L’insaziabile Matteo-mani-di-forbice: la manovra balza a 36 miliardi. Perfino Chiamparino protesta!!!Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

Il governo Renzi vara un manovrone da 36 miliardi sperando di cavarsela in Europa e di poter dare un qualche incentivo alle imprese con il taglio delle tasse. Nel gioco delle entrate e delle uscite della Legge di stabilità saranno molto pesanti i tagli alla spesa pubblica con la spending review di 15 miliardi; in particolare nei settori della sanità e sul piatto ci sono tanti buoni auspici nelle intenzioni di recuperare quasi 4 miliardi di entrate dalla lotta all’evasione fiscale. Confermati il taglio dell’Irap, un vero e proprio regalo alle imprese che Confindustria saluta usando toni entusiastici, e il trasferimento del Tfr in busta paga. Contenti gli imprenditori mentre le Regioni mettono le mani avanti: con i tagli annunciati l’unica via per le amministrazioni decentrate sarà quella di alzare le imposte locali. La bomba infatti deve ancora arrivare e si chiamerà “local tax”. Renzi ha detto che non è nella manovra ma l’ha comunque confermata.

Molto forte il grido di allarme lanciato dal presidente Chiamparino. “A Renzi dico che nessuno vuole aumentare le tasse, anzi. Ma ci sono limiti di tolleranza oltre i quali non si può andare”, dice Chiamparino. Il taglio per quattro miliardi, continua il governatore, “per cominciare, significa azzerare l’aumento del Fondo nazionale della Sanità nel 2015: se andrà bene, manterremo quello di quest’anno. Poi ci saranno da recuperare altri due miliardi”. E sottolinea: “altro che ridurre le tasse, sarà un miracolo se riusciremo a non aumentarle. Temo sarà difficile evitarlo”. Molto critico anche il giudizio della Cgil che ribadisce tutte le ragioni alla base della manifestazione del 25 ottobre a Roma. “Si continua su una logica di taglio che non risponde all’urgenza che ha il Paese”, ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, secondo la quale “il nostro sogno è che si faccia una manovra che crei lavoro. Ma questa invece è una manovra in cui non si vedono effetti positivi in termini di occupazione, in cui continuano ad esserci moltissimi tagli a enti locali e sanità. Soprattutto è una manovra in continuitàche pensa che l’unica leva sulla quale agire sia la diminuzione delle tasse per alcuni e che non mette invece quelle risorse in investimenti e creazione effettiva di posti di lavoro. Non c’è un principio di giustizia fiscale e di e di spostamento del carico fiscale”. Per la Cgil è inoltre molto grave la decisione di aumentare la tassazione sui fondi pensione.

Secondo il segretario del Prc Paolo Ferrero, c faccia Renzi a dire che ha messo in piedi una manovra di sinistra ed espansiva “non è dato sapere”. “O è grullo o è in malafede. E’ infatti del tutto evidente – continua Ferrero – che il taglio di 15 miliardi di spesa pubblica produrrà contemporaneamente una ulteriore distruzione del welfare, oltre ad essere una misura pesantemente recessiva. Parimenti il grande regalo fatto ai padroni con il taglio dell’IRAP, vista la situazione del mercato mondiale, determinerà solo un aumento dei profitti senza particolari vantaggi per l’economia italiana. Libertà di licenziamento, distruzione della sanità pubblica e rispetto dei diktat della Merkel, è questo ciò che Renzi copre quotidianamente con le sue chiacchiere: peggio di Berlusconi”.

Ora Renzi dovrà vedersela con l’Ue. “Italia e Francia – scrive il Wsj stanno entrambe lottando con un’attivita’ delle imprese stagnante e un’alta disoccupazione, e sono cosi’ riluttanti a infliggere ad un’economia gia’ debole aumenti di tasse o tagli alla spesa pubblica”. “Ma la Commissione europea – prosegue il quotidiano – potrebbe contestare questa mancanza di un rigore piu’ ambizioso nelle manovre” di Roma e Parigi. E “l’imminente scontro potrebbe mettere alla prova i nuovi poteri di controllo della Commissione sulle finanze pubbliche dei singoli stati”.

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