Fiom:”Siamo pronti ad occupare le fabbriche”. A Milano operai e precari (Usb) contro il summit Ue Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

“Autunno caldo? Assolutamente sì. Siamo pronti ad occupare le fabbriche”, Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, da piazzale Lotto alla partenza del corteo da composto da diverse migliaia di persone contro il vertice Ue sul lavoro a Milano da piazzale Lotto, usa parole molto chiare. Alla manifestazione, partita con lo striscione “Stop Jobs act”, partecipano sigle sindacali, lavoratori, studenti e centri sociali. E’ la giornata dello sciopero dei metalmeccanici milanesi contro il jobs act che “è un disegno vecchio che ci riporta a quando i diritti non erano ancora garantiti”. Il riferimento di Landini alle occupazioni è diretto anche alle numerose vertenze aperte contro chiusure e ristrutturazioni. “Che non venga in mente al governo di accettare le proposte, di fare lui le mediazioni dove si abbassa il salario perche’ una logica di questo tipo non e’ accettabile e siccome molte multinazionali ci stanno ponendo questo problema, e’ chiaro che noi per difendere il lavoro con i diritti, non escludiamo assolutamente nulla. E, se necessario, anche forme di occupazione delle fabbriche che servono a difendere il lavoro”,aggiunge Landini.

Questo e’ il primo sciopero dei metalmeccanici. Ce ne sono in programma altri in altre regioni,a partire dall’Emilia Romagna, fino alla manifestazione di Roma e oltre, “perche’ non ci interessa solo protestare, noi vogliamo davvero cambiare questo Paese”, ha proseguito Landini. “Le proposte del governo Renzi sono sbagliate perche’ peggiorano le condizioni. Il vero cambiamento e’ estendere i diritti, far ripartire gli investimenti, combattere la corruzione e andare a prendere i soldi dove ci sono”. “Non ci stiamo a essere dipinti come i conservatori – ha continuato Landini -, noi siamo quelli che si sono fatti il mazzo, producono ricchezza e pagano le tasse e vogliono cambiare il lavoro piu’ di tutti, ma bisogna che gli interessi di chi lavora ritornino al centro di questo Paese, perche’ adesso non lo sono”.

La giornata di mobilitazione è ricca di iniziative. Un blitz di protesta e’ stato effettuato intorno alle 10, a Milano, nella sede del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in via Mauro Macchi 9 sempre a Milano . Sul palazzo sono state lasciate scritte contro il Jobs Act e volantini contro la ‘speculazione sul lavoro’, e su Renzi e la Merkel. Oltre alla scritta contro il Jobs Act sono stati affissi dei volantini riportanti la frase ‘La speculazione la chiamano lavoro, il lavoro lo chiamano volontariato’.
Cobas, Slai Cobas, Cub, Usb intanto stanno manifestando su un piccolo ponte, un passaggio pedonale, nei pressi dell’area del Portello, sempre a Milano. Il luogo non e’ lontano dalla Fiera Milanocity, dove si tiene una riunione del ministri del lavoro Ue e dove confluirà anche il corteo della Fiom. I manifestanti, che nei mesi scorsi si erano gia’ resi protagonisti di alcune azioni, protestano contro il precariato a fianco delle “Madri nella crisi”, l’esperienza di lotta delle assistenti della sanità licenziate dal Policlinico dopo anni di servizio tra coop e agenzie interinali.

“Siamo a fianco della Fiom che manifesta in queste ore a Milano contro il vertice europeo sul lavoro e oggi pomeriggio saremo al presidio al Senato contro l’approvazione del jobs act – sottolinea Paolo Ferrero, segretario del Prc in una nota diffusa in mattinata -. Noi sfiduciamo il governo Renzi e questa Europa della Merkel che usano la crisi per distruggere i diritti di tutti i lavoratori e le lavoratrici. Oggi al Senato un parlamento di nominati voterà la fiducia alle Merkel ma non andranno distanti: le loro politiche aggravano la crisi e distruggono il futuro dei giovani. Il principale alleato di questo governo dei poteri forti è la demoralizzazione di massa, la stanchezza e il senso di impotenza: per questo invitiamo gli italiani alla mobilitazione: per battere il governo Renzi occorre sconfiggere l’apatia, la delega e l’attesa dei miracoli, occorre riprendersi in mano il proprio futuro con la lotta. Per questo serve lo sciopero generale!”

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