Pubblico impiego,il Governo fa sparire le risorse per la produttività. Il 29 luglio sindacati in piazza da: controlacrisi.org Autore: fabrizio salvatori

Spariscono le risorse contrattuali dal disegno di legge di assestamento. Nel disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato. La denuncia arriva dai tre sindacati di categoria di Cgil,Cisl e Ui che scartabellando nei capitoli dedicati alla produttività del pubblico impiego ha trovato vistosi buchi. Si tratta di risorse stanziate ogni anno, per finanziare il prolungamento dell’orario di apertura degli uffici e l’ampliamento dell’offerta di servizi. Ma parliamo anche dell’allungamento dei turni di lavoro e i festivi”. Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Nicola Turco – segretari generali di Fp-Cgil
Cisl-Fp Uil-Pa – parlano dell’ennesimo gioco di prestigio dell’esecutivo. “Trucco che affosserebbe definitivamente la fiducia degli stessi lavoratori nello Stato, e soprattutto servizi strategici per il Paese: beni culturali, tribunali, prefetture, sicurezza del lavoro”. “E’ la prima volta nella storia della Repubblica che il governo, non solo tiene ancora bloccati i contratti fermi da 6 anni, ma mette le mani nelle tasche dei lavoratori, scippando risorse contrattuali per 80 milioni di euro” rimarcano i segretari delle tre federazioni. “Chiediamo al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan l’immediata restituzione dei soldi dei lavoratori, ripristinando lo stanziamento nel ddl di assestamento per l’anno 2015 attualmente in discussione in Senato”.
“Altro che riforma epocale della pubblica amministrazione. Con questo sistema si bloccano i servizi. Scriveremo a tutti i ministri e i capigruppo di Camera e Senato chiedendo un incontro immediato per spiegare loro il danno che si farebbe ai cittadini tagliando le retribuzioni dei lavoratori pubblici”, annunciano Dettori, Faverin e Turco.

Il 29 luglio sindacati e lavoratori saranno a Palazzo Vidoni, davanti al Ministero della Funzione Pubblica, per una grande manifestazione di protesta. “E se non avremo risposte, siamo pronti ad andare avanti anche a Ferragosto”, concludono.
Intanto, sono uscite le motivazione della Consulta sul blocco dei contratti nel pubblico impiego. Per la Cgil, si tratta di un testo che andrà analizzato nel dettaglio ma che ad una prima lettura conferma alcuni punti fondamentali e “che meritano un’adeguata risposta del governo”, dice Serena Sorrentino, segretario confederale della Cgil. “Nella sentenza, infatti, vi sono affermazioni significative che meritano una risposta diversa da quella data dall’esecutivo e in prima istanza dal Ministro Madia”, continua Sorrentino. “Quindi – per la Cgil – il contratto e la contrattazione sono elementi fondamentali per garantire qualità del lavoro, ma hanno anche un valore più generale come ricorda la Corte”. La sentenza dimostra dunque quello che la Cgil ha sempre sostenuto: “Come si vede – spiega Sorrentino – si va ben oltre il fattore economico: come la Cgil sostiene da sempre, la contrattazione è uno strumento fondamentale per qualificare ed innovare la pubblica amministrazione”. Anche Sorrentino sottolinea che “la mobilitazione continuerà fino a quando il governo non convocherà le organizzazioni sindacali, non per comunicare atti unilaterali ma per annunciare che si avvia il tavolo per il rinnovo del contratto”.

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