“Rimanere in Cgil per assistere alla nascita della Grande Cisl?”. Intervento di Armando Zenorini da. controlacrisi.org

 

Alla luce delle ultime azioni repressive e disciplinari di FIOM e CGIL Nazionali nei confronti dell’opposizione e del dissenso espresso dalla nostra Area Sindacale (vedi i casi delle RSA FIOM in FCA di Termoli e Melfi, e la revoca del distacco sindacale nazionale al nostro coordinatore nazionale, Sergio Bellavita) ed inoltre anche di fronte alla dichiarata volontà dell’attuale maggioranza Camusso-Landini di chiudere ogni spazio di dissenso modificando lo stesso Statuto Congressuale in vista del prossimo Congresso, vi invio queste mie prime riflessioni, invitandovi ad iniziare in merito un dibattito ed a esprimere delle scelte.Diciamo che dobbiamo partire dal nostro fallimento come azione sindacale in CGIL, senza “audafè” inutili, ma analizzando con sereno distacco un’esperienza che andava comunque tentata e praticata, anche solo per verificarne i limiti. Del resto, non vedo in chi ha fatto scelte diverse od “anticipate” rispetto a noi, tutta questa messe di successi o di accumulo di forze: anzi!
Credo che, bene o male che vada, non resta di provarci, fuori dalla CGIL, magari anche solo a futura memoria per chi verrà dopo. Partendo da un fondamentale no: quello all’accordo neo-corporativo del 10 Gennaio 2014. E dalla proposta di un rilancio dell’azione politico sindacale proletaria attraverso il rilancio della centralità dei Consigli dei lavoratori, che quando è stata brevemente praticata (1919-1921; 1968-1978) ha determinato gli unici momenti di crescita economica, politica e di avanzamento sociale delle classi subordinate in questo paese.Per il passo successivo ci vorrà la politica, una forza politica, che per me non può altro essere che un forte Partito Comunista tutto ancora oggi da costruire. Cosa, invero che mancò anche i quei due periodi (nei fatti e nella pratica ideologica, sia pure per motivi e storie diversi) sia nel “biennio rosso”, che negli anni ‘70.

Solo, a chi resta in CGIL, chiedo: a questo punto per cosa? Per assistere alla nascita della “Grande CISL” ? Per la speranza di un posto di lavoro in qualche servizio sindacale, tanto per avvicinare la pensione? Perché, a parte quelle rare volte che ti permettono di abbaiare alla luna, poco o nulla d’altro resta ancora da poter fare.

Di questo, oggi, credo sia necessario cominciare a discutere, per chi crede ad un sindacato conflittuale e difensore delle esigenze della classe sociale che dice di difendere.

*coordinatore provinciale di Verona de “Il sindacato è un’altra cosa – opposizione CGIL” e membro dimissionario del Direttivo Nazionale della Fillea-CGIL.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: