Lo denuncia per usura ed estorsione e se lo ritrova sin dentro casa da: sudpress

 

Lo Miglio Distefano Testata

Esclusiva: A denunciare un fatto inquietante è Maurizio Distefano, il noto libraio catanese protagonista di una storia di mafia dalla quale non riesce a liberarsi nonostante denunce e processi. Il video scioccante della “visita inattesa”

Di Maurizio Distefano SUDPRESS si è più volte occupato e la sua è una storia difficile, quella di un uomo che si ritrova invischiato in storie complicate di mafia, usura, bancarotta, estorsioni.

E non riesce ad uscirne.

L’articolo “Bruttissima storia alla procura di Catania” resta un momento importante del lavoro di questa testata.

Per raccontare questa storia, quella di un uomo per bene, di un padre di famiglia finito del tritacarne di speculazioni di ogni tipo, abbiamo subìto numerosi procedimenti penali, ci hanno denunciato importanti imprenditori coinvolti nelle sue vicende ed è stato chiesto persino il sequestro di questo giornale.

Siamo stati denunciati persino da magistrati, e questo ancora ci addolora, che si sono sentiti diffamati da una ricostruzione che resta documentale e documentata ed ancora non ha avuto giustizia.

Ci siamo difesi grazie ad ottimi avvocati, Renata Saitta, Emanuela Fragalà e Maria Grazia Biondi, e abbiamo vinto. Anzi, stravinto.

Abbiamo raccontato ai nostri lettori tutto quanto ci accadeva, senza lasciarci intimidire da azioni giudiziarie temerarie né da avvertimenti interessati dei soliti amici degli amici.

Non abbiamo arretrato di un passo dal dovere che sentivamo, e sentiamo, di raccontare una storia che interessa tutti, perché riguarda tanti che subiscono senza denunciare e quando denunciano hanno il diritto di essere tutelati e supportati.

Anche di Salvatore Lo Miglio, l”ospite inatteso”, ci siamo occupati più volte in altre vicende, coinvolto in numerose indagini per usura, estorsione, arrestato e messo sotto processo.

Già nel 2009/2010 Maurizio Distefano aveva sporto denunce per usura ed estorsione che coinvolgevano Lo Miglio ed i processi sono ancora in corso.

Ma evidentemente il senso di impunità in questa città supera ogni immaginazione.

Alle 20.05 dello scorso 11 giugno, Maurizio Distefano è nella propria casa con la sua famiglia quando suona il citofono.

A chiedere di lui una voce giovane che lo invita ad uscire.

Appena davanti il cancello della sua villetta, dalla macchina scende uno dei suoi incubi maggiori: Salvatore Lo Miglio, l’uomo che lui stesso ha denunciato e che dovunque potrebbe andare tranne che a casa sua.

Le videocamere di sorveglianza registrano quasi 10 minuti di “discussione”.

Distefano è quasi sempre a braccia conserte.

Racconterà l’indomani ai carabinieri, che ne raccolgono la formale denuncia, che Lo Miglio era andato a si dentro casa sua per ricordargli che era uscito dalla galera ed i soldi che sosteneva di avergli prestato doveva restituirli.

La conversazione si conclude con i due “ospiti”che si allontanano con la loro Smart e Maurizio Distefano che rientra in casa.

Lentamente, a testa bassa, schiacciato da quest’ennesima violenza.

Maurizio Distefano racconta con difficoltà la sua storia, fatta di troppi momenti di disperazione ma anche di attimi di speranza.

Racconta che lo Stato lo ha spesso lasciato solo, ma anche di carabinieri ed agenti che fuori dal servizio passano da casa sua per chiedergli se va tutto bene.

Maurizio Distefano è un simbolo di quanti lottano disperatamente per riprendersi la propria vita.

E nessun Maurizio Distefano deve ricevere in casa propria questo genere di visite.

Nessun Maurizio Distefano deve rientrare in casa propria, dalla sua famiglia, a testa bassa.

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