Migliaia a Torino contro il Jobs act sotto le bandiere della Fiom, che protesta contro l’intervento della polizia Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Migliaia di lavoratori hanno partecipato alla manifestazione regionale organizzata dalla Fiom a Torino contro la riforma del lavoro. Il corteo, al quale ha preso parte il segretario generale Maurizio Landini, è partito dalla stazione di Porta Susa e raggiungere piazza Castello. Circa 20 pullman sono arrivati da tutto il Piemonte. Ad aprire il corteo i lavoratori della De Tomaso e, subito dopo, quelli della Fiat. Presenti al corteo, che ha raggiunto piazza Castello, la Cgil di Torino e del Piemonte e molte categorie, dalla scuola alla funzione pubblica e ai pensionati. Molte bandiere di Rifondazione Comunista. Sul palco è stato messo uno striscione “Mai la nostra firma per i licenziamenti”. Una delegazione della Fiom ha incontrato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che è a Torino per partecipare al vertice europeo sul lavoro. Contro il vertice c’è stata una grande iniziativa in piazza del mondo dell’antagonismo e degli studenti. Non è andata giù alla polizia che, a poca distanza dal comizio della Fiom, li ha caricati un paio di volte.

“Questa piazza di Torino e’ una prima risposta. Il premier diceva che la Cgil e la Fiom non rappresentano piu’ nessuno, a lui potremmo dire ‘venga qui a contarci'”, ha detto Landini che ha tenuto il comizio finale. Landini si e’ rivolto anche agli studenti sottolineando l’importanza della scadenza “perche’ noi a differenza del governo vogliamo unire il Paese e non dividerlo e lo diciamo anche a quanti, in fondo alla piazza, in modo sciocco, continuano ad andare contro le forze dell’ordine”.
La Fiom, poi, per pbocca del segretario generale di Torino ha protestato per il comportamento della polizia. “Abbiamo avuto una netta percezione che ci sia stato un eccesso di reazione da parte delle forze dell’ordine, in particolare quando sono stati lanciati lacrimogeni in direzione del palco. Ho chiesto al questore un incontro, gi… oggi, per farglielo presente”, ha detto Federico Bellono. “Il numero delle persone coinvolte nei disordini – ha aggiunto Bellono – era irrisorio: 50 o 100 al massimo, di fronte a migliaia di lavoratori. Siamo in una fase in cui ci saranno molte iniziative sindacali, è necessario che si gestiscano nel modo migliore possibile”.

Sull’intervento della polizia c’è il giudizio negativo del segretario del Prc di Torino, Ezio Locatelli. “Vogliono soffocare sul nascere il movimento di opposizione che sta insorgendo contro le politiche antisociali e di smantellamento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori portate avanti dal governo Renzi”, si legge in una nota. Secondo Locatelli, la polizia, dopo aver inizialmente risposto con un fitto lancio di lacrimogeni ad un innocuo lancio di uova in direzione di un corteo degli studenti, “non ha trovato di meglio che accrescere il clima di tensione sparando lacrimogeni anche in direzione della manifestazione dei metalmeccanici in corso in piazza Castello”. “Noi eravamo presenti e abbiamo potuto vedere. Il lancio indiscriminato e arbitrario di lacrimogeni – ha aggiunto Locatelli – ha disperso gran parte dei manifestanti convenuti alla manifestazione della Fiom. Era questo l’obbiettivo delle forze di polizia?” Le mobilitazioni proseguiranno, assicura Locatelli, con il pieno sostegno di Rifondazione Comunista.
Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc, giudica “vergognoso” l’intervento della polizia e che “il governo impedisca con i lacrimogeni lo svolgimento della manifestazione dei metalmeccanici della Fiom di Torino”. “Renzi non riuscirà a nascondere il disagio sociale – conclude Ferrero – sotto i cumuli di menzogne che racconta ogni giorno, non riuscirà ad impedire che il popolo scenda in piazza e si faccia sentire direttamente. Senza selfie e senza twitter”.

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