Labour, prende il via dal congresso di Brighton la Corbynomics: “Dare ai poveri togliendo ai ricchi” Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

Anche se la battaglia pacifista contro il deterrente nucleare della Gran Bretagna resta per ora nel cassetto a causa delle divisioni all’interno del Labour, Jeremy Corbyn dl congresso di Brighton vara un programma economico all’insegna del no all’austerità che infiamma la base e lancia il guanto di sfida delle ‘Corbynomics’. Il manifesto e’ affidato all’oratoria tribunizia del cancelliere dello Scacchiere ombra, John McDonnell ed ha al centro la ‘Robin Hood tax’ sulle transazioni finanziarie, per togliere qualcosa ai ricchi a beneficio dei poveri.
“Un altro mondo senza austerità e’ possibile”, scandisce McDonnell fra le ovazioni dell’assemblea, promettendo una profonda riforma del sistema fiscale per ridurre la pressione su famiglie e ceti meno abbienti. Occorre prendere di mira l’elusione ed essere più “aggressivi” con gli ‘squali’ della nuova economia, obbligando multinazionali “come Vodafone, Amazon e Google” a pagare la loro “giusta parte di tasse”, avverte (suscitando la reazione delle aziende). “Siamo socialisti, ma pragmatici”, assicura quindi il braccio destro di Corbyn, non senza evocare l’orizzonte di una “tassazione più progressiva”. Poi, in un’intervista a Skynews, annuncia un grande dibattito allargato a economisti ‘nemici’ dell’austerity quali Joseph Stiglitz o Thomas Piketty. Mentre di fronte a chi come Peter Mandelson (ex eminenza grigia o anima nera di Blair, a seconda dei punti di vista) accusa i corbyniani d’essere dei “quasi marxisti” votati al suicidio, rivendica a viso aperto l’eredità del filosofo di Treviri: se non altro per analizzare il capitalismo globale. “Karl Marx e’ tornato di moda”, chiosa McDonnell con un sorriso. Scherzando, ma neppure troppo.
Ancora, fra i punti sottolineati dal nuovo leader c’e’ la necessita’ di ampliare la base degli iscritti, portandola ad almeno 500mila persone. Ma, soprattutto, da parte del successore di Ed Miliband e’ arrivata la rassicurazione sulla propria leadership, scongiurando una crisi nel Labour dopo che nelle ultime settimane diversi esponenti del partito hanno preso le distanze da lui.
“E’ probabile che Corbyn perda, ma attenzione – dice Romano Prodi -: e’ una sinistra che richiama dei valori perduti. Sbanda sull’economia, ma la sua grande forza e’ dire che la politica ha perso il discorso dell’uguaglianza e deve ribilanciare i valori della societa’. E’ un segnale nuovissimo, di cambiamento”.
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