André Glucksmann è morto, addio al filosofo francese da: corriere.it

Il saggista, nato nel 1937, rappresentava il legame tra due generazioni
di intellettuali: quella di Sartre, Aron e Foucault e quella dei «nuovi filosofi»

di Redazione Cultura Onlincorrieree

(Afp/Demarthon) (Afp/Demarthon)
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È morto nella notte tra lunedì 9 e martedì 10 novembre a Parigi il filosofo e saggista francese André Glucksmann. Aveva 78 anni. A dare l’annuncio su Facebook il figlio Raphaël: «Il mio primo e migliore amico non c’è più. Ho avuto l’incredibile fortuna di crescere, ridere, discutere, viaggiare, giocare, far tutto e non far nulla con un uomo tanto buono quanto geniale. Ecco, mio padre è morto ieri sera». Protagonista del «Maggio ‘68», militante per i diritti umani, fu punto di collegamento fra due generazioni di intellettuali, quella di Sartre, Aron e Foucault e quella dei «nouveaux philosophes», il gruppo che ruppe con il marxismo negli anni Settanta.

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La carriera

Nel 1968 pubblicò il suo primo libro, Le discours de la guerre, partecipando agli avvenimenti come militante maoista a favore dei resistenti all’oppressione sovietica. Nel 1972 definì la Francia una «dittatura fascista» in un articolo pubblicato dalla rivista «Les Temps Modernes». Nel gennaio 2007 Glucksmann appoggiò alle elezioni presidenziali Nicolas Sarkozy, candidato dell’UMP (Union pour la Majorité Presidentielle), scrivendo su Le Monde: «Oggi è il solo candidato a essersi impegnato per la Francia del cuore», quella che sostiene i «boat-people vietnamiti che fuggono dal comunismo, i sindacalisti di Solidarność imprigionati, i dissidenti russi, bosniaci, kossovari, ceceni». Rifiutandosi di appoggiare Ségolène Royal, candidata che «rispetta», il filosofo criticò la sinistra francese «che si crede moralmente infallibile», ma che ha rinunciato alla battaglia ideologica e alla solidarietà internazionale.

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