Crocetta e le intercettazioni sulle nomine “Le mani di Tutino e Sampieri sulla sanità” da: livesicilia

19 Luglio 2015 – 06:00 di Riccardo Lo Verso

Le microspie offrono uno spaccato desolante della sanità pubblica siciliana. Coacervo di interessi privati, luogo di “manciugghia” e bacino di voti. Un settore dove il medico del governatore e l’ex manager di Villa Sofia avrebbero avuto potere di scelta.

PALERMO – Si ostinano a chiamarla sanità pubblica. A giudicare dalle intercettazioni del caso Tutino altro non sarebbe che un coacervo di interessi privati, terra di nomine e potere, luogo di “manciugghia” e bacino di voti.

La lottizzazione della sanità siciliana si condensa in una telefonata. È il 23 marzo 2014, Matteo Tutino e Giacomo Sampieri discutevano di gente da mandare, a loro piacimento, a dirigere ospedali e aziende sanitarie in giro per la Sicilia. Il medico personale, e braccio operativo di Rosario Crocetta, si confrontava con il manager dell’ospedale Villa Sofia di Palermo. Parlavano, senza averne alcun titolo, della “lista” da mostrare al “presidente”, con i nomi da piazzare nei ruoli chiave dello scacchiere della sanità. Uffici pubblici trattati come se fossero maleodoranti sgabuzzini privati dove Tutino e Sampieri, che da lì a pochi giorni avrebbero ricevuto un avviso di garanzia nella stessa inchiesta che tre settimane fa è costata gli arresti domiciliari, avevano potere di scelta. Almeno così emergerebbe dalle conversazioni.

Quarantotto ore prima che lo scandalo giudiziario travolgesse il duo Tutino-Sampieri – il secondo aveva fortemente voluto che il primo lo raggiungesse a Palermo da Caltanissetta – le cimici dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione captavano i loro piani. “Brucaletta domani te lo faccio conoscere ti darà pure lui sensazioni molto positive – diceva Sampieri – …. questi due sono per Agrigento…. e per Trapani… sono due”. “No… li facciamo scegliere a lui”, spiegava Tutino, che aggiungeva: “… io stavo pensando Brugaletta a Messina”. Un mese dopo il governo Crocetta avrebbe nominato Salvatore Brugaletta anche se all’Asp di Siracusa. Coincidenza?

Poi parlavano di Giovanni: “… lo portiamo anche a Trapani per carità”, suggeriva Sampieri. Tutino aveva un’idea migliore: “… al Civico ancora meglio… perché quella sarebbe il ciclo suo… anche perché averla al Civico significa ci pigliamo pure il Policlinico…”. In questo caso conosciamo solo il nome, Giovanni, e sappiamo che il primo giorno di aprile 2014 Crocetta scelse Giovanni Migliore per guidare la più grande azienda ospedaliera del meridione d’Italia.

Poi Sampieri parlava di un altro incarico: “… e se la cosa su su Enna deve andare in porto in quella maniera… tu glielo spieghi per quale motivo deve andare in porto in quella maniera… e la dottoressa Faraoni va ad aiutare il dottore Noto”. “Totò farà l’inferno per averla a Palermo però”, si preoccupava Tutino. Sampieri non era d’accordo: “Noo Palermo gioia mia… non è possibile gioia mia significa non abbiamo concluso niente… comunque hai visto Muscarnera che basta una telefonata e corre… ti ripeto l’ Asp di Agrigento e l’Asp di di Trapani sono fondamentali”. Calogero Muscarnera è l’uomo che la giunta Crocetta avrebbe piazzato all’Asp di Enna. Il suo incarico fu poi revocato. Non aveva i titoli necessari per ricoprirlo. Inzialmente, però, Tutino e Sampieri gli avevano comunicato la loro idea di piazzarlo al Civico di Palermo e ne avevano pure parlato, così dicevano al telefono, con Salvatore Totò Cardinale.

“Ma anche quella di Messina vidi cà”, lo correggeva Tutino che sembrava avere le idee piuttosto chiare: “Brucaletta lo portiamo a Messina”. “E io personalmente insisterei tanto per Lucio Ficarra (Salvatore Lucio Ficarra poi nominato, sempre nell’aprile 2014, all’Asp di Agrigento ndr)… come si chiama Totò Ficarra ad Agrigento all’Asp di Agrigento”, aggiunge Sampieri, mentre Tutino si rammarica che “hanno chiuso… l’hanno chiuso a Catania”. Sampieri non comprendeva la preoccupazione: “… ma cazzo… dobbiamo fare… ma che te ne fotte del Cannizzaro di Catania”. “Minchia me ne fotte”, insisteva Tutino. E il suo commissario puntualizzava: “… che te ne fotte strategicamente Agrigento è un posto dove ci sono… c’è da fare decine di migliaia di voti… al Cannizzaro che minchia fai me lo spieghi che minchia va a fare al Cannizzaro… a Palermo ci sono io e mi muovo a Palermo e non è un problema… cioè dentro la Asp conosco quasi tutti ma io vorrei capire al Cannizzaro a Catania che cazzo va a fare quando c’è un territorio come quello di Agrigento che è sterminato e il territorio di Agrigento non è che gli possiamo lasciare campo libero ad Angelino Alfano che a di Agrigento… gioia mia di questo si tratta si tratta di questo… le Asp sono molto molto più importanti delle aziende ospedaliere Matteo molto di più noi abbiamo la visione dell’azienda ospedaliera ma la manciugghia che c’è dentro le Asp dieci volte superiore.. qua abbiamo dei ruba galline… all’interno delle Asp ci sono i ladri giusti… se mi vuoi ascoltare rifletti rifletti seriamente su questa impostazione… abbiamo cominciato un lavoro che fa da da apripista per tutti gli altri che hanno che hanno questo lavoro per tutti nessuno può fare un passo meno veloce del nostro nessuno noi abbiamo tracciato la strada e gli altri ci devono venire appresso però Trapani Trapani e Agrigento sono due posti da monitorare Matteo da monitorare per bene per bene va bene gioia mia stai con i tuoi figli con i tuoi figli”.

A che titolo Tutino e Sampieri si interessavano alle nomine della sanità siciliana? Qualcuno aveva chiesto i loro preziosi consigli? Ancora una volta ci atteniamo alle intercettazioni. Il 23 marzo 2014 Tutino spiegava a Sampieri: “… Sono con Giovanni e stiamo vedendo la lista… domani sera devo essere dal Presidente cominciamo a mettere un po’ di nomi infatti volevo se ti è possibile se tu puoi venire ed esaminiamo alcuni nomi insieme a Giovanni”. “Però una cosa Matteo – Sampieri lo diceva al chirurgo plastico – ricordati che la lista c’è quella fatta da da Lucia… Lucia ce l’ha già…”. Tutino: “… sì ma se domani vuole cioè che gli apre cioè che t’ha diri”. Sampieri sembrava avere capito le parole di Tutino, nonostante apparirebbero criptiche: “… perfe… perf boh mi devi dire questo e basta… e allora comincia… fai una cosa bello mio comincia a chiamare Muscarnera e gli dici di arricamparsi”.

Lucia era, come appare ipotizzabile, Lucia Borsellino?, e c’erano forse sul piatto proposte diverse di nomine da parte dell’assessore? Sarà poi Sampieri a chiamare Muscarnera. Si dovevano vedere “fra un’oretta a casa di Matteo assieme a Giovanni Migliore per esaminare tutti insieme i nominativi della lista perché il presidente vuole sapere qualcosa da parte loro e quindi è giusto che ci sia anche lui”.

Il 25 marzo, in vista delle nomine, nel giorno in cui Tutino e Sampieri ricevevano l’avviso di garanzia della Procura della Repubblica, il chirurgo chiamava un collaboratore di Crocetta “perché lui mi ha detto che domani gli devo portare la lista dei pretoriani del presidente… gli parlerò di ognuno con il curriculum in modo molto… sono fedelissimi”.

Sarebbe, dunque, il governatore Rosario Crocetta l’uomo a cui andava consegnata la lista delle persone da nominare dopo essere state selezionate da Tutino e Sampieri. Di loro il presidente si fidava. E loro di lui. Il 27 marzo quando il commissario di Villa Sofia si dimetteva dopo avere ricevuto l’avviso di garanzia e mentre la Borsellino annunciava la revoca della sua nomina, lo stesso Sampieri confidava alla sorella: “… mi sono dimesso… nel senso che ancora non ho formalizzato ma sono andato a parlare con il Presidente… l’abbiamo concordato insieme… quasi sicuramente sarò nominato a brevissimo se non oggi stesso intanto come commissario ad Agrigento o ad Enna e poi si vedrà il Direttore Generale dove ma da qua mi sono rotto i coglioni non non mi faccio friggere sui giornali io”.

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