Palagonia sotto choc. Il Sindaco «Città colpita al cuore ma non cediamo all’istinto» da: ilsetteemezzomagazine.it

 Di Redazione

Cara Ivoriano

Si aggrava la posizione di Kamara Mamadou. L’ivoriano, 18 anni, ospite del Cara di Mineo, giunto l’8 giugno in Sicilia, durante uno dei tanti sbarchi di quest’estate, è stato arrestato e condotto intorno alle 23 di ieri notte al carcere di Caltagirone in contrada Noce. Il giovane è sospettato del duplice omicidio di una coppia di anziani coniugi, Vincenzo Solano, 68 anni e Mercedes Ibanez, 70 anni, di origini spagnole, avvenuta la notte tra il 29 e 30 agosto in una villetta dove i due risiedevano a Palagonia. L’uomo, su cui inizialmente pendeva solo l’accusa di ricettazione, dovrà ora rispondere di duplice omicidio.

Proseguono senza sosta le indagini della Polizia scientifica per appurare la dinamica del duplice efferato delitto. Sulle due salme è stata effettuata stamattina l’autopsia nel nosocomio Gravina di Caltagirone. Dai primi riscontri dell’inchiesta in corso, coordinata dal procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera, qualcosa appare oggi più chiaro: da una prima ricostruzione, sembra che Solano abbia opposto resistenza e ci sia stata una colluttazione in cui l’anziano palagonese ha avuto la peggio, finendo sgozzato dal suo assassino. La moglie, probabilmente in un disperato tentativo di chiedere aiuto, sarebbe uscita fuori al balcone e sarebbe stata spintonata giù.

RESTANO TANTE OMBRE – Restano da chiarire alcuni punti oscuri al vaglio degli inquirenti: la sproporzione tra l’entità della refurtiva – poca cosa: cellulari, un pc portatile e una videocamera, che avrebbero potuto finire al mercato nero all’interno del Cara o chissà dove negli infiniti rivoli della ricettazione, fruttando alcune migliaia di euro – e l’efferatezza e crudeltà del duplice omicidio; l’eventualità che il giovane ivoriano abbia avuto dei complici; infine la superficialità del presunto assassino, che si è presentato, come se nulla fosse, l’indomani, alle 8.30, al controllo all’ingresso al Cara di Mineo, non solo con la refurtiva dentro un borsone, ma con addosso gli abiti della vittima: quasi avesse scritto in faccia “sono stato io”. Leggerezza, incoscienza, senso di invulnerabilità o cosa? Ne emerge, così a caldo, un profilo psicologico dell’accusato, a dir poco, sconcertante e pieno di ombre. Domande a cui gli inquirenti stanno tentando di trovare una risposta, servendosi anche di tutti gli ultimi ritrovati che la scienza e la tecnologia offrono alle indagini, per rinvenire sul luogo del delitto tracce e indizi che possano far piena luce. Un’indagine che si presenta assai complessa e delicata e, dunque, è lungi dall’essere conclusa.

UNA CITTÀ SOTTO CHOC – Sotto choc la città di Palagonia, scossa da questa terribile vicenda che la tocca nel vivo, e suscita, oltre che perplessità, emozioni e passioni profonde: sconcerto, allarme, rabbia. Sentimenti a cui ha cercato di dar voce il primo cittadino, Valerio Marletta, con una nota diffusa sui social.

«In questi giorni – scrive il sindaco – riuscire a comunicare risulta assai difficile, troppo dolore dettato dal coinvolgimento emotivo. La nostra comunità è stata colpita al cuore, il dolore collettivo prevale su tutto. La comunità deve stringersi attorno alla famiglia di Vincenzo e Mercedes. Parliamo con i nostri bambini, proviamo a “spiegare” l’inspiegabile, non cediamo all’istinto. Parliamo con i nostri “anziani”, oggi più che mai coinvolti crudelmente». Marletta invita le istituzioni «a rispondere alle giuste richieste di avere “sicurezza” nella quotidianità, questo lo dobbiamo pretendere tutti».

Il sindaco si è, a tal proposito incontrato con il comandante provinciale dei Carabinieri, il Prefetto di Catania all’interno della riunione del Tavolo tecnico provinciale per l’ordine e la sicurezza. «Ho chiesto – aggiunge il primo cittadino palagonese – che una nuova riunione del Tavolo venga convocata a Palagonia nei prossimi giorni. Le istituzioni tutte hanno il dovere di venire a Palagonia, lo stato dimostri con i fatti la propria presenza».

Povertà in Italia. Ecco le cifre del disastro al Sud. Ormai si risparmia anche sui consumi alimentari da: controlacrisi.org

I consumi ristagnano in Italia. E di tanto. Al di là della vulgata piddina, i cittadini italiani in dieci anni, dal 2004 al 2014, infatti, stanno tagliando fette consistenti del loro tenore di vita limitandosi alle cosiddette “spese obbligate”, che secondo la Confcommercio assorbono il 42% del budget.
In base ai dati dell’Istat si può calcolare che in dieci anni la spesa media mensile delle famiglie è aumentata di soli 108 euro (+4,5%). A subire maggiormente questa ‘stagnazione dei consumi’ sono, ancora una volta, le famiglie del Sud. Le famiglie del mezzogiorno nel 2014 possono spendere solo 44 euro in più rispetto al 2014 (+2,3%), mentre al nord si sale a 101 euro (+3,7%). Il maggiore incremento di spesa per area geografica, invece, avviene al Centro dove, con 2.608 euro di spesa media mensile, l’aumento decennale è stato di 216 euro (+9%).Continua a crescere anche il divario di spesa tra le regioni del Nord e quelle del Sud, con il carrello della spesa del settentrione che lo scorso anno supera del 42,4% quello del meridione (2.790 euro contro 1.959 euro, con una differenza di 831 euro).
Se il dato medio complessivo raggiunge i 2.489 euro, facendo segnare un timido +4,5% rispetto al 2004, questo aumento è dovuto interamente all’incremento delle spese per l’abitazione. Complice l’aumento della tassazione su immobili e rifiuti, quella per la casa è l’unica voce d spesa in aumento (+21,9%) ed assorbe quasi il 37% del budget familiare. Le spese alimentari sono il 17,5% poi i trasporti (10,3%), il tempo libero (4,9%) e il vestiario (4,6%). Così la spesa alimentare viaggia mediamente sui 436 euro al mese segnando nei dieci anni presi in considerazione un calo di quasi otto punti.
A ‘pagare’ l’aumento del costo della casa sono tutti gli altri settori. I trasporti (-36,9%), l’abbigliamento (-30%) e il tempo libero (-18,3%) sono le voci sulle quali gli italiani risparmiano di più. Il divario nord-sud testato sui valori medi del carrello della spesa (alimentare e non) ammonta a 800 euro. Differenza che sale addirittura a 1.300 euro se si confronta il Trentino Alto Adige con la Calabria, agli opposti della ‘classifica’ regionale.
Guardando alla composizione familiare sono naturalmente le coppie con 2 e più figli quelle che maggiormente mettono mano al portafoglio: per loro la spesa media mensile a livello nazionale oscilla intorno ai 3.230 euro. Al contrario, quella più bassa si registra per la persona sola con più di 64 anni (1.630 euro). Livelli di spesa altrettanto bassi per gli under-35 che vivono da soli (1.753 euro in media).
Le differenze emergono anche nel confronto con i nuclei familiari stranieri. Dagli ultimi dati dell’Istituto di statistica si evince, infatti, che le famiglie composte solamente da stranieri spendono mediamente 1.645 euro al mese, 844 euro in meno delle famiglie di soli italiani. E ancora: se si guarda alle differenze tra le regioni, si riscontrano i valori massimi della spesa media mensile delle famiglie in Trentino Alto Adige (3.073,54 euro), subito dopo in Lombardia (2.950,06 euro) e in Emilia Romagna (2.883,27 euro) e, all’opposto, i valori minimi in Sicilia (1.778,86 euro) e in Calabria (1.757,82 euro). Si tratta di una differenza tra i valori medi che assume un massimo pari al 74,8%. Una differenza di oltre 1.300 euro.