Ciancio e vendita frequenze I 18milioni per Antenna Sicilia da:livesiciliacatania

Giovedì 09 Luglio 2015 – 05:02 di

LA RICOSTRUZIONE DEL TRIBUNALE: Etis 2000, proprietaria di Sige Spa e quindi di Antenna Sicilia e Teletna ha ottenuto una plusvalenza da 18milioni di euro vendendo a Telecom le frequenze. Ciancio di recente ha evitato il sequestro per elusione fiscale sostenendo che con i fondi sarebbero stati mantenuti tutti i posti di lavoro, a partire da quelli di Rete Sicilia del 2006.

 
CATANIA- Tra le motivazioni che hanno consentito al gruppo Ciancio di evitare un nuovo sequestro da 18milioni di euro per elusione fiscale, c’è la conservazione del “patrimonio di rapporti economici e lavorativi maturati da Rete Sicilia e di interesse per la Etis 2000, proprietaria della Sige Spa e quindi di Antenna Sicilia e Teletna”. Questo si legge nell’ordinanza del Tribunale del Riesame presieduto da Gabriella Larato.

La garanzia dei posti di lavoro è stata ritenuta dai giudici determinante per dimostrare che Ciancio, nel trasferimento milionario delle frequenze a Telecom ed Mtv (vedi sotto), ha agito con “concrete ragioni di natura imprenditoriale”, senza porre in essere alcuna elusione fiscale.

Dopo aver evitato l’elusione fiscale, i giornalisti di Teletna e Antenna Sicilia sono stati licenziati, ma i 18milioni di euro che la Procura voleva sequestrare, dove sono finiti?

Il 18 luglio del 2006 Rete Sicilia Srl del Gruppo Ciancio cede alla Etis 2000, sempre di Ciancio, un ramo d’azienda, costituito dall’emittente Rete Sicilia, dalle attrezzature e impianti per l’irradiazione di ben 23 canali e tutte le concessioni burocratiche: prezzo 6,2milioni di euro.

Pochi giorni dopo la Etis 2000 Spa stipula con Telecom Italia Media Broadcasting Srl un contratto preliminare per la vendita degli impianti al prezzo di 17,5milioni di euro. Una differenza, tra il primo e il secondo trasferimento, di ben 11milioni di euro.

Le società del gruppo Ciancio perfezionano la vendita nel gennaio del 2007 e cedono a Telecom 17 canali (15,9milioni di euro), ad Mtv Italia Srl 6 canali (1,6milioni di euro).

La vendita dei canali, si legge nella ricostruzione del Riesame, avrebbe consentito a Ciancio “un consistente risparmio fiscale in relazione alla plusvalenza realizzata da Etis 2000”.

Secondo la ricostruzione del Tribunale, la Etis 2000 avrebbe dichiarato nel 2006 una perdita da 5,6milioni di euro e in questo modo “compensato la plusvalenza derivante dalla cessione”.

La Etis 2000 aveva registrato perdite pregresse e un credito iva con l’Erario che avrebbe consentito alla stessa di incasare l’Iva dalle società acquirenti.

Secondo la Procura Ciancio avrebbe “eluso” il fisco, accusa respinta al mittente dal legale Musco.

La Procura punta l’attenzione sul “brevissimo arco temporale” in cui si sono svolti i fatti, sulla “totale assenza di ragioni economiche” idonee a giustificare la cessione da Rete Sicilia a Etis 2000.

In pratica, Ciancio avrebbe fatto transitare la proprietà dei canali da una società che vantava un notevole credito Iva per eludere il fisco.

La Etis 2000 non si occupa della gestione di televisioni -rilevano gli inquirenti- ma “in via esclusiva della stampa dei giornali”.

Tutte le operazioni, secondo quanto emerso dagli interrogatori degli amministratori di Rete Sicilia ed Etis 2000, ma anche dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Telecom Italia Media, sarebbero state condotte da Ciancio in persona.

Esiste una ragione economica nel trasferimento del ramo d’azienda da Rete Sicilia a Etis 2000, o si tratta di un espediente per evitare di pagare tasse? Etis 2000, sottolinea il Riesame, si occupa della stampa di giornali, ha acquistato un ramo d’azienda da Rete Sicilia e rivenduto tutto dopo 8 giorni ma, secondo il legale Musco, Etis avrebbe “conservato il patrimonio di rapporti economici e lavorativi maturati da Rete Sicilia”. In pratica, Musco rivendica il mantenimento dei posti di lavoro nelle aziende che, oggi, sono in via di dismissione: Antenna Sicilia e Teletna, di proprietà della Sige Spa, interamente partecipata dalla Etis 2000 Spa.

Il Tribunale condivide questa “giustificazione extrafiscale” e condivide le argomentazioni della Commissione Tributaria rilevando come dalla “complessiva operazione non emerga alcuna riduzione o abbattimento delle imposte dovute, ma piuttosto da parte dell’Etis 2000 una parziale compensazione delle perdite pregresse ai fini dell’Ires per 6,2milioni di euro e un recupero del credito Iva già vantato nei contronti del fisco, operazioni per le quali l’amministrazione finanziaria non ha emesso alcun rilievo”.

Grande vittoria per Ciancio e i suoi legali, ma resta la beffa per i lavoratori “salvati” dalla Sige Spa e quindi da Etis 2000 mentre Ciancio conquistava una plusvalenza milionaria: tutti i dipendenti di Teletna sono stati licenziati, quelli di Antenna Sicilia, invece, hanno le ore contate.