Coniglio e Barbagallo “liberano” il 25 aprile ad Acireale dopo le proteste

foto di Mario Danna.
Mario Danna a Fancity Acireale

Coniglio e Barbagallo “liberano” il 25 aprile
Si è parlato in queste ore dell’intenzione del presidente della fondazione del carnevale Antonio Coniglio di programmare la parata in fiore (novità nel panorama delle manifestazioni carnevalesche) per i giorni 23-24 e 25 aprile. Appena saputa la notizia il presidente dell’ANPI della sezione di Acireale Maurizio Musumeci espresso il suo disappunto che si è rapidamente sommato a quello di tanti acesi che, al contrario, considerano la data del 25 aprile come un momento di ricordo e di attenzione contro le dittature e un giorno di ricordo e di festeggiamenti per la liberazione del fascismo in Italia.
Ma dopo le polemiche sono arrivati i fatti e il presidente della Fondazione del Carnevale Antonio Coniglio di concerto con il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo hanno deciso di non far scivolare la manifestazione dei carri in fiore anche il 25 aprile ma di anticipare la manifestazione nei giorni del 22, 23 e 24 aprile. L’amministrazione comunale ha quindi ritenuto validi gli argomenti dell’ANPI e degli antifascisti e sinceri democratici acesi che si erano particolarmente risentiti dalla scelta.
E’ sempre un segno di grande ascolto e di flessibilità percepire e accogliere (come in questo caso) le richieste di tante associazioni e della società civile acese (quella che è rimasta). Un motivo certamente concreto per plaudire all’amministrazione e al presidente Antonio Coniglio che con senso dello Stato e nel pieno rispetto delle istanze sollevate fanno un passo indietro liberando così il 25 aprile.
Altro aspetto della vicenda è quello che indica per la prima volta una sezione ANPI ad Acireale e sempre per la prima volta il 25 aprile ad Acireale vedrà una manifestazione tutta acese in ricordo delle vittime, in memoria della liberazione e contro tutte le dittature.
(mAd)

Gisela Mota uccisa da un commmando il giorno dopo il giuramento da sindaco da: rainews

Gisela Mota, Partido de la Revolucion Democratica (Ansa) Gisela Mota, Partido de la Revolucion Democratica (Ansa) download Uccisa da un commando il giorno dopo il giuramento da sindaco. Gisela Mota muore a 33 anni (foto) Tweet 03 gennaio 2016 Temixco, nello stato di Morelos, 85 chilometri a sud di città del Messico: Gisela Mota, 33 anni, del Partito di sinistra della Rivoluzione Democratica, appena eletta come sindaco della città – di 90 mila abitanti e con un indice di violenza più elevato dei 32 Stati messicani -, è stata uccisa da un commando di quattro killer nel suo appartamento. L’ex parlamentare, in campagna elettorale aveva promesso dura lotta alla criminalità organizzata e in particolare alle bande di narcotrafficanti. ​Stando alla ricostruzione fornita da alcuni media locali, dopo l’omicidio si è scatenato un conflitto a fuoco tra gli assassini e la scorta del sindaco, al termine del quale due degli aggressori sono morti e altri due sono stati arrestati. Ma i racconti sono contrastanti, tanto che altre fonti affermano che la sparatoria è cominciata quando i quattro, in fuga a bordo di un furgone, si sono scontrati accidentalmente con una pattuglia della polizia. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Uccisa-da-un-commando-il-giorno-dopo-il-giuramento-da-sindaco-Gisela-Mota-muore-a-33-anni-20153f92-0cbb-4b77-9af2-8a9b1e4f0b85.html

Il 16 gennaio in piazza contro la guerra. “A sparare sono i governi, a morire è la gente comune” da. controlacrisi.org

Pubblichiamo l’appello del comitato promotore romano della mobilitazione del 16 gennaio contro la guerra. Il 12 assemblea all’università. Il 16 gennaio, inizio della guerra in Iraq, corteo da piazza Esquilino:

“Il 16 gennaio di venticinque anni fa, l’inizio dei bombardamenti statunitensi sull’Iraq nella prima guerra del Golfo, segnava l’inizio della guerra permanente che oggi sta trascinando il mondo in una pericolosa escalation. Siria, Iraq, Kurdistan, Libia, Palestina, Ucraina sono i teatri al momento più gravi ma tensioni e conflitti si addensano anche in altre aree del pianeta.

Le potenze aderenti alla Nato e le petromonarchie del Golfo in questi trenta anni hanno creato, finanziato, sostenuto e utilizzato gruppi terroristici in vari paesi per destabilizzare, dividere, terrorizzare. Oggi li utilizzano come pretesto per continuare la loro opera devastatrice.

C’è un legame tra la grande crisi economica e la guerra? Si ed è ormai evidente a molti. Per questo la guerra ha molte facce e molti fronti, inclusi quelli che stanno portando allo stato d’emergenza e alla restrizione della democrazia in molti paesi.

C’è un legame tra la guerra e l’eliminazione dei diritti sociali conquistati? Si perché i governi dell’Unione Europea hanno deciso senza battere ciglio che le spese militari e per la sicurezza potevano essere aumentate mentre quelle per la sanità, il lavoro, la scuola, le abitazioni continuano ad essere tagliate.

L’Italia è coinvolta dalla guerra? Si anche se pochi se ne accorgono. L’invio di 450 militari italiani in Iraq, l’ultimatum dato alle fazioni che si contendono la Libia o il boom della vendita di armi italiane all’Arabia Saudita, al Kuwait e ad altri paesi lo confermano.

La Nato, gli Stati Uniti e l’Unione Europea rendono subalterni i singoli governi e molto spesso ci troviamo coinvolti nelle guerre ancora prima di essersene accorti.

Il 16 gennaio scenderemo in piazza per dire basta con la guerra. Perchè le guerre le fanno i governi ma la gente che muore è sempre la nostra gente, qui e negli altri paesi.

Scendiamo in piazza perché sosteniamo ogni resistenza contro la guerra, perché vogliamo uscire dalla Nato, perché siamo contrari alla guerra contro i poveri e i migranti, perché riteniamo che l’unica guerra che si deve combattere è la guerra contro la miseria”.

Intervista a maurizio musumeci presidente ANPI Acireale: No al carnevale il 25 aprile festa della Liberazione