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E’ la prima volta che tra i banchi di un’aula parlamentare, cuore della democrazia, siedono coloro che hanno vissuto sulla propria pelle l’esperienza della liberazione dal fascismo mettendo in gioco la vita per la libertà. Ed è stato bello festeggiare insieme il settantesimo anniversario della Liberazione, ascoltare le loro testimonianze e poi, al termine della cerimonia, sentire risuonare spontaneamente nell’emiciclo le note di ‘Bella Ciao’, soprattutto perché a cantarle c’erano anche partigiane e partigiani.

La Resistenza è stata una delle rare occasioni in cui le scelte individuali si sono identificate nel destino collettivo della nazione. A combattere furono uomini e donne di diverse generazioni, di diverso ceto sociale, di diversa appartenenza politica. E importante fu l’apporto attivo delle donne per le quali la lotta fu anche un’occasione di emancipazione rispetto al ruolo di madri e mogli che le aveva riservato il fascismo.

Parlare di Resistenza vuol dire mantenere viva la memoria e anche fare in modo che quelle conquiste non vengano compromesse. Ma oggi le conseguenze della crisi economica rischiano di minacciare la tenuta di valori e diritti per i quali i partigiani hanno combattuto. Dunque, a loro va la gratitudine delle istituzioni e a tutti noi il compito di fare dell’Italia un Paese più democratico e giusto.

Appello ai docenti di tutte le scuole : Il 25 Aprile è Il 70 anniversario della Liberazione manifestiamo insieme studenti, operai, professori,per difendere la scuola, il lavoro, la pace, la Costituzione a Catania da: anpi catania

Appello ai docenti di tutte le scuole
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Il 25 Aprile è Il 70 anniversario della Liberazione manifestiamo insieme studenti, operai, professori,per difendere la scuola, il lavoro, la pace, la Costituzione

Carmelo Salanitro sacrificò la propria vita per non piegarsi al fascismo e per difendere la pace,fu assassinato il 24 aprile 1945 a Mauthausen dai nazisti.
Da: pagine dal diario di Carmelo Salanitro a cura di Rosario Mangiameli
18 Dicembre 1931
La grande differenza fra gli insegnanti delle Università Spagnuole e quelle delle Università Italiane.In Spagna i professori universitari per gli anni che durò la dittatura monarchica esercitata per mezzo di Primo De Rivera tennero accesi negli animi degli studenti il sacro fuoco della libertà e seppero con la loro indomita fierezza guidare la Nazione alle giornate del riscatto e alla Repubblica. In Italia invece i rappresentanti dell’alta cultura, adescati o intimiditi si piegarono subito alla servitù mussoliniana, salvo pochissime eccezioni.