L’ANPI Provinciale di catania invia una lettera di protesta all’arcivescovo di Catania per la messa celebrata a Benito Musssolni con saluto fascista

A S.E. Salvatore Gristina

Arcivescovo di Catania

E-mail:
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segreteria@diocesi.catania.it

La sottoscritta Santa Sconza, nella qualità di Presidente dell’ANPI di Catania (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, riconosciuta Ente Morale con decreto Luogotenziale n. 224 del 5 Aprile 1945 ), che raccoglie coloro che hanno partecipato alla Lotta di Liberazione dal nazifascismo nel periodo 1943-1945, si rivolge alla S.V. per esprimere la propria indignazione per quanto è accaduto il 28 Aprile all’interno della Chiesa di S. Caterina in Catania in occasione della celebrazione di una Messa in suffragio del dittatore fascista Benito Mussolini, officiata dal parroco Padre Salvatore Lo Cascio. In tale occasione, come è stato accertato da testimoni ivi presenti e come è stato documentato anche con filmati che sono stati immediatamente inseriti in rete, i partecipanti alla cerimonia hanno inneggiato ad alta voce a Benito Mussolini, ai caduti della famigerata Repubblica Sociale Italiana ed addirittura ai “martiri fascisti”, alzando ripetutamente il braccio destro nel saluto romano. Inoltre, alla cerimonia era presente anche un signore adulto che coadiuvava la celebrazione liturgica (forse un diacono o un chierichetto) che a sua volta ripetutamente ha effettuato il saluto romano. Ciò che solleva maggiormente la nostra indignazione è non solo che, come si evince in maniera evidente dai filmati, Padre Salvatore Lo Cascio ha assistito a tali gesti senza alcuna reazione, anzi osservando la platea e sorridendo, ma che ha dichiarato al quotidiano la Sicilia del 30/4 che “non potevo mica cacciarli fuori”. Facciamo presente che la legge Scelba del del 20 giugno 1952 e la legge Mancino del 1993, puniscono con pene molto severe dai cinque ai dodici anni di reclusione chi “ persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista….. denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza.”

L’ANPI rispetta i defunti, da qualunque parte essi si collochino, e non intende certamente contestare la celebrazione di un funzione religiosa anche per chi, come Mussolini, si è macchiato di gravi delitti contro l’umanità, tra cui la persecuzione degli ebrei ed il loro invio nei campi di sterminio nazisti dove tanti uomini, donne e bambini hanno trovato una morte orribile, tuttavia intende censurare il comportamento di quei religiosi quali padre Lo Cascio e quei religiosi che nel 2015 hanno ospitato nella propria chiesa una iniziativa simile, i quali, in violazione dei loro doveri di carità e di solidarietà per le vittime di tanta violenze, manifestano in maniera evidente piena tolleranza per manifestazioni di chiara esaltazione di un regime e del suo capo che tanti lutti hanno causato al popolo italiano ed all’Europa. La nostra condanna di tali religiosi e dei loro comportamenti è tanto più sentita quando si consideri che Papa Francesco sta facendo del rispetto dei diritti umani e della condanna dei totalitarismi di ieri e di oggi l’essenza del proprio pontificato.

Ci rivolgiamo rispettosamente a S.E. per chiederLe se la Curia intende intraprendere azioni nei confronti dei sacerdoti che hanno favorito che fossero esaltati con parole e gesti l’ideologia fascista ed il suo capo, senza intervenire in alcun modo e soprattutto senza sconfessarne gli autori prendendone le distanze. Da parte sua l’ANPI verificherà la possibilità anche quest’anno di un ricorso alla magistratura penale per accertare la sussistenza di ipotesi di reato di apologia del fascismo nei confronti dei presenti alla cerimonia.

In attesa di un Suo gradito riscontro alla presente, si inviano cordiali saluti.

Catania 30/4/2016

Santa Sconza

 

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