“Tu sei siciliano e meriti il manganello”

11173371_880890998643101_1865239982803891921_n 11159543_10205731319553718_1817770379998900471_n

Oggi ho fatto una chiacchierata con Santo Serranò, nome di battaglia “Santino”, classe 1922, uno degli ultimi partigiani siciliani ancora in vita. Mi ha raccontato di quando, a vent’anni, dopo “lo sbandamento” (l’Armstizio dell’8 settembre ’43) – era militare della Marina a La Spezia – si trovò di fronte alla più importante decisione della sua vita: aderire a Salò o salire sulle montagne.

Una sera si trovava a Valeriano, un piccolo paesino della Liguria di levante, meditava di passare il fronte e tornare in Sicilia quando gli si avvicinò un fascista in orbace, gli diede una pacca sulla spalla e gli disse: “Tu sei siciliano, meriti il manganello”. Santo non reagì e il fascista riprese: “Tu sei siciliano e meriti il manganello”. A quel punto Santo gli assestò un pugno sul volto, il fascista cadde in terra e Santo fu denunciato. Santo decise di salire in montagna, di aderire a Giustizia e Libertà; di combattere contro l’occupazione nazifascista e di restituire, assieme ad altre migliaia di donne e uomini, la libertà al nostro Paese.

Grazie Santo ci vediamo in piazza il 25 aprile

Nasce a Caltagirone la sezione ANPI “Angelo Aliotta”

http://www.ilsettemezzomagazine.it/nasce-a-caltagirone-sezione-anpi-angelo-aliotta/

 

Ieri pomeriggio, presso il salone della Galleria “Luigi Ghirri”, la Presidente Provinciale Anpi Santina Sconza ha inaugurato la sezione titolata al partigiano antifascista calatino Angelo Aliotta, morto fucilato a Cerreto di Zerba in provincia di Piacenza il 29 agosto del 1944. Emigrato a Milano come molti dal sud e dalle isole alla ricerca di fortuna trova impiego come operaio e a contatto con l’ambiente milanese fervido di quegli anni contribuisce a fondare il Partito Comunista Italiano. È molto giovane Aliotta e partecipa alle azioni degli Arditi del Popolo, una organizzazione antifascista nata nell’estate del 1921, la missione degli Arditi del Popolo era ostacolare i fascisti nelle loro azioni reagire e resistere alle violenze cui questi erano oramai soliti perpetrare, erano gli anni dello squadrismo, delle intimidazioni politiche. Il partigiano calatino dopo un periodo di esilio in Francia e Svizzera, tornato in Italia venne arrestato  su ordine del Tribunale speciale, una volta uscito, dopo tre anni, tornò alla sua attività antifascista in clandestinità. Condusse in azioni di sabotaggio un distaccamento della 3a GAP, gruppo di azione patriottica che operava nel disturbo delle truppe tedesche e fasciste. E negli anni attorno al ’43, periodo in cui si ricorda il “il risveglio operaio” fu tra gli organizzatori dei  primi scioperi dei lavoratori.  Per il suo coraggio e il suo valore ad Angelo Aliotta, soprannominato dai compagni “Diego”,  fu dato il comando della 51A brigata Garibaldi Arturo Capettini nell’Oltrepò Pavese. Ma nel ’44 venne imprigionato dai nazifascisti presso Artana, in provincia di piacenza e consegnato ad una Brigata Nera genovese. Dopo averlo seviziato  il 29 agosto del 1944 assieme a Virginio Arzani ed altri due partigiani fu fucilato. A lui intitolarono poche settimane dopo la Divisione Garibaldi battezzata col nome di “Diego Aliotta, costituita dacirca 800 uomini, delle Brigate 51a,  87a e 88°.

Durante la presentazione della sezione ANPI calatina la presidente provinciale Santina Sconza è intervenuta ricordando l’anniversario del 70° anno della Liberazione  e il 100° anno dalla prima guerra mondiale che cadono questo anno, quest’ultimo definito come “inutile massacro”, definito come un colpo di stato a scapito della volontà popolare, che fece precipitare l’Italia nel buio e nell’orrore che le guerre producono,  tracciando anche il profilo dell’importante e indispensabile contributo delle donne alla lotta partigiana e le loro difficoltà iniziali nell’affermarsi libere e indipendenti dagli stereotipi di cui ancora gli inizi del ‘900 erano aspramente impregnati. È stato anche sottolineato il ruolo di presidio dell’Anpi  unitamente a quello del sindacato e dei partiti nella difesa della Costituzione minata nei suoi principi cardine, come quelli che fanno da garanti ai lavoratori ed al diritto al lavoro, e nella tutela dei presidi democratici. Ha inoltre presentato ed invitato alla partecipazione il 25 aprile al corteo che si svolgerà a Catania e che partirà alle 9,30 da piazza Stesicoro e che toccherà i punti simbolici della città legati alla lotta per la liberazione, omaggiando le figure catanesi come quella di Graziella Giuffrida che diedero la propria vita nella lotta contro l’occupazione dei nazisti e la complicità dei fascisti.

Giuliana Buzzone