Trattativa, Fava: “Lo Voi appoggi pubblicamente l’inchiesta” da: l’ora quotidiano

L’auspicio del vice presidente della commissione parlamentare antimafia: “Al netto dei curricula vorrei essere certo che il nuovo procuratore capo dia sostegno all’inchiesta sul patto Stato mafia”

di Giuseppe Pipitone

18 dicembre 2014

“Al netto dei curricula vorrei essere certo che il nuovo procuratore capo appoggi e dia sostegno all’inchiesta sulla Trattativa”. E’ questo l’auspicio di Claudio Fava, vice presidente della commissione parlamentare antimafia, dopo che ieri sera il plenum del Csm ha nominato Franco Lo Voi come nuovo procuratore di Palermo.

Onorevole Fava, per la prima volta il procuratore capo di Palermo viene eletto con una maggioranza di voti laici, piuttosto che togati: che segnale è?
L’elezione con i voti dei laici è frutto di una parcellizzazione delle correnti: Io spero che nessuno lo legga come un segnale di normalizzazione, di ritorno al passato, che non si traduca in un commissariamento politico della procura di Palermo. E anzi vorrei che il nuovo procuratore si esprima chiaramente su alcuni punti fondamentali.

Per esempio la questione Trattativa?
Ovviamente si: quello è un processo fondamentale per ricostruire giudiziariamente una verità storica essenziale per questo Paese. Un procuratore non ha bisogno di fare un comunicato stampa: per questo spero che Lo Voi sostenga pubblicamente con i fatti quell’inchiesta e i magistrati che la stanno portando avanti, rischiando grosso in termini personali.

Lo Voi ha battuto Sergio Lari e Guido Lo Forte nonostante avesse meno titoli e meno anzianità: come è stato possibile?
Perché il Csm ha seguito la regola dei numeri piuttosto che quella dei titoli, Ma al netto dei curricula, quello che importa, ora, è che Lo Voi rinnovi il sostegno ai pm della Trattativa, e all’inchiesta in corso.

Si tratta dello stesso pm che dopo la strage di via d’Amelio non firmò il documento contro Pietro Giammanco, il procuratore che isolò Paolo Borsellino: un aneddoto che a Palermo i magistrati più anziani non hanno dimenticato.
Certo, è anche il sostituto pg che si rifiutò di rappresentare l’accusa al processo Andreotti. Spero solo che vent’anni non siano passati invano. Anche per lui.

A luglio la nomina del nuovo procuratore sembrava immediata con Lo Forte indicato come favorito: poi la lettera del Quirinale ha azzerato tutto. Come valuta l’intervento del Colle?
La scelta del Quirinale è paradossale: il bene superiore era coprire una procura tra le più esposte d’Italia. Subordinarla ad altri uffici, comportandosi con piglio notarile su questioni tanto delicate è stata una scelta sbagliatissima.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: