Chi demonizza l’Eritrea e perché? Dossier: Tutto quello che non dovreste sapere sull’Eritrea da: www.resistenze.org – popoli resistenti – eritrea – 17-06-15 – n. 548

La cronaca di quanto sta avvenendo nella città di Ventimiglia in questi ultimi giorni ha coinciso da un lato con la presentazione del rapporto Onu sulle presunte violazioni dei diritti umani da parte dello stato eritreo nei confronti del proprio popolo e, dall’altro, con il fiorire sulle testate dei pricipali quotidiani italiani e internazionali di articoli (per esempio qui) accomunati dal tentativo di dipingere il paese africano come come un luogo terrificante, “sempre più isolato”, dove i suoi abitanti “vivono nel terrore” di finire nei “campi di prigionia”, nei “gulag” di questa “sorta di Corea del Nord, piantata nel Corno d’Africa”.

Come contributo alla formazione di un’opinione più completa sull’argomento, rimandiamo alla lettura di due testi pubblicati sul nostro sito qualche anno fa. Di seguito sono anche riportate la posizione del movimento eritreo contro le sanzioni e quella ufficiale del ministero degli esteri in merito al rapporto Onu.

Chi demonizza l’Eritrea e perché?
Dossier: Tutto quello che non dovreste sapere sull’Eritrea

La redazione di Resistenze.org


Giornata d’azione degli eritrei in Europa

E-SMART * | eritrean-smart.org

16/06/2015

Gli Eritrei in Europa, indignati dal recente attacco contro il loro Popolo e il Paese, attuato dalla cosiddetta Commissione di Inchiesta del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, stanno organizzando una manifestazione di protesta a Ginevra, in Svizzera lunedi 22 giugno il 2015.

La commissione d’inchiesta dell’ONU per i diritti umani in Eritrea, presieduta da Mike Smith (Australia), e composta da altri due membri, il signor Victor Dankwa (Ghana) e la signora Sheila B. Keetharuth (Mauritius), non è mai stata accettata dall’Eritrea dall’inizio poiché alcuni dei suoi membri avevano precedentemente caldeggiato apertamente un “cambio di regime” in Eritrea.

Questa Commissione, compromessa e di parte, ha poi presentato di recente in una conferenza stampa un lungo rapporto di 500 pagine di accuse infondate e false contro l’Eritrea, concludendo che “alcune di queste violazioni possono costituire crimini contro l’umanità.” Senza alcun senso di vergogna alla conferenza stampa, i membri della Commissione hanno spiegato che tutte queste accuse sono state formulate senza mai aver visitato l’Eritrea, un Paese che pertanto non conoscono e non hanno mai visto, ma hanno raggiunto il loro verdetto sulla base di “… circa 550 interviste riservate con eritrei testimoni che fuggiti dal loro paese … e 160 contributi scritti.”

Le testimonianze presentate dalla Commissione sono rigorosamente anonime perché i membri della Commissione sostengono che “molti potenziali testimoni che risiedono al di fuori dell’Eritrea avevano paura di testimoniare.” Tuttavia la Commissione ha scelto di ignorare centinaia di informatori volontari all’interno della diaspora eritrea disposti a dare le loro testimonianze.

Inoltre, la Commissione accusa come principali violatori: Le Forze di Difesa dell’Eritrea, in particolare l’Esercito Eritreo, il Servizio Nazionale di Sicurezza, la Polizia Eritrea, il Ministero dell’Informazione, Ministero della Giustizia, Ministero della Difesa, il Fronte Popolare per la Democrazia e Giustizia (PFDJ), l’Ufficio del Presidente, ed il Presidente.

Indignati da queste accuse assurde, migliaia di Eritrei residenti in diversi Paesi Europei stanno organizzando una manifestazione a Ginevra il 22 giugno per protestare contro questo nuovo atto di ostilità verso l’Eritrea, un Paese che non chiede altro che di essere lasciato solo a sviluppare i suoi programmi economici; che la sua Sovranità Nazionale sia rispettata come indicato nel verdetto “finale e vincolante” emesso da parte della Commissione Confini Eritrea Etiopia del 13 aprile 2002, conformemente all’accordo di pace di Algeri del dicembre 2000; e la revoca delle ingiuste sanzioni ONU imposte dagli Stati Uniti del 2009 e del 2011.

In questo raduno di protesta, gli Eritrei dimostreranno chiaramente e apertamente al mondo che le accuse della Commissione d’inchiesta dell’ONU per i diritti umani in Eritrea sono una grande bugia, e che tutto il Popolo Eritreo è unito nella difesa del proprio Paese, del proprio Governo e del proprio Presidente.
15 Giugno 2015

* Dal sito: E-SMART, acronimo che sta per “Eritrean Sanctions Must be Annulled and Repealed Today” (Le sanzioni all’Eritrea devono essere annullate e revocate oggi), è un movimento di eritrei e di amici dell’Eritrea che si oppone alle ingiuste sanzioni imposte all’Eritrea nel 2009 e 2011 sulla base delle risoluzioni 1907 (2009) e 2023 (2011) del Consiglio di sicurezza dell’Onu.


Il Rapporto della “Commissione d’inchiesta”: Cinica parodia politica che mina i diritti umani

Comunicato stampa del Ministero degli Esteri | eritreaeritrea.com

09/06/52015

Asmara – Il popolo e il governo dell’Eritrea ritengono che le selvagge accuse mosse contro di loro dalla “Commissione d’inchiesta” istituita dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite di “violazione sistematica e massiva dei diritti umani”, sono totalmente infondate e prive di ogni merito.  Queste accuse sono semplicemente la continuazione e l’escalation della campagna a sfondo politico per minare il progresso politico, economico e sociale che il Paese sta realizzando, anche nel settore dei diritti umani. Sono un attacco, non tanto sul governo, ma su un popolo civile e una società che hanno a cuore i valori umani e la dignità.

Queste accuse e i tentativi spregevoli di mettere a tacere coloro che hanno qualcosa di positivo da dire sull’Eritrea, sono un tentativo trasparente di correre contro il tempo per impedire il crescente e sempre più produttivo impegno internazionale con l’Eritrea. Chiaramente, il ricorso ad accuse estreme e iperbole indecenti, tra il cinico e l’ingiustificato riferimento a “possibili crimini contro l’umanità”, ha lo scopo di prevenire una riflessione sobria sulle realtà in Eritrea e di forzare le cose prima che l’equità e la giustizia possano prevalere . E ‘anche innegabile che ci sono quelli che si nascondono dietro a queste affermazioni oltraggiose per mistificare le loro trasgressioni contro l’Eritrea e cercare pretesti per i loro atti di destabilizzazione.

L’Eritrea ha sempre dichiarato che come nazione nata nella lotta per i diritti umani, rimane pienamente impegnata a garantire e migliorare i diritti umani dei suoi cittadini, per migliorare la qualità di tutti i suoi cittadini. Si tratta di un atto d’accusa dire che in una regione fortemente minacciata dalla violenza, gravi abusi,dall’estremismo e dal terrorismo, dove tanti commettono tanti crimini, gli sponsor della Commissione scelgono di attaccare la pacifica, stabile, armoniosa, incentrata sullo sviluppo umano, Eritrea.

E’ necessario che siano messi fortemente in discussione e considerati responsabili perché le loro azioni e la mancanza di integrità e professionalità minano i diritti umani e la credibilità delle istituzioni per i diritti umani, così come la pace e la stabilità regionale. L’Eritrea chiede insistentemente che tutte le nazioni e tutte le persone che credono nell’equità, nella giustizia e nei diritti umani pongano fine alla farsa che viene perpetrata dalla “Commissione d’inchiesta”.

Per l’Eritrea gli attacchi in corso, volti a minare la sua sovranità e il progresso, sono una questione gia vista. Ci hanno negato il nostro diritto all’indipendenza come ex paese coloniale a causa del percepito “interesse strategico” degli Stati Uniti. Pochi ci hanno supportato durante la nostra lotta legittima per la libertà. I potenti hanno cercato di denigrare la nostra causa e di farci ripiombare nella sottomissione. Siamo stati regolarmente cancellati. E tuttavia, grazie alla forza della nostra determinazione e umanità, ne siamo usciti vittoriosi.

Oggi, nonostante le calunnie vili e le false accuse, nonostante un silenzio assordante internazionale di fronte all’occupazione illegale della nostra terra, in violazione del diritto internazionale, nonostante la pressione economica e l’incoraggiamento dell’immigrazione clandestina, la nostra determinazione e la fiducia che costruiremo una nazione dignitosa e prospera, rimane incrollabile. L’Eritrea non sarà deviata da tale obiettivo alto e raddoppierà la sua determinazione e gli sforzi per raggiungerlo.

Ministero degli Affari Esteri dell’Eritrea

 

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