Gli ex deportati al fianco di chi si batte contro la barbarie della “guerra di religione” da: ANED

Fondazione Memoria della Deportazione

Gli ex deportati al fianco di chi si batte contro la barbarie della “guerra di religione”

All’indomani dell’attentato terroristico di Parigi l’ANED ha diffuso questa presa di posizione

L”Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi nazisti si associa allo sdegno che ha percorso il mondo intero dopo il criminale assalto alla redazione del settimanale francese Charlie Hebdo,  e aderisce alle manifestazioni e ai presidi che sono stati organizzati anche per i prossimi giorni in moltissime città italiane.
L’attacco terrisristico di Parigi, che ha provocato 12 vittime, ha voluto colpire l’Europa intera, cercando di coinvolgerla in una tragica guerra “di religione” che viene contrabbandata da tutti gli estremisti e da tutte le destre europee come uno “scontro di civiltà”. Questo episodio drammatico del resto non è neppure l’ultimo di una lunga serie di attentati e di azioni criminali in Francia e in altri paesi, sovente di smatrice antisemita, che sono proseguiti anche all’indomani dell’assalto armato al settimanale parigino.
Gli ex deportati nei campi nazisti e i loro familiari hanno ben presente che jihadisti NON rappresentano i musulmani di tutto il mondo e che le generalizzazioni provocano solo dolori e lutti.
L’ANED condanna fermamente la logica terroristica di contrapposizione irrazionale che i fanatici della Jihad vogliono introdurre in Europa e tra l’Europa e i Paesi arabi. Nello stesso tempo condanniamo le gravissime proposte di reintroduzione della pena di morte avanzate da Marine Le Pen in Francia e le prese di posizione xenofobe e razziste di Matteo Salvini in casa nostra.
In queste ore drammatiche il nostro punto di riferimento resta il solenne “Giuramento di Mauthausen“, fatto proprio dai deportati di tutta Europa all’indomani della Liberazione:

Così come con gli sforzi comuni di tutti i popoli il mondo ha saputo liberarsi dalla minaccia della prepotenza hitleriana, dobbiamo considerare la libertà conseguita con la lotta come un bene comune di tutti i popoli. La pace e la libertà sono garanti della felicità dei popoli, e la ricostruzione del mondo su nuove basi di giustizia sociale e nazionale è la sola via per la collaborazione pacifica tra stati e popoli.”

Il mondo è uscito 70 anni fa, con un costo immenso di vite umane, dall’abisso di barbarie in cui venne trascinato dal nazifascismo: il nostro imegno resta quello di batterci in difesa dei valori della libertà, della pace, della depocrazia e della fratellanza tra i popoli.

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