Legge di stabilità, il sindacato scova un altro miliardo di tagli alla sanità. Contro l’elemosina del contratto del pubblico impiego protestano pure i medici Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

“Dalla legge di stabilità un’ulteriore beffa per la sanità pubblica”. E’ la denuncia dell’Anaao Assomed sulla mancanza di fondi destinati ai rinnovi contrattuali. “Si costinua, così – commenta il segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise – a privare il contratto delle risorse necessarie a farne uno strumento di governo e innovazione, additando il lavoro al servizio dello Stato come parassitario ed improduttivo, degno al più di una citazione e di una mancia. La versione 2.0 degli insulti di brunettiana memoria”.”Dopo 6 anni di blocco contrattuale – si legge nella nota – che ha comportato una perdita del potere di acquisto delle retribuzioni media del 20%, maggiore per i giovani, e di 25.000 posti di lavoro, il Governo ha destinato alla sanità, parte del pubblico impiego, un non finanziamento per un non contratto. Una proroga mascherata del blocco, un adempimento puramente formale alla sentenza della Corte Costituzionale, cui aveva dichiarato, a difesa del blocco contrattuale, un valore economico del rinnovo dei contratti pubblici di 7 miliardi l’anno, per poi stanziare per il 2016 solo 200 milioni (7 euro lordi al mese a testa), anche autofinanziati”. I medici dell’Anaao ricordano che il costo della Pubblica Amministrazione per cittadino ed il numero di addetti in rapporto alla popolazione sono i più bassi in Europa, dopo la Germania, con una spesa sanitaria più alta di quella italiana di 30 miliardi di euro all’anno; e che tagli e ticket tengono 6 milioni di italiani lontani dalle cure mettendo le famiglie a rischio di impoverimento per eventi sanitari. “Specie tra i 20 milioni di cittadini del Sud – si legge nel documento Anaao – figli di un dio minore, lasciati alle prese con un diritto alla salute meno diritto che nel resto del Paese. Nel frattempo imperversa la caccia ai Medici in un clima oscurantista che pensa di risolvere ogni problema nel solito modo, sanzionare, punire, licenziare i medici dipendenti o convenzionati”.

Intanto, il sindacato scova un miliardo di tagli alla sanità, nascosto nelle pieghe dei minori trasferimenti alle Regioni. “Un ulteriore drammatico taglio di circa un miliardo di euro che si somma a quelli già previsti al fondo sanitario nazionale”, si legge in una nota a firma di Cecilia Taranto, segretaria nazionale della Fp Cgil, e Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil Medici, che spiegano: “Da quanto apprendiamo dalle bozze di legge di Stabilità si nasconde un ulteriore drammatico taglio alla Sanità di circa un miliardo di euro, dopo quelli previsti al fondo sanitario nazionale”. L’articolo 46, infatti, spiegano i due dirigenti sindacali, “prevede che saranno rideterminati i finanziamenti alle Regioni, ricomprendendo per questa via anche le risorse destinate alla sanità, alle quali si chiede un ulteriore sacrificio di 1.800 milioni per il 2016, 3.980 milioni di euro per il 2017 e 5.480 per ciascuno degli anni 2018 e 2019”. Secondo Taranto e Cozza “la richiesta alle Regioni di un ulteriore contributo alla finanza pubblica si tradurrà inevitabilmente, e come tutti sanno, in nuovi tagli alla sanità, con la drastica riduzione delle prestazioni ai cittadini. Si ripete lo stesso schema dello scorso anno: il governo taglia alle Regioni, con queste ultime che tagliano la sanità. Si sta cancellando progressivamente il diritto alla salute”.

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