Placido Rizzotto: il Comune nega la piazza alla Cgil da: rassegnasindacale

10 marzo 2016 ore 08.55
Oggi (10 marzo) l’anniversario della morte del capolega di Corleone. Campo: “Il sindaco, senza discutere né con noi, né con i familiari del sindacalista, ha rifiutato l’autorizzazione”. La Camera del lavoro di Palermo chiede l’intervento di Rosy Bindi

“In riferimento alla nota della Cgil del 23 febbraio, nella quale si chiede, per la ricorrenza dell’anniversario dell’uccisione di Placido Rizzotto, l’uso di piazza Garibaldi per il giorno 10 marzo, dalle ore 9,30 alle ore 11,30, per l’organizzazione di una manifestazione che miri a ricordare il suo sacrificio, con la presente si comunica che l’amministrazione comunale ha già programmato per la stessa data, dalle ore 10 alle 11,30, l’organizzazione dello stesso evento”. È il testo della lettera con cui l’amministrazione comunale di Corleone ha negato alla Cgil l’uso della piazza centrale cittadina per la tradizionale commemorazione della morte del sindacalista, avvenuta il 10 marzo 1948.

“Noi, per antica abitudine – dichiara il segretario della Cgil Palermo Enzo Campo – abbiamo inoltrato la richiesta della piazza al sindaco per organizzare la commemorazione di un nostro sindacalista ucciso, ai cui funerali di Stato ha presenziato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, come grande atto di riconoscimento per tutti i sindacalisti uccisi dalla mafia. Il sindaco, senza discutere né con noi, né con i dirigenti locali del sindacato né con i familiari di Rizzotto, quest’anno ha ritenuto invece di non darci la piazza”.

E’ la prima volta che accade: “È una nostra precisa scelta – spiega ancora Campo – quella di rivolgerci alle amministrazioni, ai sindaci in particolare. Noi abbiamo questa abitudine. In tutte le commemorazioni lo facciamo, è stato così a Villabate per Nunzio Sansone, per Andrea Raia a Casteldaccia, per Filippo Intili a Caccamo, per Epifanio Li Puma a Bagheria. Quando commemoriamo i nostro i dirigenti cerchiamo e invitiamo i familiari e i sindaci. E se per anni non abbiamo commemorato un sindacalista ucciso, abbiamo chiesto scusa ai familiari. E sempre, alle nostre iniziative, ci sono state le istituzioni politiche e militari e le associazioni della società civile”.

“Per noi – aggiunge Enzo Campo – i dirigenti sindacali uccisi rappresentano la memoria, la storia, di tutta l’Italia. Noi abbiamo questo orgoglio. La nostra memoria non è di parte ma è la memoria collettiva nazionale”. Oggi il segretario della Cgil Enzo Campo chiederà alla presidente della commissione nazionale antimafia Rosy Bindi, presente a Palermo per un convegno della Cgil Sicilia, di intervenire sulla vicenda per fare chiarezza.

Sicilia, Muos nuoce alla salute. Cassazione conferma sequestro da. sottoilvulcano.net

Articolo di:

Il pasticciaccio infame del Muos di Niscemi sarebbe dovuto bastare per mandare a casa anzitempo un’intera legislatura di politici siciliani. Invece, nel silenzio sfuggente del presidente Crocetta, nella volontà del governo Renzi di vedere funzionante l’impianto militare USA e nella incapacità – anche delle opposizioni alla Regione Siciliana – di prendere una decisione d’interesse pubblico ci si aggrappa al verdetto della Cassazione nella riluttanza a credere che questa tragedia sia arrivata a conclusione

NISCEMI (Caltanissetta) – È stata una battaglia durissima, sfibrante, durante la quale gli stessi cittadini, e i siciliani, sono stati presi in giro, non ascoltati, delegittimati più volte e abbandonati anche dal proprio presidente della Regione Rosario Crocetta, che quel Muos ha difeso strenuamente salvo, poi, a carte imbrigliate dalla magistratura italiana, trincerarsi in un riserbo che è diventato silenzo assoluto.

Alla fine, però, sembra proprio che la buona nuova arrivi attraverso la dichiarazione, colma di emozione, di Francesco La Rosa, sindaco di Niscemi: «È la notizia più bella che potessi mai ricevere, finalmente la tutela della salute degli abitanti di Niscemi e la salvaguardia del nostro territorio vengono riconosciuti come un diritto inalienabile dalla Cassazione».

Sembra arrivata, così, la parola ‘fine’ sulla vicenda del Muos.

Sembra, non ne siamo certi perché, a parte la sparizione dei Comitati NoMuos, dai ‘radar’, forse perché comandati al silenzio dal governo centrale nell’imbelle imbarazzo dello stesso governo regionale fino a quando queste enormi strutture non saranno smantellate c’è poco, o nulla, di che stare allegri o festeggiare.

Abbiamo già scritto del Muos di Niscemi che dispone di antenne per trasmissione satellitari con potenze medio basse. Queste strutture molto mobili e direzionali sono potentissime e devono comunicare con dei satelliti, nella nostra atmosfera, poco più grandi di una autovettura.

Perché? Ma perché tramite i satelliti si pilotano i droni che vanno a ‘vincere le guerre’ senza fare rischiare la vita ai piloti statunitensi.

I satelliti trasmettono sempre a bassa potenza anche perché non ci sono centrali nucleari in orbita. E il Muos, la cui ‘pericolosità’ viene misurata da ieri a oggi, è acceso a bassa frequenza da tempo (non basta mica un interruttore per attivarlo come se si trattasse di accendere e spegnere la luce di casa).

Chissà, quindi, se – verdetto della Cassaziona a parte – arriverà davvero, e fisicamente, la dismissione delle antenne a bassa frequenza piantate nel terreno di Niscemi da almeno 30 anni veleno potentissimo in un territorio, quello siciliano, che ha già visto i nefasti effetti dell’inquinamento chimico da idrocarburi che tanta sofferenza – e nessun vantaggio – ha portato, con gli innumerevoli casi di malformazioni e malattie neoplastiche decuplicati in percentuale, rispetto alla media degli anni ’50, sia nel siracusano, che a Gela, che a Milazzo come nel palermitano. A Gela, solo quest’anno – tanto per darvi un’idea della messa in sicurezza della Sicilia – l’ENI sta sostituendo gli impianti vecchi di 60 anni.

Tornando al Muos, nella sentenza della Cassazione che è stata parzialmente diffusa da una nota dell’Agenzia Ansa nel tardo pomeriggio di giovedì 10 marzo, sono contenute le motivazioni depositate nella tarda mattinata di ieri, che confermano il sequestro dell’impianto e dell’area dove lo stesso è stato costruito, si legge: “È certamente sussistente quantomeno per la prosecuzione dei lavori in epoca successiva all’annullamento del provvedimento di revoca delle revoche la consumazione a livello indiziario del reato di abuso edilizio nella realizzazione di infrastrutture militari costituenti il sistema radar Usa ‘Muos’ in Sicilia”.

Il verdetto, è stato disposto con finalità di salvaguardia dell’ambiente e della salute degli abitanti. In questo dibattimento si sono confrontate, addirittura, l’Italia contro l’Italia. Difatti non ha meritato accoglimento, per la Cassazione, la tesi dell’Avvocatura dello Stato che, per conto del Ministero della Difesa italiano, chiedeva l’annullamento della conferma del sequestro del ‘Muos’ a discapito della salute dei cittadini e delle tante misurazioni da questi, sindaco La Rosa e giunta di Niscemi in testa coi comitati NoMuos, avevano portato a conferma dei gravissimi danni che l’accenzione, e il funzionamento, del Muos arrecavano a tre quarti dell’Isola con peggiori ricadute nell’area più espressamente adiacente a Niscemi.

Polemicamente, il sindaco La Rosa, ha anche aggiunto «Mi chiedo a questo punto a che servono le rilevazioni in corso da ieri sulle emissioni delle antenne, disposte dal Consiglio di giustizia amministrativa». «Sul Muos, per ora, la partita è chiusa» ha concluso laconicamente il sindaco di Niscemi.

Da ieri nella base militare statunitense sei tecnici nominati dal Cga hanno cominciato le rilevazioni sulle emissioni elettromagnetiche per stabilire se sono nocive per la salute. Le operazioni si concluderanno oggi, venerdì 11 marzo.

Massoneria, carte di una loggia nella spazzatura Il maestro venerabile è un funzionario regionale da: meriodionews

Simone Olivelli 10 Marzo 2016

Cronaca – Il documento dal lessico pomposo – tra maglietto, squadra, compasso e spada fiammeggiante – descrive la nascita di un nuovo gruppo massonico a Palermo. Durante la cerimonia vengono designati 15 fratelli, tra cui diversi medici. A capo c’è Lucio Lutri del dipartimento all’Energia

«Fratelli, vi esorto a mantenere il riserbo sui lavori compiuti». Tra le precauzioni da prendere in termini di discrezione, il maestro venerabile Lucio Lutri non avrà messo in conto l’ipotesi che i documenti della fondazione della loggia massonica palermitana Pensiero e Azione potessero finire, ancora intatti, nel cassonetto dell’indifferenziata. Le 21 pagine che descrivono la cerimonia celebrativa – il 5 marzo nel capoluogo siciliano – della loggia numero 1498 del Grande Oriente d’Italia sono stati infatti trovati davanti agli uffici del dipartimento regionale all’Energia di viale Campania. A pochi metri da dove il maestro venerabile lavora.

Perché Lutri è un dipendente regionale: funzionario del servizio 3, quello che si occupa di autorizzazioni e concessioni. La sua designazione alla guida della loggia sarebbe frutto di un’appartenenza pluriennale alla massoneria, come spiega il maestro venerabile insediante durante il rito. «Illustrissimo e carissimo fratello Lucio Lutri», comincia, per poi elencare il curriculum massonico del funzionario: «Elevato al grado di compagno d’arte» e poi «al sublime grado di maestro», dopo tre anni sarebbe diventato «dignitario di loggia». Per questo, continua il maestro venerabile insediante, «riconosco in voi tutte le qualità e i requisiti necessari» alla nuova promozione.

Il documento dal lessico pomposo e ricco della simbologia massonica – compresa di maglietto, squadra, compasso, libro della legge sacra e spada fiammeggiante – continua con l’elencazione dei doveri che Lutri dovrà assolvere in qualità di maestro venerabile. Tra cui l’iniziazione sia dei «profani» che dei fratelli elevati a gradi superiori. Un magistero da affrontare, si legge, tenendo «una condotta esemplare e affabile nei modi», senza fare mancare l’assistenza «in ogni necessità legittima». Subito dopo, alla gloria del G.a.d.u (il Grande architetto dell’universo, ndr) e in nome della massoneria universale, Lutri viene insediato nel «trono» acquisendo, di fatto, la conduzione della cerimonia. Che registra nuovi ingressi nella loggia. Oltre al funzionario regionale, infatti, nel documento compaiono altri 14 nomi, ognuno dei quali investito di una carica: dal sorvegliante all’oratore, passando per il maestro di cerimonia, l’ospedaliere e l’elemosiniere, fino ad arrivare al grande esperto terribile e al copritore interno.

Contattato telefonicamente, è lo stesso Lutri a confermare l’appartenenza: «Ho del tempo che dedico anche a queste cose ma non è l’occasione giusta per parlarne», taglia corto il funzionario. Un’altra ammissione, seppur con ritrosia, arriva da Raffaele Gillani, dentista di Trabia che, all’interno di Pensiero e Azione, svolgerà il ruolo di copritore. Ovvero di colui che ha il compito, spada in mano, di chiudere il tempio. «Ma a lei chi gliel’ha detto, scusi?», risponde Gillani. Che poi, sentendo il nome degli altri componenti, aggiunge: «Qual è il problema? Comunque per telefono non parlo di queste cose». In molti casi gli iscritti hanno nomi riconducibili a medici del Palermitano – quasi tutti dentisti – e avvocati. Ma le persone contattate da MeridioNews hanno negato di avere a che fare con la loggia. La maggior parte si è giustificata avanzando l’ipotesi, di per sé plausibile, di omonimia con i fratelli massoni. Altri, invece, non hanno esitato a manifestare il proprio stupore. Come nel caso di un professore dell’università di Palermo che, alla domanda sul suo presunto ingresso nella massoneria, non ha esitato a commentare: «Ma mi prende per il culo?».

è convocato per Giovedi 17 marzo alle ore 17,30 presso il salone “Sebastiano Russo” della CGIL di Catania in Via Crociferi 40 il Comitato provinciale eletto dal recente Congresso

COMITATO PROVINCIALE: Militti Salvatore, Cola Di Salvo, Santo Serranò (partigiani), Giammusso Marcella, Sconza Santa, Panascia Arturo, Longhitano Claudio, Centineo Gabriele, Milazzo Giusi, Paolo Parisi, Giacomo Palazzolo, Giusi Vanadia, Emanuele Ungheri, Rosaria Costanzo, Antonio Pastore, Salvatore Mazzaglia, Emanuele Gioan Sammartino, Giuliana Buzzone, Pina Palella, Carmelo D’Urso, Giusi Di Cristina, Giovanni Contino, Antonio Tomarchio, Maurizio Musumeci, Alessio Grancagnolo, Vincenzo Santonocito, Massimo Mingrino

Care compagne/compagni,
è convocato per Giovedi 17 marzo alle ore 17,30 presso il salone “Sebastiano Russo” della CGIL di Catania in Via Crociferi 40 il Comitato provinciale eletto dal recente Congresso, con il seguente o.d.g:
1) Preparazione iniziative per la celebrazione del 25 Aprile
2) Emanazione del regolamento dell’ANPI di Catania
3) Varie ed eventuali.
Data l’importanza della riunione si prega di essere tutti presenti.
Cari saluti
la presidente
santina sconza