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Libertà di Stampa, il 3 maggio la giornata dell’Unesco dedicata a chi paga con la vita e a chi viene minacciato Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Si svolgerà il 3 maggio prossimo a Reggio Calabria la Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo Si tratta di una iniziativa in collegamento con la Giornata per la libertà dell’informazione indetta dall’Onu. Il testimone, dunque, secondo quanto ha deciso l’Unci, passa dalla Toscana, regione nella quale ha avuto luogo nel maggio di quest’anno l’ottava edizione, alla Calabria.

Sempre il 3 maggio 2016 anche l’associazione Ossigeno per l’Informazione celebrerà a Roma il World Press Freedom Day, la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa indetta dall’Unesco.
Il World Press Freedom Day, la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa indetta dall’Unesco, del 3 maggio prevede alcune iniziative pubbliche in memoria dei giornalisti uccisi e a sostegno dei cronisti minacciati in Italia a causa del loro lavoro, che sono sempre più numerosi, come dimostra la lista dei loro nomi pubblicata da Ossigeno. Infatti, anche nel 2016 l’elenco cresce al ritmo di più di una vittima al giorno. Oltre a ricordare i giornalisti uccisi occorre perciò proteggere quelli che sono minacciati, sciogliendo i nodi che saranno indicati il 3 maggio.La giornata si svolgerà in tre momenti. Alle 9, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Centrale di via Castro Pretorio 105, nei locali della struttura, alcune classi delle scuole superiori incontreranno i giornalisti minacciati a causa del loro lavoro e i familiari dei giornalisti uccisi.

Alle 14.30, la ricerca su mafia e informazione svolta da Ossigeno per l’Informazione, su incarico della Commissione Parlamentare Antimafia, sarà presentata presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, a Palazzo Montecitorio. Prenderanno la parola Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno, e l’onorevole Claudio Fava, vice presidente della commissione.

La giornata si concluderà alle ore 20 con la proiezione, a ingresso gratuito, del documentario “Silencio”, realizzato da Attilio Bolzoni e Massimo Cappello, che racconta le storie dei cronisti minacciati in Messico e in Calabria. Dopo la proiezione, i giornalisti Attilio Bolzoni e Lirio Abbate discuteranno con il pubblico in sala.

Le iniziative hanno il patrocinio dal Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, dell’Osservatorio per la legalità e la sicurezza della Regione Lazio, del Segretariato Sociale della Rai, dell’Ordine regionale del Lazio e dell’Associazione Stampa Romana.

Il vice-presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, che è l’ideatore della giornata della memoria, ricorda in sintesi i passaggi salienti che hanno portato alla istituzione della Giornata: “Non c’era un evento che ricordasse in una sola volta tutti i giornalisti uccisi da mafie e terrorismo e così nel 2006 il Consiglio nazionale dell’Unci, accogliendo una mozione presentata dal Gruppo siciliano, ha deciso l’istituzione di una Giornata dedicata ai nostri colleghi. L’Unci colmava un vuoto”. “Mi piace sottolineare – ha concluso Zingales – che la prima edizione ha avuto come palcoscenico il Campidoglio in Roma nel 2008. C’erano quasi tutti i familiari delle vittime. E c’erano anche giornalisti rimasti feriti in agguati terroristico-mafiosi – come l’ex direttore del Tg1, Emilio Rossi. Chi si è avvicendato al microfono ha offerto un valido contributo al dibattito. I familiari hanno ricordato i loro cari in un’atmosfera di commozione sincera”.

La Giornata della Memoria è itinerante. Dopo Roma l’evento ha avuto luogo a Napoli, Milano, Genova, Palermo, Perugia, Cagliari e Firenze. La manifestazione organizzata dall’Unione cronisti ha l’intento di ricordare l’esempio di chi ha pagato con la vita il desiderio di informare, di raccontare anche e soprattutto quello che è scomodo, quello che non si deve dire. Uomini e donne morti “sul campo” dell’informazione. Uccisi perché scomodi, perché hanno saputo raccontare con immagini e parole quello che andava taciuto. La Giornata serve anche a sostenere i troppi giornalisti che ancora oggi subiscono intimidazioni e minacce per assolvere al diritto-dovere di informare in modo corretto, completo e tempestivo i cittadini. I giornalisti caduti o feriti nel compimento del loro dovere professionale saranno ricordati attraverso le testimonianze di familiari e dei colleghi che li hanno conosciuti.