Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (rapporto del 15 Ottobre) da: libertàe giustizia

Coordinamento per la Democrazia Costituzionale  (rapporto del 15 Ottobre)

Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale riunito a Roma il 15 ottobre ha deciso quanto segue:

1) L’approvazione da parte del Senato della legge che apporta profonde modificazioni alla nostra Costituzione, nata dalla Resistenza, crea insieme alla legge elettorale ipermaggioritaria un quadro istituzionale preoccupante per il futuro democratico dell’Italia, in particolare per le nuove generazioni.

2) Per questo il coordinamento esprime piena condivisione e sostegno all’appello dei giuristi che aveva chiesto al Senato di non approvare questa riforma. Appello che nei contenuti sostanziali resta tuttora pienamente valido e rappresenta una critica di fondo a quanto deciso a maggioranza da un Parlamento screditato ed eletto con una legge dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale.

3) Il coordinamento sulla base della introduzione svolta dal prof. Azzariti sulle modifiche della Costituzione approvate dal Senato ha deciso di diffondere nei prossimi giorni una nota critica per favorire una migliore comprensione dei pericoli che corre la democrazia del nostro paese per effetto dell’approvazione del disegno di legge di riforma costituzionale. Infatti le modifiche della Costituzione sono state decise da una maggioranza che è tale solo per effetto del “porcellum” e che – in spregio ad ogni elementare prudenza – ha costruito un mostro istituzionale modificando la Costituzione e approvando contestualmente una nuova legge elettorale che ripropone un sistema elettorale ipermaggioritario che ha effetti probabilmente peggiori dello stesso “porcellum”. Sulla base delle valutazioni espresse sulle modifiche della Costituzione. il Coordinamento ha deciso di promuovere la costituzione del comitato per il No in vista del referendum previsto dalla Costituzione, che come è noto è senza quorum dei partecipanti.

4) Il coordinamento sostiene pienamente la piattaforma per i ricorsi immediati ai tribunali predisposta dal suo gruppo di lavoro contro l’Italicum (L. 52/2015) che ha l’obiettivo di ottenere una pronuncia della Corte Costituzionale, e decide di costituire in tutti i territori i comitati a sostegno dei ricorsi.

5) Il coordinamento condivide i quesiti abrogativi predisposti dal prof. Villone sulla legge elettorale (52/2015) e farà il loro deposito immediato in Cassazione in vista dell’avvio dei contatti con tutte le associazioni politiche e sociali alle quali chiederà di contribuire a formare un fronte referendario ampio, unitario e inclusivo che sia in grado di raccogliere le firme in calce alle richieste referendarie nel primo semestre del prossimo anno.

6) Il coordinamento appoggerà pienamente il referendum abrogativo promosso dalle Regioni su sollecitazione del comitato Notriv che si svolgerà nella prossima primavera. Il coordinamento dando seguito ai rapporti di collaborazione già consolidati con il mondo della scuola dichiara fin d’ora di essere disponibile ad appoggiare eventuali iniziative referendarie abrogative sull’ultima riforma fatta approvare dal governo Renzi.  Analogamente il coordinamento esprime la sua disponibilità ad appoggiare iniziative referendarie sui temi del lavoro, e in particolare dei diritti dei lavoratori gravemente intaccati dal governo Renzi con provvedimenti come il jobs act.

7) Il coordinamento decide la sua articolazione nel territorio e quindi la costituzione di comitati a livello locale che affrontino insieme la campagna per il No alla revisione costituzionale e quella per l’abrogazione di punti fondamentali della legge elettorale. L’avvio di contatti con tutti i soggetti sociali e politici disponibili per costruire la campagna referendaria, avviene nella piena consapevolezza che raccogliere le firme è certamente un compito molto impegnativo, ma convincere a votare il 50% più uno degli elettori per l’abrogazione richiede un forte coinvolgimento delle elettrici e degli elettori, obiettivo che può realizzare un insieme di forze di grande portata, in larga misura tuttora da costruire.

8) Il coordinamento convocherà un seminario nazionale per mettere a punto e selezionare gli argomenti della campagna referendaria, sia per il No alla legge di revisione costituzionale, sia per l’abrogazione del meccanismo ipermaggioritario della legge elettorale, per restituire ai cittadini il potere di eleggere i loro rappresentanti e di essere rappresentati in condizioni di eguaglianza.  Il seminario metterà a punto anche gli argomenti propositivi che faranno parte costitutiva della prossima fase di iniziative. Inoltre il coordinamento decide di convocare un’assemblea nazionale nel prossimo gennaio 2016 per valutare l’esito dei contatti e i sostegni ottenuti nella campagna referendaria in vista delle decisioni operative conseguenti al punto 5.

Roma 15/10/2015.

Mai più- Mai più -Nondeve accadere mai più per nessun popolo 16 ottobre 1943 rastrellanto del quartiere ebraico a Roma da parte dei nazisti tedeschi

UDI / I 70 ANNI FESTEGGIATI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI da: ndnoidonne

Il 7 ottobre ha partecipato anche la Presidente della Camera Laura Boldrini e ha inviato i saluti la vice presidente del Senato Valeria Fedeli

inserito da Tiziana Bartolini

Il 7 ottobre nella prestigiosa Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati si è tenuta la cerimonia ufficiale per i settanta anni dell’UDI-Unione Donne in Italia:  FARE STORIA, CUSTODIRE MEMORIA. 1945/2015 I PRIMI SETTANT’ANNI DELL’UDI.
Oltre alle figure storiche e di assoluto prestigio come Marisa Rodano, Lidia Menapace e Marisa Ombra, al tavolo della presidenza al mattino si sono avvicendate storiche e costituzionaliste quali Anna Bravo, Patrizia Gabrielli, Fiorenza Taricone, Simona Lunadei, Marina Zancan, Lorenza Carlassare e Marilisa D’Amico (videointervista). Ha partecipato anche la Presidente della Camera Laura Boldrini e ha inviato i saluti la vice presidente del Senato Valeria Fedeli. Alla tavola Rotonda nel pomeriggio hanno portato le loro riflessioni sul filo del tema ‘Lo storico dilemma uguaglianza/differenza nelle sfide dell’oggi’: Emma Baeri, Alessandra Bocchetti, Maria Luisa Boccia, Serena Ballista e Stefania Guglielmi
coordinate da Rosangela Pesenti, presidente dell’associazione Archivi dell’UDI.

Riproponiamo la conversazione con Vittoria Tola (videointervista), pubblicata in NOIDONNE di settembre 2015, in cui si fa il punto sugli impegni a breve e a medio termine.

Il 2015 é un anno particolarmente impegnativo per l’UDI tra settantesimo anniversario dell’associazione, cambio della sede nazionale e riorganizzazione dell’archivio a Roma e, non ultimo, la preparazione del congresso. Abbiamo chiesto a Vittoria Tola, responsabile nazionale Udi, qual è filo conduttore di questi importanti passaggi. “Si tratta di un anno indubbiamente molto impegnativo perché le scadenze che richiamavi si sono aggiunte a tutte le questioni strutturali della politica che le donne dell’Udi seguono con grande determinazione come la violenza maschile o l’autodeterminazione delle donne sui temi della procreazione e della salute riproduttiva in un quadro nazionale e locale sempre più difficile. Al seminario nazionale di Napoli sul femminicidio ha fatto seguito il seminario per arrivare a una contrattazione di genere sul lavoro e precariato e su che cosa significa, oggi, guardare al lavoro con un corpo di donna in una realtà che pone ipoteche terribili soprattutto alle giovani donne (articolo pubblicato in NOIDONNE luglio/agosto 2015, ndr). Sulla violenza maschile vediamo che, al di là di tante parole di condivisione politica, questa continua a non trovare (forse non a caso?) risposte politiche adeguate mentre si è aperto un nuovo fronte con le proposte di riapertura delle ‘case chiuse’ – vedi l’ignobile referendum della Lega – o della legalizzazione della prostituzione come dimostrano diversi progetti di legge in Parlamento. Si tratta di falsificazioni storiche e politiche della legge Merlin, di strade fallimentari, confuse e di lenocinio imprenditoriale e fiscale di Stato, mentre non ci sono politiche adeguate sia sulla tratta sia sull’educazione di genere alla sessualità consapevole né nella scuola (un’altra pessima caratteristica della “buona scuola”) né tanto meno nei mass media, dove continuiamo a vedere pubblicità sessiste degradanti. In questo quadro il settantesimo della Liberazione, del ruolo che vi hanno svolto le donne e la nascita dell’Udi si legano perché sono alla base del diritto di cittadinanza delle donne italiane che se lo sono conquistato con grande forza e determinazione 70 anni fa. Questa conquista è spesso misconosciuta e messa in discussione anche da parte di tanti/e che sono convinti/e che tutto nasca negli ultimi 40 anni.
La soggettività politica delle donne dell’Udi ha segnato le iniziative del settantesimo, dove finalmente le donne sono presenti; e si è trattato di un impegno poderoso non solo in centro, ma anche in tante realtà locali che, da oltre un anno, hanno organizzato mostre, dibattiti, spettacoli, costruzione di materiale didattico per i/ le più giovani nelle scuole. Ci sono state anche le ricostruzioni dell’identità delle donne che hanno partecipato ai Gruppi di Difesa delle Donne (GDD), come ha fatto Ravenna. Le biciclettate, come hanno fatto in tante soprattutto il 25 aprile, ma anche documentari, interviste alle protagoniste di allora e di oggi. Uno sforzo storico e documentario molto particolare e fuori da ogni celebrazione, per questo l’impegno per avere una nuova sede e un luogo più adeguato per l’Archivio centrale è fondamentale. Questo conta, come abbiamo visto, con la ricerca sulla Resistenza e sugli stupri di guerra con le “marocchinate” o con quelle che già si annunciano con l’anniversario del diritto di voto alle donne in Italia da cui, non a caso, parte il calendario UDI 2016. Sempre più l’Archivio centrale e gli Archivi dell’Udi sono indispensabili per ricostruire momenti fondanti della storia delle donne in Italia come per la maternità e la sessualità, l’IVG o la violenza e il femminicidio, il lavoro delle donne o del loro ruolo nello stato sociale. Potremmo dire, se dobbiamo sintetizzare, che ciò che unisce tutto questo è il desiderio e la necessità di fare politica e storia delle donne che accompagna, ininterrottamente, l’Udi da 70 anni e il dovere di custodire una memoria collettiva per costruire futuro”.

Quali sono, anche alla luce della tua lunga esperienza politica, le strategie e le priorità che l’Udi affronta in occasione del congresso?

Strategia è una parola grossa e nasce da analisi vere, reali e condivise e da queste nascono le priorità. Credo che ognuna di noi, andando a congresso, abbia in testa alcuni particolari problemi anche sulla base dell’esperienza fatta e da qui nasce la necessità di discutere approfonditamente con tante altre donne. A me piacerebbe discutere dell’attualità politica del femminismo in un mondo in profonda e radicale trasformazione economica, tecnologica, di potere e della potenza colonizzatrice delle menti e dei desideri che porta con sé. Ma anche del perché ci sia tanta energia femminile e tanta frammentazione in Italia. Il congresso è già una priorità tanto più che vogliamo un congresso aperto a tutte coloro che sono interessate. Non so se ci sono ancora, oltre l’Udi, associazioni di donne che fanno congressi nazionali. È sicuramente un momento e una modalità particolare del confronto politico. Dopo quattro anni dal quindicesimo sono tanti gli ambiti politici in cui il pensiero dell’Udi si è dimostrato forte e manterremo questa centralità anche nel dibattito congressuale a gennaio, passaggi in cui non possiamo non guardare a quanto succede dentro di noi e intorno a noi con la capacità di arrivare a dire parole condivise anche con tante altre femministe con cui abbiamo lotte comuni e confronti aperti e che sono consapevoli del rischio dell’inessenzialità del pensiero delle donne nel quadro politico attuale. Siamo di fronte a grandi contraddizioni, come dimostra la resistenza delle donne del Kurdistan o dei paesi arabi, le migranti che sono tra le vittime maggiori di guerre, fondamentalismi e povertà che non si arrendono e la forza delle donne occidentali che però fanno fatica a emergere con posizioni non subalterne alle loro classi dirigenti. Noi dobbiamo riflettere sui modi in cui neoliberismo e tutto quello che ne consegue punta ad assimilare ancora una volta molte esigenze e idee delle donne e non trova risposte neanche nella presenza delle donne nelle istituzioni. L’Udi ha fatto del “50E50 ovunque si decide” una bandiera, ma oggi molte si interrogano sulle nuove forme del protagonismo delle donne in politica senza alcuna soggettività differente ed efficace nel dare risposte alla condizione attuale delle e degli altri. Ma anche di quali sono davvero i luoghi dove si decide. Ci sono analisi e ricerche molto interessanti come per esempio la bioeconomia, che è anche biopolitica, ma il pensiero unico non sembra lasciare molti margini e le posizioni politiche delle donne appaiono prese nella morsa o dell’omologazione individuale o della protesta inefficace.

I bambini palestinesi crescono in fredda. Quello che i media non fanno vedere da: sponda sud news

i-bambini-palestinesi-nelle-carceri-israeliane-orig_main

2727

 

(Simona Planu) – Resta poco o niente del discorso pronunciato  dal presidente palestinese Abu Mazen. Gli Israeliani lo chiamano bugiardo, diffondono le foto di Ahmed Mansara, il piccolo di 13 anni gravemente ferito 3 giorni fa dalla polizia israeliana. Circola anche il video che lo vedrebbe coinvolto in un tentativo di aggressione nei confronti di un suo coetaneo israeliano. Le immagini mostrate iniziano a riempire i giornali, i commenti e le descrizioni sembrano urlare: “Eccolo il vostro piccolo terrorista, è in ospedale, è vivo”.

Un occhio più attento e sensibile si sarebbe concentrato sulle manette con le quali un bambino è costretto nel suo letto di ospedale, gli occhi impauriti e lividi che hanno visto suo cugino, di pochi anni più grande, morire così, trivellato di colpi in una strada di Gerusalemme. I parenti del bambino insorgono: nessuno della famiglia avrebbe autorizzato le autorità israeliane a divulgare le foto.

Quelle foto in ospedale sono l’ennesima prova che, se sei palestinese, non ci sono diritti garantiti e tutele internazionali. Sono tutte lì le ragioni della rivolta, in quelle immagini e nei commenti dei giornali, delle autorità israeliane e dei sostenitori dello stato di Israele: la restrizione dei diritti e delle libertà fondamentali, la discriminazione su base identitaria affermatasi attraverso l’abuso di potere e la sproporzione nell’uso della forza.

I bambini palestinesi crescono in fretta, soprattutto i bambini nati nei campi profughi o che vivono  vicino agli insediamenti illegali. Crescono in fretta come quelli delle periferie dimenticate di ogni città.

Sono loro che cantano a squarciagola i nomi di tutte le città della Palestina storica, anche quelle che ormai sono parte di un altro stato. Conoscono che cosa significhi l’identità e sanno bene che nessun confine imposto con la forza può costruirla. Là, dall’altra parte del muro e dei checkpoint. ci sono i fratelli palestinesi di Gaza, di Haifa e di Gerusalemme.

Quegli stessi bambini li vedi giocare nelle strade troppo strette del campo e, a volte sono le tue guide, ti portano in giro per i campi. Poi, all’improvviso si fermano e con sguardo triste ma fiero indicano con il dito il luogo preciso dove sono stati arrestati.

Secondo le organizzazioni per i diritti umani, i bambini palestinesi vivono in un ambiente sociale reso costantemente instabile dall’autorità israeliana. Sono spettatori degli arresti, delle demolizioni e perquisizioni e, spesso, sono loro stessi vittime di un sistema di giustizia che viola il diritto umanitario e la  convenzione dei diritti dei bambini: il trasferimento forzato dei bambini palestinesi in territorio israeliano; gli interrogatori senza rappresentante legale; gli arresti notturni; l’allontanamento dai genitori, sono solo alcune delle violazioni commesse quotidianamente dall’esercito.

Crescere in Palestina, a Ramallah come a Gaza, significa dover bilanciare o ridimensionare i  sogni di gioventù con le politiche dell’occupazione che pervadono tutti gli aspetti della vita. E’ da qui che nasce la richiesta di giustizia e libertà che, quando si tratta di un popolo sotto occupazione militare, passa inevitabilmente per la rivolta, per lo scontro. Una rivolta che non intacca l’identità politica, ma che oggi sembra uscire dalle dinamiche di partito per ritrovare unità e forza sotto la stessa bandiera.

Così, i bambini cresciuti nell’indifferenza delle istituzioni internazionali e con la consapevolezza di quanto è difficile l’applicazione del diritto, ma forti dell’identità di popolo, oggi sono i giovani che scendono in strada. Lo fanno utilizzando una comunicazione che si arricchisce dei simboli dell’identità e della solidarietà, mostrando al mondo un’unità che il linguaggio dei media e delle istituzioni internazionali non hanno fatto proprio.

La rivolta palestinese viene descritta come terrorismo. Il perché lascia aperti molti interrogativi. E’ così che non vedremo  nei principali giornali o reti televisive le immagini dei giovani di Gaza che creano un varco in quella recinzione che li divide dal resto del mondo.

Non vedremo i giovani con un rosario al collo, o le immagini di un funerale a cui partecipano migliaia di persone. Non vedremo centinaia di giovani avvocati che sfilano vestiti delle loro toghe nere, né le strade delle città Israeliane, quelle che l’apartheid solo fisicamente non ha diviso, dove i palestinesi che ci vivono si sono riversati in massa negli ultimi giorni.

Non le vedremo queste immagini perché propongono un modello diverso che sfida le logiche della schiavitù – oppressione  e dell’ individualismo proposto come unica alternativa possibile.

Questi giovani forse cercano l’appoggio e l’organizzazione di nuove leadership o forse no. Forse sono consapevoli che il pensiero dei grandi leader, dei martiri di questa lotta senza fine, di coloro che sono in carcere o hanno perso la vita per la libertà continuano a vivere in ogni palestinese che ancora ci crede. Per ora vanno avanti così, convinti di cambiare le sorti del proprio cammino verso l’ autodeterminazione.

Bocciatura della rete ospedaliera “No a concorsi e piccoli ospedali” da: livesicila

Dopo la nota dei ministreri della Salute e dell’Economia sul Piano per i posti letto emanato da Lucia Borsellino, diversi i commenti del mondo della politica e della Sanità.

borsellino, concorsis, lorenzin, rete ospedaliera, sanità

PALERMO – Dopo i pesanti rilievi del Ministero della Salute, sono tanti i comunicati di reazione da parte del mondo della politica e della Sanità. Secondo il Movimento cinque stelle all’Ars, ad esempio, la “bocciatura” del Piano porterà allo “sgretolamento di tutta l’impostazione data dal governo alla sanità” e alla “morte dei piccoli ospedali”. “Siamo stati costretti a votarla – dice il deputato cinquestelle Stefano Zito – senza che l’assessore Borsellino ci fornisse i dati sui reparti all’interno delle cliniche private, cosa che ci ha impedito di coordinarli con le strutture pubbliche. La bocciatura di Roma – continua Zito – è la dimostrazione che non abbiamo avuto assessori che si sono battuti per la sanità e per i pazienti siciliani”. “Lo stop- dice la collega grillina Vanessa Ferreri – porterà alla chiusura delle piccole realtà, senza che si tenga conto della peculiarità territoriali e della totale assenza di una viabilità decente. Stato e Regione non si sono parlati e ora questi sono i risultati”.

Per il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone “la bocciatura del piano sanitario regionale da parte di Roma evidenzia la completa inadeguatezza dell’operato di Palazzo d’Orleans mentre i cittadini chiedono giustamente e a gran voce servizi migliori, efficienti e di qualità. Incongruenze, quelle emerse dal piano, già sottolineate da Forza Italia lo scorso anno. Di fronte a noi, dunque, l’ennesimo insuccesso della disfatta di Crocetta e del Pd. L’assessore Gucciardi, che eredita il piano dall’ex assessore Borsellino, riferisca quanto prima in Aula”.

Secondo la Cgil Fp, bisogna “riscrivere il piano della Rete ospedaliera senza campanilismi e contro ogni forma di ingerenza esterna e particolare. Per salvare la sanità siciliana e anche i concorsi”. Lo dicono in una nota il segretario generale di Fp Cgil Sicilia, Michele Palazzotto e Caterina Tusa, segretario generale di Fp Cgil con la delega alla Sanità. “I pesanti rilevi mossi dal ministero – dicono Palazzotto e Tusa – evidenziano la superficialità che ha caratterizzato le fasi di elaborazione e approvazione dello strumento di programmazione dell’offerta, come da noi più volte denunciato. Il sistema disegnato è inefficiente perché trascura la medicina territoriale e azzoppa, di fatto, la sanità pubblica”. Fp Cgil esprime “forte preoccupazione” anche per l’iter dei concorsi annunciati dal governo. “Perché gli atti aziendali e le dotazioni organiche presentate dalle Aziende per le nuove assunzioni – dicono- sono strutturati in base a quella rete ospedaliera”. Fp Cgil invita dunque l’assessore Gucciardi “a correggere e ridefinire subito il documento”, avvalendosi di “professionisti capaci di progettare un sistema sanitario regionale efficace, efficiente e di qualità, strutturato sui reali bisogni dell’Isola e non su esigenze di bilancio o di interessi particolari o elettorali”.

Sulla bocciatura interviene anche l’Associazione chirurghi ospedalieri italiani: “La bocciatura della rete ospedaliera – ha dichiarato il presidente Diego Piazza – è un’altra grave dimostrazione di inadeguatezza della politica sanitaria di questo governo regionale. Una bocciatura dalle conseguenze molto gravi, perché impedisce le nuove assunzioni e blocca il turn-over di medici e infermieri. La situazione è molto difficile per la sanità siciliana ed è indispensabile agire con urgenza per sviluppare, insieme ai professionisti sanitari ed alle associazioni dei cittadini, una nuova e migliore riforma, altrimenti si rischia la paralisi”. “Non possiamo non rilevare – ha detto il presidente di Aiop, Barbara Cittadini – che abbiamo sempre avuto ragione nel sostenere che la suddetta rete contiene rilevanti e palesi criticità. L’Aiop non ha condiviso nè i precedenti, nè quest’ultimo progetto di rete ed ha formalmente proposto ricorso al Tar. L’Aiop non ha mai fatto, ne avrebbe potuto farla, – conclude Barbara Cittadini – alcuna proposta alla Regione”.

Ministero della Salute: ecco i 44 siti più inquinati d’Italia. Rischio tumori per 6 milioni di Italiani..da: direttanews.it

Dalla Val D’Aosta alla Sicilia. Quarantaquattro aree del Paese inquinate oltre ogni limite di legge. Sei milioni di persone esposti a rischio malattie, tutte mortali: tumori, malattie respiratorie, malattie circolatorie, malattie neurologiche, malattie renali. Popoff è in grado di darvi la lista completa dei siti a rischio e la lista di malattie che gli abitanti devono temere. Tutto ufficiale, anche se scritto in burocratese. La fonte: il ministero della Salute.

Emarese (Aosta)
Comune di Emarese.
«Il decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: miniera, amianto e discariche. Mortalità per tutte le cause e malattie del sistema circolatorio. L’esiguità numerica della popolazione residente non ha consentito una completa valutazione della mortalità nel periodo studiato».

Pieve Vergonte (Verbania, Cusio, Ossola)
Comuni di Piedimulera, Pieve Vergonte e Vogogna.
«Il Decreto di perimetrazione di questo SIN elenca la presenza di impianti chimici e di discariche (RSU, rifiuti spe- ciali non pericolosi, rifiuti da metallurgia Pb, Zn, Cu, cavi elettrici plastificati). Il profilo di mortalità nel SIN di Pieve Vergonte mostra un eccesso tra gli uomini e le donne per tutte le cause, tutti i tumori e per le malattie circolatorie. Si osserva un eccesso per il tumore del colon-retto tra le donne e per il tumore dello stomaco in entrambi i generi, seppure con stime imprecise».

Balangero (Torino)
Comuni di Balangero e Corio.
«Il Decreto di perimetrazione elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: amianto, discariche e miniera. Il profilo di mortalità nel SIN mostra, nel complesso delle principali cause di morte un eccesso della mortalità per tutte le cause in entrambi i generi, per le malattie del sistema circolatorio nelle donne, per le malattie degli apparati respiratorio e digerente negli uomini. È presente un incremento della mortalità per tumore della pleura negli uomini, dato affetto da un’imprecisione della stima».

Casal Monferrato (Alessandria)
Comuni di Alfiano Natta, Altavilla Monferrato, Balzola, Borgo San Martino, Bozzole, Camagna Monferrato, Camino, Casale Monferrato, Castelletto Merli, Cella Monte, Cereseto, Cerrina Monferrato, Coniolo, Conzano, Frassinello Monferrato, Frassineto Po, Gabiano, Giarole, Mirabello Monferrato, Mombello Monferrato, Moncalvo, Moncestino, Morano sul Po, Murisengo, Occimiano, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Palazzolo Vercellese, Pomaro Monferrato, Pontestura, Ponzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato, San Giorgio Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Terruggia, Ticineto, Treville, Trino, Valmacca, Vignale Monferrato, Villadeati, Villamiroglio e Villanova Monferrato.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN segnala la presenza di un’industria per la lavorazione e produzione di manufatti di amianto. Un eccesso della mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie del sistema circolatorio. Si osservano eccessi per il tumore polmonare negli uomini, e in entrambi i generi per il tumore pleurico. Sono state pubblicate una serie di indagini epidemiologiche condotte a Casale Monferrato. Uno studio di coorte occupazionale condotto su 3.443 lavoratori del cemento-amianto della Eternit. In entrambi i generi sono stati osservati eccessi della mortalità per tutte le cause, tumore polmonare, tumore della pleura, tumore del peritoneo e asbestosi. Nelle donne è stato confermato l’aumento della mortalità per tumore dell’ovaio e dell’utero».

Serravalle Scrivia (Alessandria)
Comuni di Serravalle Scrivia e Stazzano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto di rigenerazione olii esausti. Il profilo di mortalità nel SIN mostra, nel complesso delle principali cause di morte un eccesso nelle donne per tutte le cause e per le malattie dell’apparato circolatorio. L’eccesso nella mortalità per tutte le cause può essere in parte attribuibile all’aumento di rischio per malattie dell’apparato circolatorio. Si documenta un eccesso negli uomini per tumore dello stomaco».

Cengio (Savona) e Saliceto (Alessandria)
Comuni di Bergolo, Bistagno, Bubbio, Cairo Montenotte, Camerana, Castelletto Uzzone, Castino, Cengio, Cessole, Cortemilia, Cosseria, Cravanzana, Feisoglio, Gorzegno, Gottasecca, Levice, Loazzolo, Millesimo, Mombarcaro, Monastero Bormida, Monesiglio, Montezemolo, Niella Belbo, Perletto, Ponti, Pruneto, Sale San Giovanni, Saliceto, San Giorgio Scarampi, Sessame, Torre Bormida e Vesime.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici con produzione di coloranti e di discariche. Si osserva un eccesso in entrambi i generi per il tumore dello stomaco. Si osserva un eccesso nelle donne, per l’asma, sia in presenza sia in assenza di correzione per fattori socioeconomici».

Cogoleto-Stoppani (Genova)
Comuni di Arenzano e Cogoleto.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto per la produzione del bicromato di sodio e di una discarica. Per il complesso delle principali cause di morte mostrano una mortalità osservata simile a quella attesa tra gli uomini, mentre nella popolazione femminile indicano un eccesso per tutte le cause e per le malattie dell’apparato genitourinario. Si osserva un eccesso di rischio nelle donne, per l’asma. Inoltre, uno studio recente, effettuato dal CNR e da ARPA Liguria1, ha analizzato i sedimenti marini, evidenziando alte concentrazioni di metalli pesanti, come cromo esavalente e nichel e, in minore quantità, di argento, mercurio, piombo, rame e zinco».

Pitelli (La Spezia)
Comuni di La Spezia e Lerici.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, centrale elettrica, area portuale, amianto e discarica. Nel SIN risultano in eccesso la mortalità per tutti tumori e per le malattie dell’apparato respiratorio negli uomini. Risultano in eccesso negli uomini la mortalità per il tumore dello stomaco, del polmone, della pleura e per malattie dell’apparato respiratorio. Due studi dei lavoratori dei petrolchimici di Genova e La Spezia hanno evidenziato un eccesso di mortalità per mesotelioma pleurico tra i manutentori».

Sesto San Giovanni (Milano)
Comuni di Cologno Monzese e Sesto San Giovanni.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianto siderurgico e discariche. Per malattie dell’apparato respiratorio, acute, croniche e asma è nota una componente occupazionale. Polveri, gas, fumi, agenti sensibilizzanti sono tra le esposizioni con accertato ruolo eziologico per queste patologie».

Cerro al Lambro (Milano)
Comuni di Cerro al Lambro e San Zenone al Lambro.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN segnala la presenza di discariche. Nel complesso nell’area di Cerro al Lambro si osserva una mortalità per tutte le cause e causa-specifica che non si di- scosta dall’atteso regionale».

Pioltello Rodano (Milano)
Comuni di Pioltello e Rodano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti o sorgenti di esposizione ambientale: impianto chimico e discariche. Negli uomini si osserva un difetto della mortalità per tutti i tumori, e un eccesso per le malattie del- l’apparato digerente».

Broni (Pavia)
Comune di Broni.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un’area di produzione di manufatti di cemento-amianto. Eccesso di mortalità per tutte le cause negli uomini e, in entrambi i generi, un eccesso di mortalità per patologie dell’apparato cardiovascolare. Il tumore maligno della pleura sia negli uomini sia nelle donne risulta in eccesso, con un aumento dei rispettivi SMR di più di 10 volte».

Brescia
Comuni di Brescia, Castegnato e Passirano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discarica. I valori osservati per la mortalità per tutti i tumori in entrambi i generi e le malattie respiratorie negli uomini sono superiori all’atteso. Elevata probabilità al linfoma non Hodgkin. Sono stati osservati eccessi per questa causa di morte negli uomini».

Laghi di Mantova
Comune di Mantova Virgilio.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN Laghi di Mantova e Polo chimico elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici (metallurgia, cartaria), petrolchimico, raffineria, area portuale e discariche industriali. Per le principali cause di morte, un difetto per tutti i tumori e un eccesso per le malattie dell’apparato circolatorio negli uomini. Un valore dell’SMR in eccesso, anche se affetto da imprecisione, è osservato per l’asma nelle donne».

Bolzano
Comune di Bolzano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto per la produzione di alluminio e di magnesio. Si osserva un eccesso, seppure caratterizzato da una stima imprecisa, della mortalità per alcune condizioni morbose di origine perinatale. Per quanto riguarda altre cause di morte non comprese nelle tabelle precedenti, si osservano eccessi di mortalità, per il totale di uomini e donne, per le demenze».

Trento Nord
Comune di Trento.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un’industria chimica. Il SIN è caratterizzato da suoli inquinati dalle passate attività industriali di produzione della Carbochimica Prada, che ha cessato la produzione nel 1984, e della produzione di piombo tetraetile da parte della Società Lavorazioni Organiche Inorganiche (SLOI), attiva dal 1939 al 1978. Si segnala un aumento di mortalità per tumore del colon-retto sia negli uomini sia nelle donne, anche se questi dati sono caratterizzati da stime imprecise».

Venezia Porto Marghera
Comune di Venezia.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, petrolchimico, raffineria, metallurgia, elettrometallurgia, meccanica, produzione energia area portuale e discariche. Per uomini e donne è presente un eccesso per tutti i tumori e per le malattie dell’apparato digerente. Difetti sono presenti per le malattie circolatorie tra gli uomini e in entrambi i generi per le malattie respiratorie e dell’apparato genitourinario. Il tumore del polmone e della pleura sono in eccesso tra uomini e donne. L’indagine dei 7.530 pescatori di Chioggia e Venezia, registrati dalla capitaneria nel periodo 1971-1986, la cui mortalità è stata studiata fino al 1986, ha osservato un incremento per il tumore del fegato e dello stomaco».

Laguna di Grado e Marano (Udine)
Comuni di Carlino, Cervignano del Friuli, Marano Lagunare, San Giorgio di Nogaro, Terzo d’Aquileia e Torviscosa.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di uno stabilimento per la produzione di cellulosa e di un’area portuale. Si osserva un eccesso di rischio per il tumore dello stomaco negli uomini e nelle donne. Nonostante la letteratura scientifica identifichi nel tipo di dieta il principale fattore di rischio per il tumore dello stomaco, l’eccesso osservato negli uomini può essere ricondotto a fattori ambientali (l’assorbimento gastroenterico come principale via di esposizione a piombo e cadmio, e a nitrati presenti nel bacino scolante della laguna) e occupazionali, vista l’associazione positiva rilevata tra tumore dello stomaco ed esposizione professionale a piombo e cromo esavalente».

Trieste
Comune di Trieste.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici, una raffineria, un impianto siderurgico e un’area portuale. La mortalità per le principali cause di decesso mostra per entrambi i generi eccessi per tutte le cause, malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e digerente. Nelle donne è evidente anche un eccesso per tutti i tumori. Il tumore del colon-retto e le malattie acute dell’apparato respiratorio sono in eccesso in entrambi i generi, l’osservato supera l’atteso tra gli uomini per il tumore della pleura e tra le donne per le malattie respiratorie acute e croniche. La relazione tra inquinamento atmosferico e tumore polmonare a Trieste è stata oggetto di due studi caso-controllo che hanno incluso solo uomini e hanno evidenziato un’associazione positiva e rischi maggiori per i residenti nel centro cittadino e nei pressi della zona industriale».

Fidenza (Parma)
Comuni di Fidenza e Salsomaggiore Terme.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e discarica di rifiuti urbani e speciali. Tra gli uomini si è osservato un eccesso della mortalità per le cause tumorali e per le malattie dell’apparato digerente. Tra le donne si è osservato un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato circolatorio e per le malattie dell’apparato digerente. Inoltre, l’eccesso di mortalità per tumore dello stomaco osservato tra gli uomini può essere riconducibile a una esposizione occupazionale».

Sassuolo (Modena) e Scandiano (Reggio Emilia)
Comuni di Casalgrande, Castellarano, Castelvetro di Modena, Maranello, Rubiera e Sassuolo.
«Il Decreto di perimetrazione di questo SIN elenca la presenza di impianti per la lavorazione della ceramica. Il profilo di mortalità del SIN mostra, tra le principali cause di morte, eccessi tra gli uomini per tutte le cause, malattie del sistema circolatorio e dell’apparato respiratorio; tra le donne si osservano eccessi per malattie dell’apparato digerente. Si osserva tra gli uomini un eccesso per malattie respiratorie e asma e per malformazioni congenite in tutte le classi di età».

Massa e Carrara
Comuni di Carrara e Massa.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: industria farmaceutica, petrolchimico, impianto siderurgico, area portuale, amianto, discariche e inceneritore. Nelle donne si evidenziano eccessi per tutte le cause, per le malattie dell’apparato digerente e genitourinario. In entrambi i generi si osserva un eccesso di mortalità per il tumore del fegato. Negli uomini sono presenti eccessi di mortalità per il tu- more del polmone, della pleura, del sistema linfoematopoietico; per il linfoma non Hodgkin si osserva un eccesso con una stima imprecisa. Tra le cause non tumorali sono presenti eccessi per le malattie respiratorie nel loro insieme, e separatamente anche per le croniche e le acute. Nelle donne si evidenzia un eccesso per le malattie respiratorie acute e difetti di mortalità per il tumore del colon- retto e del polmone. Si evidenziano eccessi di mortalità per malformazioni congenite e per le condizioni morbose di origine perinatale».

Livorno
Comuni di Collesalvetti e Livorno.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: raffineria e area portuale. La mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori è risultata in eccesso in entrambi i generi. Nelle donne si registrano eccessi per le malattie del sistema circolatorio e per le malattie del sistema digerente. Si osserva, in entrambi i generi, un eccesso per il tumore del polmone e per il tumore della pleura. Si evidenzia un eccesso di mortalità per condizioni morbose di origine perinatale».

Piombino (Livorno)
Comune di Piombino.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, siderurgico, centrale termoelettrica, area portuale e discarica industriale di rifiuti pericolosi. Il profilo di mortalità osservato nella popolazione residente di Piombino negli uomini mostra un eccesso per le malattie dell’apparato respiratorio, digerente e genitourinario. Nelle donne è presente un eccesso per malattie genitourinarie e difetti per tutte le cause, malattie del sistema circolatorio e respiratorie. Si osserva un solo eccesso di mortalità negli uomini per il tumore della pleura».

Orbetello (Grosseto)
Comune di Orbetello.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto di produzione di fertilizzanti chimici. La mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie genitourinarie è risultata in eccesso negli uomini. Un eccesso impreciso per le malattie genitourinarie è presente anche nelle donne. Si osserva un eccesso di decessi negli uomini per asma. Le contaminazioni ambientali della laguna di Orbetello sono in gran parte dovute agli sversamenti dei residui di lavorazione della produzione di fertilizzanti dell’industria ex Sitoco. L’industria si trova sulla sponda di levante della laguna di Orbetello».

Terni-Papigno
Comune di Terni.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: siderurgico e discarica di 2a categoria tipo B rifiuti speciali. Tra gli uomini residenti in questo SIN si è osservato un eccesso della mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori rispetto all’atteso; tra le donne si è osservato un eccesso di mortalità per tutti i tumori e per le patologie dell’apparato digerente».

Falconara Marittima (Ancona)
Comune di Falconara Marittima.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, raffineria, centrale termoelettrica. Il principale eccesso di rischio è per il tumore del polmone in entrambi i generi; nelle donne risultano in eccesso le malattie respiratorie acute, mentre negli uomini è in eccesso il tumore del colon-retto. In eccesso risultano anche le malformazioni congenite con stime imprecise e le malattie dell’apparato genitourinario, in eccesso nelle donne, anche se con stime imprecise».

Basso bacino del fiume Chienti (Macerata e Ascoli Piceno)
Comuni di Civitanova Marche, Montecosaro, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un impianto calzaturiero. Si registra un eccesso per malattie dell’apparato genitourinario negli uomini e di malattie del sistema circolatorio nelle donne. E un eccesso della mortalità per alcune condizioni di origine perinatale nei bambini minori di un anno».

Bacino idrografico del fiume Sacco (Roma e Frosinone)
Comuni di Anagni, Colleferro, Ferentino, Gavignano, Morolo, Paliano, Segni, Sgurgola e Supino.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un’industria chimica. Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause in uomini e donne. Tra gli uomini si osserva un eccesso di mortalità per tutti i tumori e per le malattie dell’apparato digerente, tra le donne si ha un eccesso di mortalità per le patologie del sistema circolatorio e un difetto di mortalità per tutti i tumori. Si rileva un eccesso per tumore dello stomaco e per le malattie dell’apparato respiratorio tra gli uomini».

Litorale domizio flegreo e Agro aversano (Caserta e Napoli)
Comuni di Acerra, Arienzo, Aversa, Bacoli, Brusciano, Caivano, Camposano, Cancello ed Arnone, Capodrise, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casamarciano, Casapesenna, Casapulla, Caserta, Castel Volturno, Castello di Cisterna, Cellole, Cervino, Cesa, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Curti, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Giugliano in Campania, Grazzanise, Gricignano di Aversa, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mondragone, Monte di Procida, Nola, Orta di Atella, Parete, Pomigliano d’Arco, Portico di Caserta, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Recale, Roccarainola, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Paolo Bel Sito, San Prisco, San Tammaro, San Vitaliano, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sant’Arpino, Saviano, Scisciano, Sessa Aurunca, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Tufino, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca e Visciano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di discariche. Nel SIN sono stati osservati eccessi della mortalità in entrambi i generi per tutti i principali gruppi di cause, con eccessi di mortalità per il tumore polmonare, epatico e gastrico, del rene e della vescica. I risultati hanno, anche, mostrato un trend di rischio in eccesso all’aumentare del valore dell’indicatore di esposizione a rifiuti per la mortalità generale, per tutti i tumori e per tumore epatico in entrambi i generi, e per il tumore polmonare e dello stomaco nei soli uomini».

Litorale vesuviano (Napoli)
Comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Ercolano, Napoli, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle fonti di esposizione: amianto e discariche. I dati di mortalità mostrano eccessi per le malattie degli apparati digerente e genitourinario negli uomini e nelle donne. In assenza di correzione per indice di deprivazione, nelle donne vi è un eccesso per tutte le cause e per tutti i tumori. Negli uomini tantissimi i casi di tumore alla pleura».

Tito (Potenza)
Comune di Tito.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e siderurgico. Nell’area sono presenti attività produttive di diversa dimensione e tipologia, sia in funzione sia dismesse, con impianti chimici, scorie siderurgiche, discariche di rifiuti pericolosi, discariche con amianto a cielo aperto, vasche di fosfogessi. Il sito ARPA Basilicata riferisce attività di monitoraggio ambientale condotte nel 2003 con rilevazione di metalli pesanti (cromo esavalente, piombo, mercurio), benzene e idrocarburi aromatici, composti organici alogenati e altri idrocarburi. Nella sola popolazione maschile è in eccesso la mortalità per patologie dell’apparato respiratorio. Si osserva un eccesso di mortalità per tumori del colon-retto nelle donne».

Val Basento (Matera)
Comuni di Ferrandina, Grottole, Miglionico, Pisticci, Pomarico e Salandra.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e di produzione di manufatti in cemento-amianto. Tra gli uomini si osserva un eccesso della mortalità per tutte le cause, sia in assenza sia in presenza di correzione per deprivazione socioeconomica, e un deficit della mortalità per le malattie dell’apparato genitourinario. Nelle donne si rileva un difetto della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio e per le patologie dell’apparato genitourinario».

Manfredonia (Foggia)
Comuni di Manfredonia e Monte Sant’Angelo.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici e discariche. Si osservano, negli uomini e nelle donne, un eccesso per tumore dello stomaco e un difetto per le malattie dell’apparato respiratorio. Stime imprecise in difetto sono presenti per malformazioni congenite e condizioni morbose perinatali».

Bari-Fibronit
Comune di Bari.
«Il Decreto del SIN elenca la presenza di uno stabilimento di cemento-amianto. Risulta un eccesso di mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per malattie dell’apparato respiratorio, mentre nelle donne si rileva un eccesso per le malattie dell’apparato digerente. Una volta corretta per indice di deprivazione, risulta superiore all’atteso anche la mortalità per malattie dell’apparato circolatorio in entrambi i generi, dell’apparato digerente negli uomini e dell’apparato genito-urinario nelle donne. L’azienda Fibronit di Bari è stata oggetto di due studi di coorte. Lo studio di Belli ha riguardato i lavoratori dell’azienda, titolari di rendita INAIL per asbestosi, e ha osservato un aumento significativo della mortalità per asbestosi, tumore del polmone, della pleura e del mediastino. I risultati dello studio di Coviello, riguardante l’intera coorte, ha mostrato eccessi di mortalità per tutte le cause, per le pneumoconiosi, tutti i tumori, per i tumori maligni del polmone, della pleura e del peritoneo. L’impatto dell’esposizione ambientale ad amianto, in quartieri limitrofi all’insediamento produttivo, è stato stimato da Musti con uno studio caso-controllo che ha valutato la distribuzione spaziale di mesotelioma di origine non professionale, e ha osservato nella popolazione residente entro 500 metri dall’impianto un significativo incremento di rischio».

Taranto
Comuni di Taranto e Statte.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN riporta la presenza di una raffineria, un impianto siderurgico, un’area portuale e di discariche di RSU con siti abusivi di rifiuti di varia provenienza. Il lungo elenco di malattie comprende: eccesso tra il 10% e il 15% nella mortalità generale e per tutti i tumori in entrambi i generi; eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone, per entrambi i generi; eccesso, in entrambi i generi, dei decessi per tumore della pleura, che permane; eccesso compreso tra il 50% (uomini) e il 40% (donne) di decessi per malattie respiratorie acute; associato a un aumento di circa il 10% nella mortalità per tutte le malattie dell’apparato respiratorio; eccesso di circa il 15% tra gli uomini e 40% nelle donne della mortalità per malattie dell’apparato digerente; incremento di circa il 5% dei decessi per malattie del sistema circolatorio soprattutto tra gli uomini; quest’ultimo è ascrivibile a un eccesso di mortalità per malattie ischemiche del cuore, che permane, anche tra le donne un eccesso per la mortalità per condizioni morbose di origine perinatale (0-1 anno), con evidenza Limitata di associazione con la residenza in prossimità di raffinerie/poli petrolchimici e discariche, e un eccesso di circa il 15% per la mortalità legata alle malformazioni congenite, che non consente però di escludere l’assenza di rischio».

Brindisi
Comune di Brindisi.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, centrali elettriche, area portuale, discariche. In entrambi i generi si osserva un eccesso per il tumore della pleura. È presente un eccesso di mortalità per le malformazioni congenite».

Crotone-Cassano-Cerchiara (Cosenza)
Comuni di Cassano ionico, Cerchiara di Calabria e Crotone.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discariche. Gli eccessi sono evidenti in particolare tra gli uomini per i quali, oltre alla mortalità per tutte le cause, risultano in eccesso tutti i tumori, le malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e genitourinario. Nelle donne, oltre alla mortalità per tutte le cause, è in eccesso quella per malattie dell’apparato digerente. Un eccesso della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio negli uomini».

Milazzo (Messina)
Comuni di Milazzo, Pace del Mela e San Filippo del Mela.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti per la produzione di apparecchiature elettriche, una raffineria, un impianto siderurgico e una centrale elettrica. Risulta, fra gli uomini, un eccesso per le malattie dell’apparato genitourinario e un difetto per le patologie dell’apparato respiratorio. Tra le donne si osserva un difetto per tutte le cause, per le malattie dell’apparato digerente e del sistema circolatorio. Per i sottogruppi di classe di età 0-1 e 0-14 risulta in eccesso la mortalità nel primo anno di vita per alcune condizioni morbose di origine perinatale. Un recente studio di coorte occupazionale sugli ex lavoratori di una industria di manufatti in cemento-amianto nel Comune di San Filippo del Mela ha analizzato la mortalità per cause asbesto-correlate e l’incidenza del mesotelioma. Pur con dei limiti, dovuti principalmente alla mancanza dei libri-matricola, e quindi all’impossibilità di ricostruire gli anni-per- sona a rischio, l’indagine ha evidenziato un eccesso dell’incidenza di mesotelioma ed eccessi di mortalità per tumore maligno della pleura, del polmone e per pneumoconiosi».

Biancavilla (Catania)
Comune di Biancavilla.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN riferisce la presenza di cava di materiale lapideo contaminato da fluoro-edenite, una fibra asbestiforme. Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause sia negli uomini sia nelle donne. Anche le malattie dell’apparato cardiovascolare e dell’apparato respiratorio risultano in eccesso sia negli uomini sia nelle donne. È presente in entrambi i generi un difetto di patologie dell’apparato digerente. Si evidenzia un eccesso di mortalità per tumore maligno della pleura, con un ampio intervallo di confidenza».

Priolo (Siracusa)
Comuni di Augusta, Melilli, Priolo Gargallo e Siracusa.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, un polo petrolchimico, una raffineria, un’area portuale, amianto e discariche. Nel SIN si sono osservati eccessi della mortalità generale per tutte le cause e per tutti i tumori tra gli uomini, per malattie dell’apparato digerente tra le donne. Sono in eccesso negli uomini i tumori del polmone e della pleura, causa, quest’ultima, in eccesso anche nelle donne; la mortalità è in eccesso in entrambi i generi per le malattie respiratorie acute».

Gela (Caltanissetta)
Comune di Gela.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, raffineria e discarica rifiuti. Il segnale più evidente è quello di un eccesso di tumori polmonari sia tra gli uomini sia tra le donne; tra gli uomini sono in eccesso anche il tumore dello stomaco e l’asma; tra le donne il tumore del colon-retto e l’asma, quest’ultima con una stima imprecisa».

Porto Torres (Sassari)
Comuni di Porto Torres e Sassari.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, raffineria, centrale termoelettrica, area portuale e discariche. I risultati mostrano un’aumentata incidenza per tutti i tumori. Un’aumentata mortalità per il tumore del polmone, per le malattie dell’apparato respiratorio, anche acute, e per le malformazioni congenite. Tra i lavoratori esposti ad asbesto è aumentata l’incidenza per tumore della vescica. Sia per gli uomini sia per le donne sono presenti eccessi per il tumore del fegato e la leucemia mieloide».

Sulcis-Iglesiente-Guspinese (Cagliari)
Comuni di Arbus, Assemini, Buggerru, Calasetta, Capoterra, Carbonia, Carloforte, Domus de Maria, Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba, Gonnesa, Gonnosfanadiga, Guspini, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Nuxis, Pabillonis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, Pula, San Gavino Monreale, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Sarroch, Siliqua, Teulada, Tratalias, Uta, Vallermosa, Villa San Pietro, Villacidro, Villamassargia e Villaperuccio.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, miniere e discariche. Per uomini e donne è presente un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato respiratorio e un difetto, per i soli uomini, per le malattie circolatorie. Il tumore della pleura è in eccesso in entrambi i generi con una stima imprecisa dell’SMR. Si rileva infine un eccesso della mortalità per le condizioni morbose perinatali. Nei bambini delle scuole elementari di Portoscuso una frequenza più elevata di sintomi ostruttivi e bronchitici rispetto ai coetanei dei Comuni di confronto; nei bambini di Sarroch la frequenza è più elevata anche per l’asma».

Fonte: http://curiosity2013.altervista.org

Unioni civili, Boschi: “Slittano a dopo la Stabilità”. Ma Renzi prometteva: “Legge entro maggio” da:ilfattoquotidiano.it

l43-boschi-riforma-senato-140429085952_big


Doveva arrivare a maggio. Poi in estate. Infine entro il 2015. Risultato? Se ne parlerà nel 2016. La legge sulle unioni civili continua il suo calvario, tra tempi che si dilatano, priorità che cambiano e promesse mancate. Oggi l’ultimo colpo: “Slitteranno a dopo la legge di Stabilità, probabilmente a gennaio” ha detto il ministro Maria Elena Boschi, ospite di Porta a Porta. Eppure da mesi Matteo Renzi, praticamente in ogni occasione pubblica in cui è stato interpellato sul tema, prometteva che la legge sarebbe arrivata entro il 2015. L’ultima volta l’8 settembre: “Ci terrei a chiudere la riforma costituzionale un po’ prima del 15 ottobre – aveva detto il premier all’assemblea dei senatori Pd – per consentire di chiudere anche la questione delle unioni civili prima del 15 ottobre“.

Solo qualche giorno addietro si mostrava altrettanto sicuro e puntava a raggiungere l’obiettivo prima di portare in porto la manovra economica: “L’ok alle unioni civili entro l’anno? Sì, ma molto dipenderà da come andrà la discussione al Senato – spiegava a Rtl 102.5. all’inizio del mese scorso – Bisogna fare velocemente entro settembre le riforme, poi chiudere entro le prime settimane di ottobre sulle unioni civili”, prima della legge di Stabilità, di modo che poi passino alla Camera. “E’ un patto di civiltà al quale non rinunciamo“.

Pubblicità

Il 26 maggio era arrivato un altro auspicio: farla entro l’estate. “Matrimoni gay? – diceva il premier in un’intervista a Ballarò – la legge che noi proponiamo è quella tedesca, sono abbastanza ottimista che su quella legge finalmente arriveremo ad un punto di accordo in Parlamento già a partire da quest’estate. In questo Parlamento tanto bistrattato alla fine le cose si stanno facendo”. Stagione che vai, promessa che trovi. Perché il 16 marzo Renzi disse di voler addirittura “approvare la legge sulle unioni civili questa primavera, possibilmente prima delle elezioni regionali di maggio”, spiegava il presidente del Consiglio nel corso della riunione con i parlamentari Pd al Nazareno sui diritti civili.

I MOTIVI DELLO SLITTAMENTO DELLE UNIONI CIVILI
Fatto sta che l’annuncio del ministro Boschi sposta ancora più in là i tempi d’approvazione di una legge che l’Italia aspetta dal 1988. Il motivo? La mancata intesa tra maggioranza e opposizione sui tempi di esame delle riforme da parte della Camera. Il confronto, durato oltre due ore, è avvenuto alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, che alla fine è stata aggiornata a domani mattina per decidere la calendarizzazione in aula del ddl Boschi. Quest’ultimo, approvato martedì dal Senato, è giunto mercoledì sera a Montecitorio, dove la presidente Laura Boldrini ha convocato nel pomeriggio la conferenza dei capigruppo, incaricata di stabilire il giorno in cui le riforme andranno in aula e trasmettere quindi il testo alla commissione Affari costituzionali, dove avverrà il primo passaggio, presumibilmente già dalla prossima settimana. Ma alla capigruppo è andato in scena quello che gli stessi protagonisti hanno definito un ‘muro contro muro‘. Il governo e la maggioranza hanno chiesto che il testo fosse approvato dall’aula entro novembre: le modifiche apportate dal Senato – è stato il ragionamento – sono pochissime, e quindi gli spazi di intervento da parte della Camera sono limitati, e altrettanto limitati sono i tempi di esame. Di qui la richiesta di un’approvazione entro fine novembre, così da trasmettere già prima di Natale il testo al Senato. Questa tempistica permetterebbe di far tornare il ddl Boschi alla Camera per la definitiva lettura a marzo, rispettando la pausa di tre mesi prevista dall’art.138 della Costituzione. Ma le lungaggini hanno avuto, appunto, anche un altro effetto: far slittare l’arrivo in aula della legge sulle unioni civili.

Assessore e Sindaco di Catania a braccetto con prestanome della mafia. Dimissioni atto doveroso. da: cataniabenecomune

Catania, 10 ottobre 2015, via degli zolfatai. Si inaugura la “via degli artisti”, iniziativa nata dalla collaborazione tra Assessorato alla cultura del Comune di Catania, la discoteca Empire, l’Accademia di belle arti e l’Associazione Zen.

Presenti il Sindaco di Catania, Enzo Bianco, l’Assessore alla Cultura, Orazio Licandro, il gestore della discoteca Empire, Mimmo Di Bella. Foto di rito, tutti insieme, l’Assessore tiene a braccetto Di Bella.

Licandro dichiara: “la sinergia pubblico-privato riempie la città di contenuti: il segno del nuovo è l’accensione in diverse zone di Catania di tanti piccoli focolai culturali”.

Ma quel privato con cui il suo Assessorato ha realizzato la sinergia è la discoteca Empire che a poche ore da quella foto e da quella inaugurazione viene sequestrata e confiscata al Clan mafioso Pillera Puntina. Mimmo Di Bella, l’uomo a braccetto dell’Assessore, a pochi centimetri dal Sindaco è, come dichiarato al quotidiano LiveSicilia dal Procuratore della Repubblica di Catania Patanè, prestanome del Boss Ieni del Clan Pillera Puntina.

La magistratura farà il suo corso. Senza alimentare polemiche politiche inutili la situazione obbliga le Istituzioni della città di Catania a una seria riflessione sul punto critico che si è raggiunto.

Il Sindaco della città deve chiedere scusa a tutta la comunità catanese per ciò che è successo, spiegare dettagliatamente come è stato possibile, chiarire i rapporti che vi sono stati tra amministrazione comunale e il locale appena sequestrato e confiscato alla mafia. Il Sindaco dovrebbe seriamente ragionare se esistono oggi le condizioni per continuare in maniera credibile l’attività amministrativa.

Non vi è alcun dubbio che l’Assessore alla Cultura, Orazio Licandro, debba presentare, senza ulteriore indugio, le dimissioni dalla carica che ricopre. Un atto doveroso e di minima decenza.

Sarà la magistratura a verificare gli eventuali legami tra i gestori del locale sequestrato alla mafia e gli esponenti dell’amministrazione che con tale attività economica hanno costruito una “sinergia” ma è certo che è impensabile che l’Assessore che ha curato tali rapporti possa proseguire nel suo incarico.

Non vogliamo mettere in dubbio l’onestà di Orazio Licandro ma l’eventuale “buona fede” dell’operato amministrativo dell’Assessore non giustifica comunque l’aver costruito rapporti tra amministrazione e aziende in mano alla mafia. Le dimissioni sono in qualunque caso un atto indispensabile per il bene della città di Catania.

Catania Bene Comune

Giovedì 15 Ottobre 2015

– See more at: http://www.cataniabenecomune.it/notizia/comunicati/assessore-e-sindaco-di-catania-braccetto-con-prestanome-della-mafia-dimissioni#sthash.pxnSKSkQ.dpuf

Cronache tragiche, “caso Di Bella-Comune”, Cosentino (segretario Prc): “a 34 anni dall’inaugurazione della concessionaria di Santapaola, un’altra che conferma l’intreccio affaristico che lega il Pd agli interessi imprenditoriali legati alla mafia” da: ienesicule

ecco il comunicato:

“COMUNICATO SU SEQUESTRO BENI CLAN PILLERA

Nell’autunno del 1981 veniva inaugurata la Pam Car di Nitto Santapaola, presenti la moglie, il Questore e il Prefetto di Catania. Il 10 Ottobre 2015, è stata inaugurata “La strada degli artisti”, una iniziativa nata dalla collaborazione tra Assessorato alla Cultura, Accademia delle Belle Arti, discoteca Empire e ispirata dalla volontà della giunta etnea di costruire una forte “sinergia pubblico-privato”.

Poche ore fa la magistratura catanese, nell’ambito di un’operazione antimafia, ha sequestrato i locali dell’Empire, gestiti da Domenico Di Bella, considerato uomo del clan Pillera Puntina. Ebbene, come 34 anni fa, seppur con altre figure istituzionali, l’inaugurazione è stata immortalata da una foto che ritrae Domenico Di Bella a braccetto con l’Assessore Licandro e vicino al sindaco Bianco.Si conferma oggi anche a Catania, dopo la vicenda del Cara di Mineo e di Mafia Capitale, l’intreccio affaristico che lega il Pd agli interessi imprenditoriali legati alla mafia. Le figure istituzionali coinvolte prendano atto delle loro responsabilità. Così come la cosiddetta società civile che ha concorso alla elezione di una giunta fallimentare e screditata.

Mimmo Cosentino, segretario regionale Prc Sicilia.”

Il «Mandela palestinese» accusa: «Sotto occupazione, senza pace. Perché il mondo tace?»Autore: Marwan Barghouthi da: controlacrisi.org

marwan barghouti

L’esca­la­tion di vio­lenze non è comin­ciata con l’uccisione di due coloni israe­liani, è comin­ciata molto tempo fa ed è andata avanti per anni. Ogni giorno ci sono pale­sti­nesi uccisi, feriti, arre­stati. Ogni giorno che passa, il colo­nia­li­smo avanza, l’assedio del nostro popolo a Gaza con­ti­nua, oppres­sioni e umi­lia­zioni si sus­se­guono. Men­tre molti oggi ci vogliono schiac­ciati dalle pos­si­bili con­se­guenze di una nuova spi­rale di vio­lenza, io con­ti­nuerò, come ho fatto nel 20021, a chie­dere di occu­parsi delle cause che stanno alla radice della vio­lenza: il rifiuto della libertà ai Palestinesi.

Alcuni hanno detto che il motivo per cui non si è rag­giunto un accordo di pace è stata la man­cata volontà del defunto Pre­si­dente Yas­ser Ara­fat o l’incapacità del Pre­si­dente Mah­moud Abbas, men­tre sia l’uno che l’altro erano dispo­sti e capaci di fir­mare un accordo di pace. Il vero pro­blema è che Israele ha scelto l’occupazione al posto della pace ed ha usato i nego­ziati come una cor­tina di fumo per por­tare avanti il suo pro­getto colo­niale. Tutti i governi del mondo cono­scono que­sta sem­plice verità, eppure molti di loro fanno finta che un ritorno alle ricette fal­lite del pas­sato ci potrebbe per­met­tere di rag­giun­gere libertà e pace. Fol­lia è con­ti­nuare a fare sem­pre la stessa cosa e aspet­tarsi che il risul­tato cambi. Non ci può essere nego­ziato senza un chiaro impe­gno di Israele a riti­rarsi com­ple­ta­mente dal ter­ri­to­rio pale­sti­nese che ha occu­pato nel 1967 (tra cui Geru­sa­lemme), una com­pleta ces­sa­zione di tutte le pra­ti­che colo­niali, il rico­no­sci­mento dei diritti ina­lie­na­bili dei Pale­sti­nesi, com­preso il loro diritto all’autodeterminazione e al ritorno, la libe­ra­zione di tutti i pri­gio­nieri pale­sti­nesi. Non pos­siamo con­vi­vere con l’occupazione, e non ci arren­de­remo all’occupazione.

Ci si esorta ad essere pazienti e lo siamo stati, offrendo occa­sioni e occa­sioni per rag­giun­gere un accordo di pace, dal 2005 ad oggi. Forse val la pena ricor­dare al mondo che, per noi, espro­pria­zione, esi­lio for­zato, tra­sfe­ri­mento e oppres­sione durano ormai da quasi 70 anni e che noi siamo l’unico pro­blema bloc­cato nell’agenda dell’Onu dalla sua fon­da­zione. Ci è stato detto che se ci affi­da­vamo a metodi paci­fici e alla strada della diplo­ma­zia e della poli­tica, ci saremmo gua­da­gnati l’appoggio della comu­nità inter­na­zio­nale per porre fine all’occupazione. Eppure, come già era avve­nuto nel 1999 alla fine del periodo di inte­rim, la comu­nità inter­na­zio­nale non ha intra­preso alcuna azione signi­fi­ca­tiva, come ad esem­pio costi­tuire una strut­tura inter­na­zio­nale per appli­care la legge inter­na­zio­nale e le riso­lu­zioni dell’Onu, varare misure per garan­tire la respon­sa­bi­liz­za­zione delle parti, anche attra­verso boi­cot­taggi, disin­ve­sti­menti e san­zioni, come era stato fatto per libe­rare il mondo dal regime dell’apartheid.

E allora, in man­canza di un inter­vento inter­na­zio­nale per porre fine all’occupazione, in man­canza di una seria azione dei vari governi per inter­rom­pere l’impunità di Israele, in man­canza di qua­lun­que pro­spet­tiva di pro­te­zione inter­na­zio­nale per il popolo pale­sti­nese sotto occu­pa­zione, e men­tre il colo­nia­li­smo e le sue mani­fe­sta­zioni vio­lente hanno un’impennata (com­presi gli atti di vio­lenza dei coloni israe­liani), cosa dovremmo fare? Stare inerti ad aspet­tare che un’altra fami­glia pale­sti­nese sia bru­ciata, che un altro gio­vane pale­sti­nese sia ucciso, che un altro inse­dia­mento sia costruito, che un’altra casa pale­sti­nese sia distrutta, che un altro bam­bino pale­sti­nese sia arre­stato, che i coloni fac­ciano un altro attacco, che ci sia un’altra aggres­sione con­tro il nostro popolo a Gaza?

Tutto il mondo sa che Geru­sa­lemme è la fiamma che può ispi­rare la pace e che può accen­dere la guerra. E allora per­ché il mondo rimane immo­bile men­tre gli attac­chi israe­liani con­tro i Pale­sti­nesi della città e con­tro i luo­ghi santi musul­mani e cri­stiani – spe­cial­mente Al-Haram Al-Sharif – con­ti­nuano senza sosta? Le azioni e i cri­mini di Israele non distrug­gono sol­tanto la solu­zione dei due stati secondo i con­fini del 1967 e non vio­lano sol­tanto la legge inter­na­zio­nale, ma minac­ciano di tra­sfor­mare un con­flitto poli­tico risol­vi­bile in una guerra reli­giosa senza fine che inde­bo­lirà ulte­rior­mente la sta­bi­lità in una regione che è già preda di un disor­dine senza precedenti.

Nes­sun popolo della terra accet­te­rebbe di con­vi­vere con l’oppressione. È nella natura dell’uomo ane­lare alla libertà, lot­tare per la libertà, sacri­fi­carsi per la libertà. E la libertà del popolo pale­sti­nese è in grave ritardo. Durante la prima Inti­fada il governo di Israele lan­ciò lo slo­gan “spezza le loro ossa per spez­zare la loro volontà”, ma, una gene­ra­zione dopo l’altra, il popolo pale­sti­nese ha dimo­strato che la sua volontà è indi­strut­ti­bile e non deve essere messa alla prova.

Que­sta nuova gene­ra­zione pale­sti­nese non ha aspet­tato col­lo­qui di ricon­ci­lia­zione per incar­nare quell’unità nazio­nale che i par­titi poli­tici non hanno saputo rag­giun­gere, ma si è posta al di sopra delle divi­sioni poli­ti­che e della fram­men­ta­zione geo­gra­fica. Non ha aspet­tato istru­zioni per soste­nere il suo diritto, e il suo dovere, di opporsi a que­sta occu­pa­zione. E lo fa disar­mata, di fronte ad una delle mag­giori potenze mili­tari del mondo. Eppure con­ti­nuiamo ad esser con­vinti che libertà e dignità trion­fe­ranno, e noi avremo la meglio. E che quella ban­diera che abbiamo innal­zato con orgo­glio all’Onu sven­to­lerà un giorno sulle mura della città vec­chia di Geru­sa­lemme, e non per un giorno ma per sempre.

Mi sono unito alla lotta per l’indipendenza pale­sti­nese 40 anni fa e sono stato impri­gio­nato per la prima volta a 15 anni. Que­sto non mi ha impe­dito di ado­pe­rarmi per una pace basata sulla legge inter­na­zio­nale e sulle riso­lu­zioni dell’Onu. Ma ho visto Israele, la potenza occu­pante, distrug­gere meto­di­ca­mente que­sta pro­spet­tiva un anno dopo l’altro. Ho tra­scorso 20 anni della mia vita, tra cui gli ultimi 13, nelle pri­gioni di Israele e tutti que­sti anni mi hanno reso ancora più con­vinto di que­sta immu­ta­bile verità: l’ultimo giorno dell’occupazione sarà il primo giorno della pace.

Coloro che cer­cano quest’ultima devono agire, e agire subito, per­ché si rea­lizzi la prima condizione.