Bergamo, la risposta al “pestaggio cileno” contro gli antifascisti: martedì 31 maggio sotto le finestre della prefettura da: controlacrisi.org

Martedì 31 maggio, ore 18,30, davanti alla Prefettura di Bergamo. Sarà questa la risposta dopo le botte della polizia a Lovere, ieri, quando una manifestazione di antifascisti, tra cui il Prc, ha cercato di impedire un raduno di nazisti. La reazione delle forze dell’ordine è stata rabbiosa e gratuita (leggi qui). Le manganellate hanno spedito all’ospedale il segretario provinciale del Prc e altri due antifascisti, tra cui una persona anziana e un giovane iscritto a Rifondazione Comunista. In pratica, ai fascisti è stata data la possibilità di manifestare nel cimitero di Lovere dove c’è il sacrario dedicato ai partigiani – i “Tredici Martiri di Lovere” – massacrati dai fascisti mentre agli antifascisti è stato riservato un “trattamento particolare” da parte delle forze dell’ordine.
“La nostra condanna è nei confronti non solo di chi ha usato violenza e menato botte contro gli antifascisti, ma anche nei confronti di chi ha dato il permesso di svolgere un raduno fascista in un luogo dedicato ai tredici Martiri di Lovere. Si badi bene: permesso accordato contrariamente a quanto richiesto in sede di Prefettura dal Presidente del Comitato Provinciale Antifascista e dal Presidente provinciale dell’Anpi”, si legge in un comunicato firmato da Ezio Locatelli, segreteria nazionale Prc/Se e già deputato, Antonello Patta, segreteria regionale Prc/Se, Vittorio Armanni, segreteria provinciale Prc/Se di Bergamo.In queste ore molte sono le condanne al comportamento tenuto dalla Polizia di Stato, tra queste quelle dell’Anpi, Cgil, Arci oltre a tutta una serie di associazioni.
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