Bologna, la muraglia popolare respinge la provocazione: in via Mario de Maria Salvini non passa! da: infoaut.org

sociallog1m2016Ancora una volta Matteo Salvini ha scelto Bologna per effettuare una delle passerelle elettorali che contraddistinguono il suo agire politico. Ancora una volta però si è trovato di fronte la degna resistenza dei bersagli delle sue invettive razziste e xenofobe, gli occupanti di casa e i solidali che stanno scrivendo a Bologna da mesi una nuova storia di solidarietà che vive di lotta per la casa, ai cancelli della logistica, nelle scuole, nelle università, nelle periferie.

Salvini aveva annunciato che sarebbe stato in via de Maria, nel quartiere popolare della Bolognina, dove è situata la prima occupazione di Social Log risalente a due anni fa. Obiettivo del ducetto padano era pontificare sulle spalle degli occupanti e delle loro biografie, sostenendo al contempo il palazzinaro Enio Baschieri, ricchissimo speculatore bolognese. Ad accogliere Salvini però c’erano centinaia di persone che hanno raccolto l’appello alla difesa da questa provocazione e sin dalle prime ore del mattino si sono appostate ad entrambi i lati di via de Maria per impedire il passaggio al ladrone milanese.

Neanche l’intervento in massa da parte delle forze dell’ordine è riuscito a permettere a Salvini di arrivare sotto l’occupazione. Il coniglio leghista ha dovuto rifugiarsi in una misera conferenza stampa a centinaia di metri dall’occupazione, parlando solo a sé stesso e venendo ricoperto di insulti che gli ricordavano la sua natura di ladro, corrotto, amico degli speculatori e alla guida di un Partito che, alla difesa dei più poveri, ha da sempre preferito gli investimenti in Tanzania e il lisciare il pelo alle banche e ai poteri forti.

La dignità degli occupanti ha ricordato inoltre a Salvini quanti sfratti si sarebbero potuti evitare con i soldi destinati alla difesa militare della sua provocazione, sottolineando contestualmente quanto i recenti scandali ne mondo della sanità lombardo dove la Lega è al potere la dicano lunga sulla vera natura leghista:un Partito guidato da un provocatore che con i soldi della collettività semina razzismo e guerra tra poveri. Da sottolineare come durante il presidio una famiglia sotto sfratto si è avvicinata per raccontare la propria storia ai manifestanti: in occasione del suo sfratto, la Muraglia Meticcia che oggi lottava contro Salvini difenderà la sua dignità impedendo l’accesso all’ufficiale giudiziario!

Dopo che Salvini si è finalmente deciso a terminare il suo misero show, il ducetto padano è scappato da via de Maria mentre il presidio decideva di muoversi in corteo per andare a comunicare alla città quanto avvenuto; il corteo ha sfilato per via Indipendenza e si è poi fermato in piazza Maggiore, dove si è rilanciato l’appuntamento per i prossimi picchetti anti-sfratto ma soprattutto per il corteo in memoria di Francesco Lorusso, che l’11 marzo partirà alle 18 da piazza Verdi per ribadire le ragioni di una lotta sociale che mai piu’ di oggi, tempo di guerra e impoverimento di massa, è necessaria per il futuro di tutti e tutte noi.

Di seguito il comunicato del Comitato Inquilini Resistenti con Social Log che ricostruisce la giornata di lotta:

Questa mattina, dopo aver appreso l’intenzione di Matteo Salvini di entrare nel palazzo occupato di via Mario de Maria scortato dalla celere, insieme al ricco palazzina e proprietario Baschieri e la candidata sindaco leghista Borgonzoni, abbiamo organizzato in pochissimo tempo una muraglia popolare per difendere le famiglie occupanti. La solidarietà tra inquilini resistenti, occupanti di altri stabili, e compagni e compagne di lotta per il diritto all’abitare ha fatto sì che Salvini e la sua corte non vedessero neanche con il binocolo il nostro palazzo occupato e non potessero mettere piede nella strada. L’avevamo annunciato e così è stato: in via Mario de Maria Matteo Salvini non passa! Gli striscioni che la muraglia popolare ha tenuto ben visibili per tutto il presidio denunciavano alla città: “Provocatore coi soldi nostri! Salvini fuori da Bologna! W la lotta per la casa!”. Infatti a proteggere il provocatore leghista c’era un dispositivo militare che contava almeno 100 celerini e decine e decine di agenti in borghese cosa che oltre a mostrare la paura di contestazioni popolari dei leghisti quando camminano per Bologna, ci ricorda quanto sperpero di denaro pubblico deve essere versato per far divertire il leader in cerca di selfie, e disoccupati, precari e operai da insultare. In ogni caso si tratta di soldi nostri sprecati, visto che dopo pochi minuti di conferenza stampa nei pressi dell’ingresso della stazione di Bologna il provocatore del “prima gli italiani” ha dovuto desistere con il suo obiettivo e ritirarsi in una caserma della polizia dove era stato invitato dal sindacato SAP.
Riteniamo la mattinata di resistenza e muraglia popolare un nuovo momento di lotta positivo, espressione di solidarietà tra il territorio, le occupazioni abitative e gli inquilini resistenti, un messaggio chiaro a chi soffre l’emergenza abitativa per cui “Social Log non ti lascerà mai solo o sola!”, e alle autorità che in vena di provocazioni o sgomberi dovranno avere sempre a che fare con numerosi uomini degni e donne degne pronti a resistere!
Conclusasi con un flop la provocazione di Salvini, adesso è tempo di tornare alle lotte quotidiane dove ci aspettano già diversi picchetti antisfratto, la difesa delle occupazioni abitative e la battaglia di tutti i giorni metro dopo metro nella nostra periferia contro i signori della guerra tra poveri, razzismo e solitudine. Domenica intanto festeggeremo i 2 anni di occupazione proprio in via Mario de Maria e vi invitiamo a trascorrere insieme a noi una bella giornata di autogestione insieme alla nostra comunità.
Ecco l’evento Facebook da condividere dell’iniziativa.

Torniamo a dare appuntamento al prossimo 11 marzo quando più forti di prima scenderemo in piazza insieme a tanti altri compagni e compagne per gridare insieme “Francesco è vivo e lotta insieme a noi”, per una vera memoria del conflitto sociale che vive nelle lotte d’oggi!
Provocatore coi soldi nostri! Salvini fuori da Bologna! W la lotta per la casa!
La muraglia popolare è forte e vincerà!
Assemblee Occupanti e Comitato Inquilini Resistenti con Social Log

Il 17 aprile c’è un referendum ma la stampa non lo sa Il 17 aprile c’è un referendum ma la stampa non lo sa Fonte: articolo21.orgAutore: Roberto Bertoni

Qui non si tratta di sostenere questo o quel partito, questo o quello schieramento, questo o quel presidente di Regione e nemmeno di stabilire se i cittadini debbano votare SÌ o NO al referendum che si celebrerà il prossimo 17 aprile in merito alle trivelle previste dallo Sblocca Italia. Qui non si tratta di stabilire se Renzi e la sua maggioranza abbiano ragione o torto, se questo governo debba o non debba andare a casa, se l’estrazione indiscriminata di petrolio dal fondo dei nostri mari sia giusta o meno, se produca posti di lavoro o distrugga unicamente l’ambiente, l’eco-sistema e la bellezza del nostro patrimonio paesaggistico, se siano coerenti o meno coloro che cinque anni fa si battevano contro il nucleare berlusconiano e oggi sostengono e difendono a spada tratta tutte le riforme renziane.

E non chiediamo nemmeno che i direttori di giornali e telegiornali siano d’accordo con i promotori del referendum medesimo, che ne condividano le ragioni o che dichiarino il proprio sostegno alla causa.
Chiediamo unicamente che facciano la propria parte, ciò per cui sono giustamente pagati, letti e seguiti da milioni di persone: informare.
Chiediamo che diano la notizia di questo referendum, che ne spieghino le caratteristiche, che mettano la popolazione al corrente di ciò che accadrà in quella domenica d’aprile, che facciano capire cosa comporti il votare SÌ e cosa comporti il votare NO, che siano equi e rispettosi di tutte le opinioni, senza tentare in alcun modo di condizionare la libera formazione delle idee da parte dei cittadini.
Chiediamo che la si smetta di oscurare e far finta che non esistano tutti i temi scomodi al potere, che si esca da quest’editto bulgaro permanente, iniziato nel 2002, che ha condotto il nostro Paese in fondo alle classifiche internazionali sulla libertà d’informazione, che venga pienamente attuato l’articolo 21 della Costituzione, che sia nuovamente sancito il diritto dei giornalisti di informare e, soprattutto, il dovere dei cittadini di essere informati e che la si smetta, quando si tratta di referendum, di far perno sull’astensione anziché esporre con coraggio, convinzione e coerenza le ragioni della propria contrarietà.
Chiediamo, infine, che la si smetta di diseducare i cittadini alla democrazia e alla partecipazione, che li si consideri nuovamente persone e non sudditi, che si applichino compiutamente i princìpi cardine della nostra Costituzione, che si torni a illuminare tutte le periferie che oggi non hanno voce.

In poche parole, chiediamo a chi svolge il nostro stesso mestiere di ricordarsi che deve guadagnarsi ogni giorno il diritto a godere di questo privilegio, in quanto la nostra professione è nata proprio per rendere giustizia a chi senza di noi non avrebbe alcuna possibilità di farsi sentire. Che si tratti di trivelle o di passioni politiche, che siano battaglie da noi condivise o che non lo siano, il nostro dovere è quello di darne conto e non possiamo sottrarci.

“Nessun confronto con il Governo”. I medici confermano lo sciopero del 17 e 18 marzo, che si preannuncia senza precedenti Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Sono state attivate oggi le procedure ufficiali che porteranno allo sciopero nazionale dei medici dipendenti, dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali, dei dirigenti sanitari del Ssn dalle ore 00.00 del 17 marzo alle ore 24.00 del 18 marzo.

“In assenza di un confronto e di una intesa programmatica con il Governo, continua, come preannunciato, la mobilitazione di tutti i medici, a prescindere dallo stato giuridico, e dei dirigenti sanitari, per il rilancio della sanità pubblica a garanzia dell’accesso alle cure dei cittadini e per la valorizzazione del loro ruolo e del loro lavoro. Contro l’invadenza pervasiva della burocrazia ed il disinteresse della Politica e della azione di Governo, intendiamo ricostruire insieme ai cittadini, come testimoniato nella grande manifestazione svoltasi il 20 febbraio a Napoli, un sistema sanitario oggi a pezzi”,come si legge in un comunicato di Anaao-Assomed.

La sanità si ferma, così, per la prima volta nell’ultimo decennio, per 48 ore consecutive, garantendo i servizi di urgenza ed emergenza.

Nei prossimi giorni le diciotto sigle che hanno indetto la protesta daranno il via a 100 assemblee in 100 città per sensibilizzare i cittadini e mobilitare i medici, che si atterranno rigorosamente al rispetto del debito orario contrattuale.

Autore: redazione Denuncia Usb: “A Vicenza licenziate assistenti e infermiere di colore che avevano denunciato il cattivo stato della casa di riposo” da. controlacrisi.org

Licenziate dopo dieci anni, dopo aver denunciato le carenze organizzative e aver lottato per ottenere migliori condizioni di lavoro e migliori condizioni per gli anziani che assistevano: è quanto è accaduto a 13 operatrici, tutte nere, ed altre 19 colleghe, fra cui molte attiviste sindacali, della casa di riposo IPAB San Camillo di Vicenza.L’IPAB di Vicenza, istituto pubblico di assistenza e beneficenza il cui CdA viene nominato dal Consiglio comunale, il 16 novembre scorso ha revocato l’appalto alla cooperativa Bramasole per il servizio di assistenza agli anziani e di pulizie presso la San Camillo, affidando la gestione alla Ipark, sua partecipata.

Su 64 dipendenti (infermieri, oss, ausiliari, fisioterapisti, psicologi, assistenti sociali) che da tempo lavoravano presso la casa di riposo, la Ipark ne ha mantenuti solo 32 e non più con contratto a tempo indeterminato, ma a tempo determinato e tramite agenzie interinali.

Fra il personale escluso dalla riassunzione ci sono tutte le operatrici nere e quelle più impegnate nel denunciare le carenze organizzative che si riflettevano anche sulla qualità dell’assistenza agli anziani.

“Contro questa discriminazione, ancor più grave in quanto accade in una partecipata di un ente pubblico”, si legge in un comunicato, l’USB indice per venerdì 4 marzo lo sciopero regionale del settore privato e la manifestazione #SCHIAVIMAI sotto l’IPAB San Camillo, in via Formenton a Vicenza, dalle ore 9.00.

Il 4 marzo è il giorno in cui, presso il tribunale del Lavoro di Vicenza, si terrà il processo contro Ipark per discriminazione razziale e sindacale, nel quale l’USB si è costituito parte civile.

L’USB del Veneto ha inoltre rivolto un appello alle associazioni, ai comitati, alle organizzazioni sindacali e politiche, alle donne e agli uomini antirazzisti di Vicenza affinché esprimano solidarietà e sostegno alla lotta delle lavoratrici licenziate della San Camillo e proseguirà nella battaglia contro la privatizzazione delle IPAB, contenuta in una proposta di legge regionale.