Ferrovie dello Stato, pioggia di critiche da parte di Cgil, Prc, M5S contro la privatizzazione:”A rimetterci saranno gli utenti”.Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Al via procedura di privatizzazione delle Ferrovie dello Stato. L’obiettivo è quello di “eliminare le attuali distanze tra i servizi ad alta velocità e i servizi ai pendolari”. Così ha annunciato il provvedimento in Consiglio dei Ministri il Ministro dei Trasporti Graziano Delrio: sul mercato, “a un azionariato diffuso e investitori istituzionali”, andrà il 40% della società, ma l’infrastruttura di rete rimarrà pubblica. Sul fronte utenti, invece, Trenitalia conferma l’obbligo di prenotazione del posto per gli abbonati AV a partire dal 1° gennaio 2016. La Filt-Cgil solleva forti dubbi sulle reali intenzioni del Governo. “Cosa succede dell’integrità aziendale? Il 40% di cessione prevede lo scorporo di RFI con tutti i danni conseguenti per la tenuta dell’intero gruppo? Il Governo chiarisca le reali intenzioni sulla privatizzazione del Gruppo Fs”, dice il segretario generale della Filt-Cgil Franco Nasso sottolineando che “troppa confusione ed i tanti annunci sono motivo di grande preoccupazione”
Secondo quanto sostiene il numero uno della Filt Cgil “l’azienda va bene, negli ultimi anni i risultati sono positivi e l’integrità del Gruppo è stato l’elemento fondamentale. Il processo di risanamento ha funzionato ed i lavoratori e il sindacato hanno fatto fino in fondo la loro parte, attraverso un intenso ed ininterrotto processo negoziale”.
“C’è – spiega Nasso – un problema di mancata corrispondenza tra le aspettative degli utenti del trasporto regionale ed il servizio offerto. Le ragioni sono dovute principalmente ai tagli operati da tutti gli ultimi governi su questo fondamentale servizio universale che, per essere erogato, ha bisogno del contributo pubblico perché senza risorse la promessa di miglioramento del servizio, basata sulla privatizzazione, non potrà mai essere realizzata. Per il dirigente sindacale della Filt “da quanto si può capire dagli annunci la privatizzazione non darà risorse al trasporto regionale, anzi finirà per limitare fortemente la capacità industriale di Trenitalia, limitandosi, come è del tutto evidente, a fare un incasso dalla vendita che, viste le condizioni e la fretta, potrebbe sostanzialmente consistere in una svendita”. “Il Governo ed il Ministro – chiede infine Nasso – ci spieghino come da tutto ciò possa originare sviluppo, qualità dei servizi, mentre si privatizzano dei fondamentali asset che verrebbero consegnati al mercato”.
Contro la privatizzazione si scagli anche il Movimento 5 Stelle. “La privatizzazione delle Ferrovie dello Statova in direzione opposta alle dichiarazioni d’intenti del ministro Del Rio sulle misure atte ad incentivare e potenziare il trasporto pubblico, nazionale e locale, anche in funzione di una seria politica per la riduzione delle emissioni inquinanti”, affermano i deputati M5S della commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera.
“Se queste sono le azioni con cui il Governo intende presentarsi al tavolo internazionale della Cop 21”, rincarano la dose i grillini, “farebbe meglio a starsene a casa”.
Critiche alla privatizzazione anche dal Prc. “La privatizzazione delle FS – scrive Paolo Ferrero in una nota – è l’ennesima svendita dei gioielli di famiglia: Renzi usa i soldi per tagliare servizi e welfare a chi ne ha bisogno, toglie risorse allo Stato solo per fare un regalo ai ricchi. Ricordiamo che si tratta di un’azienda in attivo, e la privatizzazione non farà altro che convogliare nuove risorse sull’alta velocità mentre di sicuro non saranno fatti investimenti per i pendolari e i trasporti regionali, che continuano a versare in condizioni disastrose”.
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