“Stop Razzismo”, a Castelvolturno e a Roma, i cortei migranti contro lo show di Salvini Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

La risposta al lugubre corteo Lega-fascisti di Milano arriva dal Sud. Un corteo di almeno ottomila immigrati ha animato ieri un lungo tratto di quasi dieci chilometri di Domiziana a Castel Volturno chiedendo una modifica della normativa sull’immigrazione a partire dalla cancellazione della Bossi-Fini. La manifestazione, intitolata “Stop Razzismo”, è stata organizzata dal Movimento Migranti e Rifugiati di Caserta in contrapposizione alle iniziative “Stop Invasione” organizzate a Milano dalla Lega e da Fratelli d’Italia a Reggio Calabria.
Una lunga mobilitazione partita dopo i fatti di Pescopagano del luglio scorso che qualche giorno fa ha dato i suoi frutti con la presentazione da parte del ministero dell’Interno, tramite il prefetto Mario Morcone, di un piano straordinario che diverrà operativo entro novembre e che farà emergere oltre mille immigrati irregolari di Castel Volturno che hanno determinati requisiti, vale a dire che vivono nel comune casertano da anni, che hanno un lavoro e una famiglia, insomma che non sono più rimpatriabili. All’annuncio dato dagli organizzatori è scoppiato un grande applauso tra gli stranieri. “Siamo qui per chiedere i diritti che ci spettano perché tutti lavoriamo” ha gridato dall’altoparlante Mamadou Kwasi, immigrato ivoriano che da anni lavora a fianco degli stranieri.
“Salvini dà false informazioni e falsi numeri sugli immigrati – ha spiegato Mimma D’Amico del Centro sociale ex Canapificio sede del Movimento Migranti e Rifugiati – quando dice che su 40754 richieste di asilo presentate negli ultimi 14 mesi solo 4288, ovvero il 10%, sono state accettate mentre la restante parte dei migranti richiedenti è ora clandestina. Degli oltre 38mila stranieri non riconosciuti come rifugiati, quasi 23mila si sono visti riconoscere status di protezione diversi (protezione sussidiaria per 9055 immigrati, protezione umanitaria per altri 13649). Dunque solo 12.081 migranti sono irregolari, ma qualcuno ha fatto ricorso contro il diniego al tribunale ed è in attesa di sentenza, qualcun altro si è reso irreperibile mentre moltissimi sono senza passaporto”.

Migliaia anche a Roma, nel quartiere di Torpignattara, venerdì scorso, dove poche settimane fa c’è stato un omicidio razzista di un ragazzo del Bangladesh, Shazhad, di 28 anni e padre di un bambino di appena tre mesi. Sono scesi in piazza per rifiutare la presenza razzista di un gruppetto di fascisti. Quello che doveva essere un semplice volantinaggio è diventato ben presto un presidio di protesta e poi un corteo per le strade del quartiere. A protezione dello sparuto gruppo di neofascisti si sono schierati immediatamente i blindati dei carabinieri e decine di agenti in assetto anti-sommossa, che hanno intimato ai manifestanti di disperdersi. Di fronte al rifiuto di smobilitare, però, i cordoni dei carabinieri hanno dovuto spingere i manifestanti fino al centro dell’incrocio tra via Casilina e via dell’Acqua Bullicante dove l’iniziativa è diventata sempre più affollata e in molti hanno scandito lo slogan “fuori i fascisti e i razzisti da Torpignattara”. La piazza ha deciso di non rispondere alle provocazioni della polizia, muovendosi in corteo per le strade del quartiere dietro uno striscione che recitava “Il vero degrado è la guerra tra poveri”. In molti si sono affacciati dai balconi, salutando la manifestazione che si è conclusa all’altezza del “cannone” di via Casilina. Qui, diversi interventi hanno rilanciato il corteo organizzato dai comitati di quartiere per giovedì 23 ottobre

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