Smog, la farsa di Governo, Comuni e Regioni sulla pelle dei cittadini Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Il vertice contro lo smog promosso da Governo e Anci ha partorito le solite norme-spot e del tutto inefficaci per combattere realmente l’avvelenamento delle città: riscaldamento abbassato di due gradi. limiti di velocità ridotti di 20 km orari nelle città, “da 50 a 30, da 90 a 70 e cosi via”, e sconti sugli autobus. Misure, si badi bene, che non hanno alcuno status normativo, e vanno applicate nel caso in cui i valori sforino per sette giorni i valori limite. Insomma, una farsa.

Alcune associazioni dei consumatori parlano addirittura di “misure deludenti”. Il Codacons è “pronto a denunciare i sindaci delle citta’ per omicidio colposo plurimo nel caso in cui proseguira’ il superamento dei valori limite d’inquinamento”.
“La misura sull’abbassamento dei limiti di velocita’ per le automobili e’ semplicemente ridicola – spiega il presidente Carlo Rienzi – E’ fatto noto che nelle citta’ e’ impossibile garantire il rispetto dei limiti, che vengono costantemente superati per la mancanza di controlli efficaci e per la scarsa presenza di vigili sulle strade. Solo installando nei centri urbani strumenti come il Tutor sarebbe possibile ottenere risultati concreti sul fronte della velocita’. I fondi stanziati, poi, appaiono del tutto irrisori di fronte a quella che e’ una vera e propria emergenza, mentre per quanto riguarda il trasporto pubblico, gli sconti non bastano: bus, tram e metro devono essere gratuiti nelle ore di punta, spingendo cosi’ i cittadini a utilizzare i mezzi pubblici per recarsi a scuola o a lavoro”.
Più morbido il tono usato dal Wwf, che riconosce al ministero dell’Ambiente “l’impulso positivo per l’omogeinita’ di interventi, a dimostrazione che il ruolo della gestione sostenibile dell’ambiente deve tornare ad essere centrale nelle politiche del Governo”, che poi, però, è costretto ad incrociare le dita affinché ” seguino investimenti necessari per sostenere questa politica”. Il Wwf ricorda ancora una volta che la Legge di Stabilita’ 2016 solo 1,5% degli stanziamenti e’ destinato agli interventi in campo ambientale (523 milioni su 35 miliardi). E fa appello ai Sindaci “che dovranno implementare tali misure di spingere ulteriormente e con maggiore convinzione sugli incentivi all’utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei cittadini. Questo deve avvenire non solo nei periodi di emergenza smog, ma in maniera strutturale per tutto l’anno”.

“I cittadini- si conclude il testo- utilizzerebbero volentieri i mezzi pubblici se meno costosi e purtroppo sono passati quasi sotto silenzio i forti rincari avvenuti in questi anni degli abbonamenti e biglietti del trasporto pubblico avvenuti in molte citta’, Roma compresa dove sono state addirittura abolite le fasce di tariffe agevolate (studenti, etc). Il portafoglio degli italiani ormai e’ svuotato, e anche l’acquisto di nuove auto meno inquinanti, anche se incentivato, potrebbe avvenire solo per i redditi ancora alti. Inoltre, sostituire il parco auto private con incentivi alla rottamazione continuerebbe a non risolvere il problema di ‘spazio’ vitale’ all’interno delle citta’, soffocate non solo dallo smog ma anche da un numero complessivo di auto ormai insostenibile. Se i mezzi pubblici rispetteranno la regola delle 3 P, ‘Puntuali, Puliti e Popolari”, le citta’ potranno finalmente liberarsi dalle 4 ruote, i cittadini torneranno a respirare aria pulita e a muoversi con liberta’ e in orario con bus, metro, tram o in bici”.
Bicchiere mezzo vuoto anche per Legambiente, che giudica pessima l’idea di destinare parte delle poche risorse disponibili alla rottamazione delle auto private. “In questo modo il provvedimento rischia di incentivare anche il trasporto privato”, dichiara in una nota Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente. “È ora comunque di passare, veramente, dalle parole ai fatti attraverso una politica concreta e lungimirante ed interventi mirati, perche’ i primi interventi previsti dalla legge di stabilita’ e dal collegato ambientale, anche se positivi, non bastano. Le risorse stanziate – continua Zanchini – in questi provvedimenti sono solo timidi segnali che non fanno cambiare concretamente le politiche nazionali sulla mobilita’”.

La Legge di stabilita’ prevede 4 miliardi di Euro di sussidi all’autotrasporto e investimenti in strade e autostrade, ma neanche un euro per acquistare treni per i pendolari o realizzare nuove linee di tram o metropolitana. “Si devono cambiare le priorita’ – sottolinea Legambiente – mettere le aree urbane al centro delle politiche e garantendo ai sindaci di spendere risorse economiche senza i limiti imposti dalla spending review”.

Queste le 10 proposte anti-smog di Legambiente: 1) realizzare nuove linee metropolitane e tram e vincolare da subito almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture alle citta’; 2) 1000 treni per i pendolari, 3) 100 strade per la ciclabilita’ urbana; 4) ridurre la velocita’ a 30km/h; 5) prevedere, con una disposizione nazionale, l’estensione del modello dell’Area C di Milano a tutte le grandi citta’ e con una differente politica tarrifaria sulla sosta, i cui ricavi siano interamente vincolati all’efficiamento del trasporto pubblico locale, 6) stop ai
sussidi all’autotrasporto per migliorare il Tpl; 7) fuori i diesel dalle citta’ limitando la circolazione in ambito urbano dei veicoli piu’ inquinati sul medello della citta’ di Parigi; 8) riscaldarsi senza inquinare vietando l’uso di combustibili fossili, con esclusione del metano, nel riscaldamento degli edifici a partire dalla prossima stagione del riscaldamento; 9) ridurre l’inquinamento industriale applicando Aia stringenti e rendendo il sistema il sistema del controllo pubblico piu’ efficace con l’approvazione della legge sul sistema delle agenzie regionali protezione ambiente ferma al Senato da oltre un anno; 10) nuove controlli sulle emissioni reali delle auto. La distanza con quanto deciso dal vertice con Galletti è fin troppo evidente…

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