la versione integrale della relazione e delle conclusioni del Presidente Smuraglia al Consiglio Nazionale ANPI scorso.

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Conclusioni Smuraglia CONS NAZ ANPI 2014-1

Relazione introduttiva Smuraglia CONS. NAZ. ANPI 2014-1

Cassa integrazione ancora ai livelli massimi. L’elaborazione della Cgil Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Poco meno di 940 milioni di ore di cassa integrazione, richieste e autorizzate, registrate nei primi dieci mesi dell’anno, di cui ben oltre la metà fatte di cassa straordinaria. Un monte ore di cig, fatto per oltre il 50% di cassa straordinaria a dimostrazione della natura strutturale della crisi, determinato da una richiesta media per mese che supera le 90 milioni di ore, ad un soffio per l’ennesima volta dal miliardo a fine anno, e che relega in cassa a zero ore circa 540 mila lavoratori da gennaio. Dall’inizio della crisi,ottobre 2008 ad ottobre 2014 siamo ormai a sei miliardi e 300 milioni di ore di cig.
Lavoratori che hanno subito un taglio del reddito pari a 3,6 miliardi, ovvero 6.700 euro netti in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore. Questi alcuni dati del rapporto di ottobre dell’Osservatorio Cig della Cgil, frutto di elaborazioni delle rilevazioni sulla cassa condotte dall’Inps.Secondo il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino, “la recrudescenza della crisi, come emerge dai dati del rapporto, richiederebbe scelte politiche di tutt’altra natura.

Per Sorrentino, infatti, “la situazione sociale ed economica in cui versa il Paese, le scelte fallimentari del governo – dal Jobs Act alla legge di Stabilità, passando per i provvedimenti sulla Pa – insieme alla decisione di quest’ultimo di condividere a pieno le ricette di Confindustria e delle altre associazioni datoriali, impongono un vero e positivo cambiamento. Per questi motivi saremo in piazza il 12 dicembre, per questo continueremo la mobilitazione e la lotta per dare al paese la sola cura possibile: il lavoro, nel pieno dei suoi diritti e delle sue tutele”.

Dati cig ottobre – Dall’analisi di corso d’Italia si rileva come il totale di ore di cassa integrazione a ottobre sia stato pari a 118.224.384 di ore richieste e autorizzate, in aumento sul mese precedente del +13,17%. Nei primi dieci mesi dell’anno si sono registrate 937.339.812 ore di cig per un -3,56% sullo stesso periodo dello scorso anno. Nel dettaglio emerge che la cassa integrazione ordinaria (cigo) cala ancora a ottobre su settembre del -7,54%, per un totale pari a 19.975.631 di ore. Da inizio anno la cigo invece ha raggiunto quota 209.705.335 di ore per un -31,46% sul periodo gennaio-ottobre del 2013.

La richiesta di ore per la cassa integrazione straordinaria (cigs), sempre per quanto riguarda lo scorso mese e che sono oltre il 55% del totale delle ore concesse, è stata di 65.457.719 per un +1,77% su settembre mentre da inizio anno si totalizzano 543.068.673 ore autorizzate per un +28,33% sullo stesso periodo dello scorso anno. Infine la cassa integrazione in deroga (cigd) ha registrato a ottobre una crescita sul mese precedente pari a +76,82% per 32.791.034 di ore richieste. Nei dieci mesi trascorsi da inizio anno, rispetto allo stesso periodo dello scorso, la flessione della cigd è stata del -23,98% per complessive 184.565.804 di ore.

Causali di cigs – Continua a crescere il numero di aziende che fanno ricorso ai decreti di cigs. Da gennaio a ottobre sono state 6.960 per un +24,37% sullo stesso periodo del 2013 e riguardano 12.899 unità aziendali territoriali (+32,08%). Nello specifico si registra un aumento dei ricorsi per crisi aziendale (3.297 decreti da inizio anno per un +3,16% sui primi dieci mesi del 2013) che rappresentano il 47,37% del totale dei decreti, così come si evidenzia un deciso aumento di ricorsi relativi ai contratti di solidarietà (2.473 decreti per un +55,14% sul periodo gennaio-ottobre dello scorso anno) e che sono il 35,53% sul totale. Aumenti anche per il concordato preventivo (501 per un +136,32%) e per il fallimento (209 per un +31,45%). Crescono anche le domande di ristrutturazione aziendale (184 per un +5,75%) mentre diminuiscono quelle di riorganizzazione aziendale (192 per un -4,48%). Nello studio della Cgil si osserva che “gli interventi che prevedono percorsi di reinvestimento e rinnovamento strutturale delle aziende continuano ad essere irrilevanti, pari al 5,40% del totale dei decreti (erano il 6,85% nel 2013). Segnale palese, e sottovalutato, del processo di deindustrializzazione in atto nel paese”.

Regioni – Nelle regioni del nord si registra il ricorso più alto alla cassa integrazione. Dal rapporto della Cgil emerge che al primo posto per ore di cassa integrazione autorizzate nei primi dieci mesi dell’anno c’è la Lombardia con 231.910.248 di ore che corrispondono a 132.976 lavoratori (prendendo in considerazione le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il Piemonte con 111.051.619 di ore di cig autorizzate per 63.676 lavoratori e il Veneto con 78.327.646 di ore per 44.913 persone. Nelle regioni del centro primeggia il Lazio con 80.612.622 di ore che coinvolgono 46.223 lavoratori. Mentre per il Mezzogiorno è la Campania la regione dove si segna il maggiore ricorso alla cig con 59.186.750 di ore per 33.937 lavoratori.

Settori – La meccanica è ancora il settore dove si è totalizzato il ricorso più alto allo strumento della cassa integrazione. Secondo il rapporto della Cgil, infatti, sul totale delle ore registrate nel periodo gennaio-ottobre, la meccanica pesa per 330.488.972, coinvolgendo 189.501 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore). Segue il settore del commercio con 125.825.839 ore di cig autorizzate per 72.148 lavoratori coinvolti e l’edilizia con 105.796.427 di ore e 60.663 persone.

Occupazione e lavoratori in cig – Considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (22 settimane da inizio anno), sono coinvolti nel periodo gennaio-ottobre 1.074.931 lavoratori in cigo, cigs e in cigd. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 44 settimane lavorative, si determina sullo stesso periodo un’assenza completa dall’attività produttiva per 537.465 lavoratori, di cui oltre 310 mila in cigs e 105 mila in cigd. Continua così a calare il reddito per migliaia di cassintegrati: dai calcoli dell’Osservatorio della Cgil si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito, a partire da inizio anno, 3 miliardi e 594 milioni di euro al netto delle tasse, pari a 6.688 euro in meno in busta paga per ogni singolo lavoratore in cassa a zero ore.

La vera storia di Matteo Renzi, “l’uomo loro”: la racconta il libro di Davide Vecchi (Chiarelettere) | Autore: Maria R. Calderoni da: controlacrisi.org

“Mi chiamo Peter Parker (pardon, Matteo Renzi) e sono l’Uomo Ragno da quando avevo quindici anni. Qualche domanda?”. L’Uomo Ragno Matteo Renzi ha una tela e ovviamente una ragnatela. Fittissima, fortissima, diffusissima. Tentacolare, diverticolare, strisciante, invadente: l’Uomo Ragno Matteo Renzi se l’é costruita ad alta velocità e senza intoppi, proprio mentre il Pd c’era e se c’era dormiva. Perché lui, Renzi, a differenza di altri, non è stato creato e mandato dalla Provvidenza; no, lui si é fatto da solo con gli amici suoi, pezzetto dopo pezzetto, riavvolgendosi ben bene nella sua ragnatela, costruendosi giorno per giorno, piazzandosi porta a porta, vendendosi a gogò sia in chiaro che non. E tutto ciò sempre sotto gli occhi di quei morti di sonno del Pd, ai quali ha sottratto – con destrezza ragnesca – praticamente tutto, le primarie, le secondarie, il partito, il Palazzo Chigi (sinora…).

È appunto quello che racconta, con abbondante e rigorosa messe di dati e fonti, questo libro di Davide Vecchi – “L’Intoccabile. Matteo Renzi. La vera storia”, Chiarelettere, pag.188, €13,90 – . Un libro che rivela il “miracolo” Renzi. Un miracolo che, come tutti i miracoli, non c’è; infatti, realisticamente, non trattasi altro che di un caso quasi banale di marketing e sponsorizzazione ben riuscito; del lancio ben organizzato (ricordate la Nutellla?) di un Nuovo Prodotto, il Matteo Renzi. Ovviamente, sempre tutto sotto gli occhi di quei morti di sonno del Pd.
Il libro e a suo modo una specie di Crozza nel Paese delle Meraviglie, vale a dire, la “vera” storia di Matteo Renzi. Era solo un boy scout, un segretariuccio di un PPI di paese, un presidentello di Provincia che sembrava destinato (politicamente) a vivere e morire lì, snobbato dai piddini sia toscani che non. Invece.

<L’ascesa politica di Renzi – dice il libro – comincia nel 2007. Per l’esattezza, il 22 ottobre, ore 13,30. Quel giorno 106 tra imprenditori, avvocati, commercialisti, nobili, politici, amici entrano all’hotel Brunelleschi di Firenze staccando un assegno da mille euro ciascuno per partecipare al pranzo>. Si tratta della <prima iniziativa della neonata associazione Link , finalizzata esclusivamente a raccogliere fondi per sostenere la candidatura di Renzi alle primarie per la scelta del sindaco del capoluogo toscano>.

Lo sapevate? Nell’occasione, <a fare gli onori di casa c’é il suo tutor politico Francesco Rutelli, leader della Margherita> (a cui il Matteo si è opportunamente iscritto). E tra i presenti, spiccano “l’amico e socio di Denis Verdini Riccardo Fusi” (quello finito in carcere per la bancarotta della Btp, uno della famosa “cricca” del G8 “); Andrea Bracci, amico di famiglia, socio di Tiziano Renzi (il padre del noto Matteo) nonché cospicuo tramite con il mondo imprenditoriale toscano e non; e poi c’è lui, il quasi fratello Marco Carrai, suo sodale di sempre e gran raccoglitore di fondi.

Marco Carrai chi? Anche di lui certo non sapevate niente. Per illustrarlo, sia pure per sommi capi, il libro di Vecchi ci impiega cinque pagine. Questo Carrai – che nasce bene in quel di Greve in Chianti, grandi proprietà in Toscana e ville in Sardegna – esibisce infatti nel curriculum dei suoi trentanove anni oltre venti posti eccellenti, tra incarichi partecipazioni, titoli, e chi più ne ha più ne metta. Robetta che va dalla Firenze Parcheggi, all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, al Gabinetto Vieusseux, all’Assaeroporti, alla Cambridge Management Consulting, , alla C&T Crossmedia, alla Imt Foundation di Boston, ecc ecc. Il Marco Carrai che “dal 2009 è il committente responsabile della campagna per l’elezione a sindaco di Renzi”, appunto il tramite di banchieri, imprenditori, finanzieri, politici, amministratori, burocrati; “la bella gente” di Renzi.

Mica solo Carrai. La ridda di sigle, nomi, sponsor, finanziatori, sostenitori che appare affiancata alla cosidetta “carriera di Renzi” è semplicemente stupefacente. Se non fosse altamente “sospetta”. Tanto per fare un altro elenco di nomiecognomi (scusate, ma il libro é una autentica miniera, leggere per credere): compaiono – vedi dati, per altro non completi, forniti dalla Fondazione Big Bang, la cassaforte dell’ ex boy scout di Rignano – Davide Serra, finanziere; Iacopo Mazzei, presidente Cassa di Risparmio di Firenze, Guido Ghisolfi, vicepresidente della Mossi&Ghisolfi di Tortona; Paolo Fresco, ex presidente della Fiat; Franzo Grande Stevens, l’avvocato della famiglia Agnelli; Eva Energie Spa dell’ex presidente dell’Enel Chicco Testa; Carlo Micheli, consigliere di Banca Leonardo; Fabrizio Landi, amministratore della società Esaote; Carlo Salvatori, presidente di Allianz Italia; Orsero e Vincenzo Manes di Kme, ex gruppo Orlando, il maggior produttore mondiale di rame e leghe in rame…Ecc ecc.

Dalle Leopolde in là. Mentre, al solito, quelli del Pd non se ne accorgono (nessuno finora è riuscito a sapere se ci sono o ci fanno) tutto é già stato stabilito – là dove si puote – e il treno Renzi é in corsa. Dalla Provincia al Comune dal Comune al Pd dal Pd al Palazzo Chigi: tutto costruito e preparato – anzi, pre-preparato – ad hoc. Come volevasi dimostrare, Berlusconi adiuvando: l’uomo “loro” al potere.
Ovviamente, il libro di Vecchi tocca tutti i tanti passaggi politici, sociali, propagandistici – ivi compresi errori e sottovalutazioni (passati e presenti) del Pd, finito ad accettare un segretario-avversario (!) – che segnano la marcia del Matteo; e le sorprendenti “scoperte” sono tante anche qui.
Ma la sostanza resta quella. Renzi, l’uomo “loro”.