Habemus R@p. La rete proletaria riprende il suo cammino. Ieri a Milano la fondazione Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

E la R@p? La R@p rip@rte. E stavolta non si ferma… Ieri a Milano, nella sede regionale di Rifondazione comunista, è ripreso il percorso della rete del mutuo aiuto popolare. Quattro regioni presenti: Piemonte, Veneto, Emilia Romagna. Un’altra, la Toscana, assente giustificata. Ora c’è uno statuto e un luogo di incontro. Controlacrisi darà il suo contributo sostanziale offrendo una pagina per tutti i contenuti che serviranno sia per la comunicazione interna che verso l’esterno.

Rifondazione di quel “fare proletario” che sta cercando un suo posto dentro la crisi, quindi, senza smarrire l’obiettivo politico. Una posizione di resistenza, per affrontare le dure necessità quotidiane, ma anche per tentare di trasformare la “comunità del desco” in una classe mobilitata.
All’atto della fondazione hanno preso parte compagni e compagne che in qualche modo faranno da “veicolo” alle onlus territoriali che già agiscono nei vari territori. E’ un po’ lo stesso funzionamento dell’Arci, che è in realtà un coordinamento di realtà varie.
L’obiettivo numerico è alla portata e ora bisogna darsi da fare per raggiungerlo e consolidarlo. C’è tanto da fare, ma l’energia non manca.

L’esperienza di Lodi, presentata attraverso un video molto esplicativo, è lì a fare da guida. E così, è in qualche modo più facile articolare un percorso che parte dai Gas, ovvero dai gruppi di acquisto, e si snoda lungo l’esperienza di realtà che non solo riescono a creare anche qualche posto di lavoro ma arriva a coinvolgere le amministrazioni comunali, come è accaduto Lodi, soddisfacendo i bisogni di quelle fette di popolazioni che non hanno di che vivere. Persone che sono in povertà assoluta, circa il 6% secondo le statistiche ufficiali.

Insomma, occorre sapere articolare un circuito in cui la condizione materiale delle persone torni ad essere un bene pubblico, e collettivo. Da qui l’idea di un coinvolgimento dei comuni, ma soltanto dopo aver costruito una rete sociale ben oliata nel territorio.
A Lodi, come in qualche altro luogo in Toscana, l’esperienza è così avanzata che tra le carie “caselle” c’è anche un dentista sociale e un centro per l’assistenza psicologica. Insomma, si può arrivare piano piano al welfare.

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