“Fermate Corbyn con tutti i mezzi leciti o illeciti”. Il leader Labour ancora sotto attacco della casta militare in Gb Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Fermare Jeremy Corbyn, “con mezzi leciti o illeciti”, se mai dovesse avvicinarsi davvero alla guida del governo. Sono le parole di un generale dell’esercito in servizio denunciate oggi in prima pagina dall’Independent come minacce di vago sapore “golpista”. Il ministero della Difesa che si è affrettato a rendere nota questa sparata e a condannarla, non ha però voluto svelare il nome dell’alto ufficiale. Il Labour ha evitato reazioni formali, ma ha fatto sapere ufficiosamente di considerare inaccettabile che un generale di Sua Maestà “dimentichi di essere soggetto a una democrazia”. L’ufficiale, scrive il giornale, si è lasciato andare a commenti degni di un piano di “ammutinamento” criticando le posizioni storicamente anti-Nato di Corbyn, le sue idee su un contenimento degli effettivi delle forze armate britanniche, la sua opposizione a interventi militari all’estero non sotto capello Onu, il suo ‘no’ alle commesse miliardarie per i nuovi sottomarini nucleari Trident.
Il neoleader laburista ha ribadito di recente la propria condanna delle azioni di guerra condotte dal Paese in anni passati. E ha evocato una revisione dei rapporti con la Nato. Secondo vari sondaggi, la maggioranza dei britannici è peraltro d’accordo nel giudizio negativo sugli interventi militari in Iraq e Libia e scettica su eventuali raid in Siria.
Non è la prima volta che Corbyn viene attaccato su questi temi. Durante la preparazione delle primarie fu lo stesso Blair a prenderlo di mira piuttosto duramente e con toni apocalittici. Ultimamente un lungo articolo del Washington Post è tornato a definire Corbyn un pericolo per gli equilibri geopolitici
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