Israele, per l’aggressione ai fotografi sospeso un comandante. Ma la stampa estera avverte: “Appelli sempre caduti nel vuoto. Senza video-denuncia non si sarebbero mossi” Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

L’esercito israeliano ha sospeso il comandante dell’unita’ che venerdì ha aggredito a Beit Furik (Cisgiordania) due fotografi della Afp, l’italiano Andrea Berardi e il palestinese Abbas Momani. Da una prima indagine, aggiorna il portavoce militare, ”emerge che si e’ trattato in episodio molto atipico”. Il comandante, secondo il portavoce, ha ”disatteso le aspettative. E’ stato un episodio grave, dal punto di vista dei valori e della disciplina, la indagine prosegue”.
La vicenda ha avuto molta eco anche perché ci sono prove inconfutabili dell’aggressione. Il Manifesto di oggi ha pubblicato un’intervista a Berardi in cui il fotografo descrive l’attacco dei militari israeliani, avvenuto in più riprese e senza alcun giustificato motivo. Attacco che ha comportato la distruzione di tutta l’attrezzatura, alla ricerca della memory-card. “Mi hanno immobilizzato – racconta Berardi – premendo forte con il ginocchio sulle costole e sul collo. Uno di loro mi ha dato uno schiaffo e mi hanno preso di nuovo la videocamera. Non avevo fatto nulla di sbagliato, solo il mio lavoro, come mostra chiaramente il filmato”.
Ieri l’Associazione della stampa estera in Israele e nei Territori (Fpa) aveva accolto con favore l’apertura di una indagine sull’incidente da parte dell’esercito israeliano ma aveva anche espresso la preoccupazione che “se non fosse stato ripreso da una telecamera, non avrebbe avuto seguito”.
“Troppo di frequente – afferma la Fpa – unità dell’esercito agiscono con impunità ed in apparente deroga dagli ordini, in contraddizione con gli alti livelli morali ai quali l’esercito israeliano afferma di aderire”. Appelli passati ai vertici militari non hanno prodotto i risultati sperati, sostiene la Fpa. “E’ ora – conclude – che l’esercito rispetti la libert… di stampa e mostri di avere controllo sui militari dislocati sul terreno”.
C’è da dire che negli ultimi giorni il governo israeliano ha allentato i vincoli delle regole di ingaggio, lasciando quindi le mani libere ai soldati. Questo non è il primo episodio e non sarà l’ultimo.
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