Barbagallo (Uil): «Renzi come Andreotti e Berlusconi. Ci prepariamo alla piazza» da: il manifesto

L’intervista. Barbagallo (Uil): nella legge di stabilità “contentini” da vecchia Dc. L’Imu premia i ricchi e minaccia i servizi per i più deboli. Nessuna strategia per la crescita, penalizzati il Sud, i pensionati e il pubblico impiego. «Il governo ci ascolti»

Il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo

«Una mano­vra senza dire­zione stra­te­gica, insuf­fi­ciente a riag­gan­ciare la ripresa. E che non risponde ade­gua­ta­mente a tre domande poste da Cgil, Cisl e Uil, che inte­res­sano milioni di per­sone: i pen­sio­nati, il Sud, il pub­blico impiego». Car­melo Bar­ba­gallo, segre­ta­rio gene­rale della Uil, non vuole boc­ciare al 100% la legge di Sta­bi­lità — «con­tiene anche dei prov­ve­di­menti posi­tivi» — ma si dice insod­di­sfatto su alcuni pila­stri impor­tanti, e con­ferma che il sin­da­cato è pronto alla mobilitazione.

I tweet di Renzi, i suoi «segni +», non vi hanno convinto?

Intanto va detto che alcune misure restano ignote, non sono spie­gate nel det­ta­glio, altre sem­brano quasi secre­tate. Vor­remmo capire di più, ma cer­ta­mente c’è un indi­rizzo gene­rale su cui pos­siamo pro­nun­ciarci. Que­sta legge di Sta­bi­lità avrebbe fatto invi­dia ad Andreotti, mi pare scritta secondo le vec­chie logi­che «cer­chio­bot­ti­ste» democristiane.

In che senso?

È stato dato un con­ten­tino a tutti, non risol­vendo strut­tu­ral­mente i pro­blemi di fondo. Manca un indi­rizzo stra­te­gico per por­tarci fuori dalla crisi.

È una pro­mo­zione a metà?

No, non è una pro­mo­zione a metà. Fac­cio un esem­pio: c’è la no tax area per i pen­sio­nati, che è una cosa buona. Ma viene rin­viata al 2017. Noi ave­vamo chie­sto gli 80 euro per i pen­sio­nati, e non ci sono: e ricor­diamo che i pen­sio­nati già pagano il dop­pio delle tasse. Ave­vamo chie­sto la fles­si­bi­lità in uscita, e non c’è. Una man­canza inaccettabile.

Però c’è l’opzione part time.

La staf­fetta gene­ra­zio­nale è una cosa che ci inte­ressa mol­tis­simo, la Uil l’ha sem­pre chie­sta. Ma non abbiamo ancora capito come verrà costruita, e soprat­tutto ci pare man­chi una gamba fon­da­men­tale, appunto la pos­si­bi­lità per i più anziani di uscire per lasciare spa­zio ai più giovani.

Per il Sud cosa manca?

Manca la fisca­lità di van­tag­gio per le imprese, ad esem­pio. Non si era detto che almeno per il Sud si sareb­bero lasciati intatti gli incen­tivi per le assun­zioni? Invece, al con­tra­rio, si decur­tano per tutti, rischiando un ral­len­ta­mento del mer­cato del lavoro. Irap e Imu per gli agri­coli vanno bene, come le risorse stan­ziate per il secondo livello con­trat­tuale, ma non bastano. Come Uil, in un’assemblea a Bari in set­tem­bre, ave­vamo detto di essere pronti a fare la nostra parte. A con­trat­tare van­taggi su orga­niz­za­zione e orari, fles­si­bi­lità nel sala­rio: a tempo, in attesa che le aziende si inse­dino. Ma mi pare un appello caduto nel vuoto.

Come sem­bra caduto quasi com­ple­ta­mente nel vuoto il vostro appello per i con­tratti pubblici.

Ho già detto che i 300 milioni che si vogliono stan­ziare sono soldi per le cara­melle, 8 euro lordi al mese: non è certo quello che ci vor­rebbe dopo 7 anni di attesa e una sen­tenza della Corte costi­tu­zio­nale. Non vor­rei si fos­sero tenuti stretti per dire: ok, arri­viamo a 600 e abbiamo risolto il pro­blema. Pas­se­remmo solo dalle cara­melle ai cioccolatini.

Quindi non si comin­cia nean­che a discu­tere? Quanto vor­re­ste sul piatto per aprire la partita?

Per i tre anni io credo ci vogliano 7 miliardi. E allora se quello del governo è un anti­pa­sto, una bru­schetta con odore di alici, come diciamo in Sici­lia, se ne può discu­tere. È una prima tran­che per il 2016? Ok, allora poi ser­vono impe­gni per il 2017 e il 2018, come stiamo d’altronde facendo con altri con­tratti, e abbiamo appena fatto per il chimico-farmaceutico. Ma se è tutto, non va bene. Spot, annunci e rega­lini non sono buoni per convincerci.

Quindi poi scatta la piazza, per i con­tratti e le pen­sioni. O no?

Noi siamo già mobi­li­tati sulle pen­sioni, in tante regioni e città, e ripeto: vogliamo capire a cosa si rife­ri­sca quella cifra per i con­tratti. Io spero che il governo cambi la mano­vra. Anche i fondi per i Comuni ci pre­oc­cu­pano: si taglia l’Imu anche a chi ha red­diti alti, e poi magari man­cano i ser­vizi per i più deboli.

Anche secondo voi è una misura un po’ berlusconiana?

Su que­sto Ber­lu­sconi era un dilet­tante a con­fronto. È ini­quo togliere le tasse sugli immo­bili a tutti: c’è dif­fe­renza tra sta­bili di atti­vità com­mer­ciali red­di­ti­zie, che pos­sono rispar­miare fino a 80 mila euro, e la vec­chietta che paga 60 euro. Tra l’altro l’Imu è una tassa sem­pre pronta a risor­gere, come abbiamo visto negli ultimi anni, salvo capire se intanto i Comuni avranno garan­titi i 5 miliardi man­canti dopo il taglio. E aggiungo che non ci piace nean­che la misura sui 3 mila euro di con­tanti: sono troppi e potreb­bero incen­ti­vare eva­sione e malaffare.

Un’ultima domanda sui con­tratti: quello appena fir­mato dei chi­mici può fare da apri­pi­sta per gli altri?

Le aziende chimico-farmaceutiche forse non hanno avuto il tempo di leg­gere il pen­ta­logo di Con­fin­du­stria, e quindi hanno fir­mato. Spero pre­valga il buon senso: noi siamo pronti a discu­tere, ma sapendo che i tavoli aperti vogliamo por­tarli a casa. C’è que­sto ultimo con­tratto come esem­pio, o quello dei ban­cari. L’essenziale è non por­tare a casa meno di 85 euro, per­ché dob­biamo fare meglio degli 80 euro di Renzi.

Video inchiesta-Oncologia di scilla a rischio di chiusura-rabbia dei pazienti da: ilfattoquotidiano

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/10/18/oncologia-di-scilla-a-rischio-chiusura-rabbia-dei-pazienti-chilometri-per-combattere-il-cancro/427883/