“Il mancato quorum è un sconfitta per la democrazia”. Il Comitato No Triv valuta il referendum. “Ora sulle proroghe si rischia una procedura di infrazione con l’Ue”. Intervista audio ad Enzo Di Salvatore da: controlacrisi.org

“Se c’è una sconfitta nel mancato raggiungimento del quorum, è  carico della democrazia”. Enzo Di Salvatore (qui intervista audio), tra gli esponenti più in vista del Comitato No Triv, nel fare un bilancio della tornata referendaria non ha nessuna difficoltà a mettere in campo un lettura politica della situazione. Del resto, fa osservare nel giorno della conferenza stampa alla Camera, è stato proprio Renzi e tutto lo stuolo di testare giornalistiche a lui vicine a battere il tasto dell’stensionismo. Ed è su questo che anche il presidente della Regione Puglia Emiliano, invitando la Consulta a dire la sua. “Io penso che l’articolo 48 della Costituzione individui il voto come un dovere e che addirittura c’e’ una norma del testo unico sulle elezioni della Camera, che dice che il pubblico ufficiale, che invita all’astensione commette un reato”.

E se c’è un punto da cui ripartire, fa notare Di Salvatore, è proprio il protagonismo dei territori che comunque ha prodotto più di tredici milioni di Sì. Inoltre, tra i punti positivi che questa vicenda mette in luce c’è sicuramente il fatto, aggiunge, che “mentre prima del referendum nessuno parlava di politica energetica e di Sblocca Italia, ora questo punto è all’ordine del giorno. Del resto, il tema delle trivelle in mare – aggiunge Di Salvatore – entrerà nell’agenda europea visto che le norme italiane violano quelle dell’Europa”. L’europarlamentare Barbara Spinelli ha inviato alla Commissione europea un’interrogazione per capire se ci sono i presupposti per aprire un’infrazione.

Nei mari italiani, infatti, “ci sono cinque concessioni, da tempo scadute, rispetto alle quali le societa’ petrolifere interessate avevano presentato richiesta di proroga. Il Mise non si e’ mai pronunciato a riguardo, di fatto in cinque zone si sta estraendo senza avere le autorizzazioni”, sottolinea Di Salvatore, poi, intervenendo alla Camera nel corso della conferenza stampa.  Le proroghe infatti possono essere concesse, ma devono essere ‘eccezionali’. “Se diventano ‘eterne’ -conclude Di Salvatore – il rischio e’ di creare un sistema oligopolistico”.

Le cinque concessioni si trovano in Abruzzo (2) ed Emilia Romagna (3). Una e’ in attesa di proroga “addirittura dal 2009- sottolinea Di Salvatore- mentre le altre dal 2014 e dal 2015”.

Insomma, la battaglia non è finita con il responso delle urne. E il fatto di aver costruito una rete importante che comunque al momento del suo debutto politico ha portato alla condivisione di tredici milioni di persone, non è un elemento che può essere messo in seconda linea.

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