Natta e quella profezia sulla rinascita del Quarto Reich. Intervento di Gianni Marchetto da: controlacrisi.org

Il recente referendum in Grecia, oltre a rimanere negli annali, è stato pure un punto di chiarimento all’interno del vasto mondo di chi fa politica, giornalismo, ecc. nel nostro paese.
Nel senso che ha costretto chiunque a prendere parte, chi per il SI chi per il NO. E va beh, anche nell’area del NO c’era una compagnia assortita: dai Brunetta, ai Salvini, ai Grillo, ecc. ma c’era pure un’area maggioritaria di sinceri militanti di sinistra che da mo’ guardano speranzosi alle fortune/sfortune dei movimenti greci e spagnoli.
Comunque ha chiarito una volta per tutte la “ferocia” con la quale una vasta area di simpatizzanti per il SI, si è così collocata.
Per tutti valgano i nomi di “illustri” economisti quali Lorenzo Bini Smaghi e Giacomo Vaciago, totalmente incazzati assieme ad un noto giornalista del Corriere della Sera, nel denunciare Alexis Tsipras per aver dato dei “criminali e terroristi” ai creditori della Grecia, nel suo discorso ai greci prima del referendum. Queste le argomentazioni: “ha vinto il no. Bene, vedremo come staranno i greci (questi sfaticati) senza l’Euro e senza i nostri aiuti. Riprendere le trattative? Neanche per sogno con chi insulta…”.
E Alexis Tsipras assieme a Yanis Varoufakis cosa dovrebbe dire (e fare)? Parlare e contrattare con coloro i quali sono i protagonisti da oltre 5 anni delle miserie del suo popolo, e dell’impennata dei suicidi? Eppure si sono seduti con costoro e continueranno a farlo.

Accanto a questi figuri sono emersi una serie di altri: dalla maggioranza dei socialdemocratici tedeschi, fino ad una folta schiera di ex comunisti del PD che impazzano su Facebook. Tutti votati contro la totale assenza di responsabilità del leader greco, il quale invece di decidere lui “per il bene del suo popolo” affida la decisione ad un referendum, quindi alla demagogia, alla pancia, al populismo e via delirando. Quasi invece che nelle élite al comando ci sia quale saggezza, quale competenza (vedi il nostro governo Monti, con il suo grande mentore G. Napolitano, il quale nel suo ultimo libro, così scrive a proposito del suo governo: “era un governo totalmente sganciato da ogni zavorra elettoralistica e per questo ha potuto fare quello per il quale era stato instaurato”). Ergo le élite hanno sempre ragione! (?)

Nel suo libro “Qualcuno era comunista”, Luca Telese riporta quanto accaduto nella stanza di Alessandro Natta all’indomani del crollo del muro di Berlino. Claudio Petruccioli imbarazzato pone a Natta l’esigenza del cambio del nome, al che il vecchio comunista sbotta dicendo: “ma che nome e nome, non capite che ha vinto il 4 Reich…!” a leggere gli avvenimenti odierni viene da dare ragione al “vecchio comunista”.
Per finire, scusandomi, vorrei farmi una piccola autocitazione, tratta sempre dal libro di Telese: “i comunisti, quando perdono l’idea della rivoluzione, perdono il senso dell’avventura. E i comunisti, quando perdono il senso dell’avventura, diventano gente noiosa e anche pericolosa”.

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