Intercettazioni Tutino: “Me ne sto fottendo, pure che si chiama Lucia Borsellino” da: antimafia duemila

tutino-sampieridi AMDuemila – 18 luglio 2015

Nelle carte della Procura di Palermo dell’indagine su Matteo Tutino (primario di chirurgia plastica ora agli arresti domiciliari per truffa, ndr) non c’è traccia, a detta della Procura, della frase “va fatta fuori come il padre” contro Lucia Borsellino. Emergono però intercettazioni ad ogni modo allarmanti ed offensive. Dialoghi che dimostrerebbero l’avversione, nei confronti di Lucia Borsellino, di Tutino e del commissario straordinario dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, Giacomo Sampieri, oltre che la vicinanza dei due medici al governatore Crocetta.
Il Giornale di Sicilia ha pubblicato stamani alcuni stralci di queste intercettazioni in cui un interlocutore di Tutino arriverebbe persino a definire l’assessore alla Sanità “quella b… della Borsellino”.

Dopo che la Borsellino aveva revocato il mandato a Giacomo Sampieri, quest’ultimo, secondo quanto pubblicato nel quotidiano, parlando con Tutino avrebbe raccontato di voler fare un esposto contro l’assessore: “La denuncio per illecito… Me ne sto fottendo, pure che si chiama Lucia Borsellino”, e Tutino risponde: “Bravo”. La cosa più clamorosa è che quando i due si rivolgono a Crocetta, in riferimento alla revoca di Sampieri, il governatore avrebbe risposto: “Ora ma viru io cu Lucia”. Inoltre sarebbe emerso che un dipendente del pronto soccorso di Villa Sofia quando va a trovare Tutino gli racconta che “suo fratello – scrivono gli inquirenti – ha parlato con Ignazio Tozzo (il designato a sostituire Sampieri, ndr) ma tutto viene da quella b… della Borsellino e il presidente non la vuole fare muovere da lì…”. E ancora: “La Borsellino ha chiesto che Tozzo vada via dall’assessorato… ora hanno messo una persona onestissima per bruciarlo ed è stato messo lì appositamente perchè dà fastidio alla Borsellino”. Emerge quindi un clima di tensioni e conflitti dove anche se non si capisce con chiarezza la posizione presa da Crocetta si possono comprendere maggiormente le parole di Lucia Borsellino dopo le sue dimissioni: “Il rapporto tra Crocetta e questo primario mi ha creato forte disagio in questi anni”.
Dalle intercettazioni emergono anche alcuni colloqui tra Sampieri e Tutino sul rapporto tra il governatore e la Borsellino: “Io credo che ci sia qualcosa sotto in tutto questo e Lucia e il presidente sono in disaccordo…” dice il commissario straordinario dell’ospedale Villa Sofia. E Tutino, sottolineando ancora una volta il legame tra lui e il governatore, risponde: “Sì, totale ma mi ha detto (il presidente, ndr) stai tranquillo”.
I due, nelle conversazioni riportate dal quotidiano, si definiscono “uomini del presidente” che operano “per la legalità” e su “mandato” di Crocetta, “sapevamo – dicono tra loro – che è la linea del governo regionale perseguire il mallaffare ovunque si annidi… e lo abbiamo fatto!”
E ancora, il 28 febbraio 2014 Tutino rimarca la vicinanza privilegiata con il presidente della regione: “Senti noi abbiamo per fortuna questo rapporto che ci possiamo permettere di parlare con il presidente serenamente”.
Una vicinanza tale che, in vista delle nomine, il 25 marzo 2014 Tutino avrebbe preparato “la lista dei fedelissimi” e parlando con il segretario particolare di Crocetta, Giuseppe Comandatore, dice: “Senti, lui (Crocetta, ndr) mi ha detto che domani gli devo portare la lista dei pretoriani del presidente”. “Sì – dice Comandatore – la porti, vieni al palazzo… lo visiti, gli guardi cose e via”. “Avremo bisogno di mezz’ora – dice Tutino – perché gli parlerò di ognuno con il curriculum in modo molto… Sono fedelissimi”.

Con le intercettazioni pubblicate questa mattina la figura di Crocetta, al di là dell’esistenza o meno delle intercettazioni riportare da L’Espresso e smentite dalla Procura, è quanto meno criticabile per non aver preso le difese della Borsellino e per la vicinanza ad uomini del livello di Tutino. Già ieri gli zii di Lucia, Rita e Salvatore Borsellino, avevano chiesto al governatore della Sicilia, prima che uscissero queste nuove intercettazioni, di “non presentarsi alle manifestazioni in via D’Amelio perché non sarebbe una persona gradita”.
Di fronte alla schizofrenia esplosa in questi giorni, tra notizie e smentite, a subire il degrado mediatico e politico è soprattutto Lucia Borsellino, a cui ribadiamo con forza la nostra solidarietà e vicinanza.

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