo palestinese. Solamente coloro che si sono arricchiti alle spese del popolo palestinese, legando i loro interessi in forma di associazione organizzata con l’occupazione, considerano il mantenimento dell’attuale situazione come la migliore possibile per sopravvivere. Questo è il motivo per cui li troviamo tra i primi oppositori di una degna resistenza nazionale contro l’occupazione e i suoi collaboratori. Tentano di giustificarsi raccontando futili motivazioni che non possono convincere nessuno, nemmeno se stessi.

Nonostante questo, l’Autorità di Oslo resta sempre legata all’opzione dei negoziati, malgrado sia consapevole che non ha ottenuto nulla nella loro conduzione. La terra è confiscata tutti i giorni, le colonie continuano ad estendersi, la giudaizzazione di Gerusalemme e la cacciata della popolazione non si ferma, tanto che il presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas non è più in grado di proseguire nei negoziati con i governanti razzisti d’occupazione che, nel corso della storia di questa entità, hanno fatto prova di un’intransigenza senza eguali. Ma in cambio, il Presidente Mahmoud Abbas non possiede altra visione strategica che quella di inutili negoziazioni. A causa della rigidità della situazione attuale nella Palestina occupata e dell’incapacità di ottenere anche il minimo progresso, l’autorità palestinese si accontenta di far avanzare il suo approccio capitolazionista alle masse popolari. Da allora la situazione palestinese è divenuta globalmente esplosiva in Cisgiordania. Nonostante tutti i tentativi effettuati dai servizi di sicurezza palestinesi e il loro coordinamento con la sicurezza e i dispositivi di repressione sionisti, non sono riusciti a fermare minimamente la serie di attacchi suicidi individuali da parte dei giovani palestinesi che aspirano alla libertà e all’emancipazione dai loro occupanti oppressivi. Finora non sono riusciti a controllare questa nuova forma di lotta che è portatrice dei germi di una terza intifada palestinese e di una nuova direzione. Questa è separata dalle direzioni di tutte le organizzazioni palestinesi sotto le loro diverse forme. Questa direzione, se ha forza aggregante, può dirigere la lotta del popolo palestinese per la libertà e distruggere il carattere separato della decisione palestinese monopolizzata dai due lati della divisione palestinese a Gaza e nella parte occidentale. Sulla base di queste ragioni è sorta “l’iniziativa francese per la pace” come un’ancora di salvataggio per tutti al fine di salvarsi da quello che li attende. L’iniziativa francese non risponde minimamente alle aspirazioni palestinesi, poiché l’entità governativa l’ha svuotata prima ancora della sua apertura. Questa iniziativa ha imposto condizioni note per partecipare al congresso internazionale in programma che si terrà quest’anno. Ha posto questa conferenza sotto la presidenza degli Stati Uniti e ha dato la priorità alle due condizioni seguenti: la sicurezza e l’economia omettendo tutte le altre questioni urgenti, come il diritto al ritorno dei profughi, la decisione della colonizzazione e la liberazione dei prigionieri, ecc.

Masse del nostro eroico popolo, l’iniziativa francese è morta prima di nascere. Ai Palestinesi resta una sola scelta: la resistenza che hanno fatto tutti popoli colonizzati per sbarazzarsi dell’occupazione, come l’Algeria, il Vietnam, il Sud Africa fino a scorrere tutti gli esempi viventi di questi popoli che hanno ottenuto la loro indipendenza. Il nostro popolo Palestinese non ha meno capacità e resistenza di questi popoli che hanno ottenuto la loro libertà con la lotta e la resistenza, contando su se stessi e non sulle conferenze internazionali fuorvianti che sono a favore delle potenze coloniali e dell’imperialismo mondiale. Sulla base di quanto detto, noi del Partito Comunista Palestinese rifiutiamo tali iniziative sospette. Le consideriamo come un odioso tentativo di liquidare i diritti dei rifugiati Palestinesi, una risoluzione del conflitto arabo-Israeliano secondo gli interessi dell’imperialismo e del sionismo internazionale sul Medio Oriente. Chiediamo alle nostre masse popolari di non farsi indurre in errore da queste iniziative. Esse non possono condurre che ad una ulteriore repressione del popolo Palestinese e alla confisca delle sue terre sotto la copertura di un presunto processo di pace. L’unica soluzione per il nostro popolo palestinese è l’elaborazione di una strategia nazionale con l’accordo di tutte le componenti dell’azione nazionale. Questa scelta strategica deve essere resistenza e ancora resistenza e sempre resistenza.

Viva la lotta del popolo Palestinese
Libertà per i prigionieri

Partito Comunista Palestinese

(Solidnet – traduzione dall’arabo della redazione di Lien)

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