Treviso e Roma, l’odio razzista provoca disordini. Soumahoro (Cspm): “Silenzio-assenso di Renzi” Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Mentre a Roma sale la tensione per l’arrivo di un gruppo di migranti in località San Nicola (la polizia in queste ore ha forzato un primo blocco dei residenti), a Quinto di Treviso non si placa la protesta dei residenti contro l’arrivo di un centinaio di profughi in alcuni appartamenti di un residence di via Legnago. Un primo risultato è stato il trasferimento dei migranti in una ex-caserma ai confini con il comune di Casier. Ieri sera i residenti, assieme ai militanti della Lega Nord e di Forza Nuova hanno manifestato davanti alla palazzine durante le trasmissioni che le reti televisive nazionali hanno dedicato alla vicenda. Il giorno prima c’era stato un brutto episodio di razzismo con un incendio divampato nei pressi delle strutture ospitanti. La protesta è collegata anche al timore di una perdita di valore delle case a causa della presenza degli stranieri, sistemati in questo caso in via non provvisoria.

La protesta era cominciata l’altro ieri, quando da due pullman erano scesi 101 profughi, scortati dalle forze dell’ordine, ma ieri ha rischiato di degenerare quando prima ignoti hanno dato fuoco a materassi che dovevano servire a far dormire i migranti e poi è stato impedito ad alcuni addetti della cooperativa che li ha in gestione di consegnare loro ceste con del cibo. Momenti di urla e di rabbia ma poi niente di più, sotto la sorveglianza attenta delle forze dell’ordine, e nel pomeriggio è stato possibile consegnare le ceste. Sul posto si è recato anche il governatore del Veneto Luca Zaia e non sono mancate parole molto dure nei confronti del governo e del prefetto di Treviso aveva disposto il trasferimento dei profughi a Quinto.

“L’incendio a Treviso purtroppo non è il primo grave atto razzista e xenofobo che si verifica in Italia e rischia di non esser l’ultimo”, dice Aboubakar Soumahoro, portavoce della CISPM (Coalizione Internazionale Sans-papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo) e membro dell’Esecutivo Nazionale USB. “Niente di sorprendente – prosegue Soumahoro – se teniamo conto dell’odio e della paura che certa politica e certe forze politiche hanno coltivato in questi anni, mesi, settimane e giorni, attorno ai ‘migranti’ in quanto causa del malessere economico e sociale dell’Italia e dell’Europa in generale”. “Chi semina il vento raccoglie tempesta – evidenzia il portavoce CISPM – così alle parole seguono gli atti, anche politici e amministrativi. Come le ordinanze ‘anti migranti’ dei vari sindaci a caccia di consenso, che esprimono la vergogna e la paura di una classe politica incapace di schierarsi dalla parte dei diritti di fronte al rischio di perdere voti. Il tutto nel silenzio-assenso del Governo Renzi”. “I fatti di Treviso non possono essere giustificati. Tocca a noi, persone accomunate da una condizione permanente e quotidiana di razzismo, sfruttamento e negazione di diritti, rispondere immediatamente, cercando una condivisione generale di questa lotta già a partire dai territori”.

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