Non solo Marò: sono tremila gli italiani nelle carceri straniere. In moltissimi casi una vera e propria odissea Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Sono circa 3 mila italiani detenuti nelle carceri di Paesi esteri. Non ci sono solo i Marò, quindi. Alcuni di questi stanno affrontando peripezie giudiziarie complesse o si stanno confrontando con sistemi legali che non riconoscono i più elementari diritti e le basilari garanzie. Il caso più recente è quello di Cristian Giuliano Provvisionato. Quarantaduenne di Cornaredo, in provincia di Milano, è stato fermato nell’agosto 2015 in Mauritania, con l’accusa di essere parte di una banda internazionale di truffatori informatici che avrebbero attentato alla sicurezza dello Stato.
Provvisionato ha scritto nelle scorse settimane al presidente della Repubblica, raccontando la concatenazione degli eventi che lo ha trasformato in un detenuto di un Paese in cima alle classifiche mondiali per violazioni dei diritti umani.
Nella sua lettera a Mattarella sostiene di esser stato mandato allo sbaraglio in Mauritania dalla società straniera per la quale lavorava, che è specializzata nella fornitura di software finalizzati alla protezione dalle minacce informatiche e che avrebbe architettato, a sua insaputa, una truffa contro il governo africano.
Provvisionato era convinto di sostituire un collega, ma è stato arrestato due settimane dopo il suo arrivo.
Da allora è iniziata una detenzione senza garanzie. Solo lo scorso 17 maggio l’uomo è stato portato davanti a un giudice. Non si sa se sia stato formalizzato un capo di imputazione.
Sofferente di diabete, Provvisionato avrebbe già perso più di 30 chili senza aver mai avuto la possibilità di accedere ad assistenza medica.
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