Renzi incontra Padoan sulla manovra: tagli, tagli e ancora tagli Autore: fabio sebastiani da: controlacrisi.org

Mentre a palazzo Chigi va in onda il teatrino della concertazione, Renzi e Padoan mettono appunto una valanga di tagli che serviranno da spina dorsale alla manovra. Il conto della manovra lievita dai 20 miliardi iniziali a circa 23-24. Come previsto nel Def, 11,5 miliardi non andranno coperti, perche’ in deficit. Gli altri andranno reperiti dai tagli ai ministeri e dalle riduzioni di spesa indicate da Carlo Cottarelli. Ci sono anche da trovare 1 miliardo per superare il patto di stabilita’ interno, stesso stanziamento da destinare alla “buona scuola”, mentre per i nuovi ammortizzatori sociali del Jobs act si cerca 1 miliardo e mezzo. Le spese indifferibili ammontano a 4-5 miliardi di euro, mentre le coperture lasciate in eredita’ dal governo Letta sono di 3 miliardi.
La sforbiciata alla municipalizzate sembra uno dei capitoli del piano Cottarelli su cui il governo potrebbe puntare con piu’ decisione gia’ nel 2015, ottenendo da una prima sfoltita tra 500 milioni e un miliardo. Nel novero di chi sara’ chiamato a fare ‘i compiti’, comunque, insieme a dicasteri, Comuni e Regioni ci dovrebbe essere anche la sanita’. Salvo il Fondo sanitario per il 2014, infatti, per il 2015 le certezze vacillano ed e’ in corso una delicatissima trattativa tra governatori e Palazzo Chigi. Perche’ i budget ‘extra-sanitari’ sarebbero gia’ al lumicino e se si chiede alle autonomie l’ennesimo sforzo, e’ il ragionamento, non si puo’ che andare a ritoccare gli oltre 110 miliardi del Fondo. Si arrivera’ quasi certamente ad un taglio di fondi alla sanita’ per il 2015.
Per reperire le risorse il governo, ricorda il viceministro dell’Economia Enrico Morando, potra’ sfruttare il margine di indebitamento di cui dispone grazie alla differenza tra deficit tendenziale e deficit programmato (dal 2,2 al 2,9%). Si tratta “di 0,7 punti di Pil, circa 11 miliardi”. Il resto, circa dieci miliardi, arrivera’ dalla spending review, tra implementazione delle misure gia’ varate (con il dl Irpef e la riforma della P.a.) e “cio’ che arrivera’ da innovazione legislativa”. Per dare una spinta all’economia ci saranno, spiega, circa “15 miliardi”, tra conferma del bonus degli 80 euro (circa 10 miliardi), nuovo intervento sul taglio del costo del lavoro per le imprese (circa 2 miliardi) e le risorse per sostenere il Jobs act, sia “per i nuovi ammortizzatori, sia per le politiche attive per il lavoro” (circa 1,5 miliardi). Per il viceministro, inoltre “ci sara’ spazio” anche per confermare “gli sgravi Irpef per le ristrutturazioni e il cosiddetto ecobonus” (circa 1 miliardo), una misura “che sta funzionando bene” e che sta aiutando il comparto dell’edilizia “drammaticamente sofferente” per la crisi. Padoan è pronto a distribuire compiti ai suoi uomini e poi partire per un tour de force internazionale che lo portera’ prima a Washington, per G20 e riunione autunnale del Fondo monetario internazionale, e poi in Lussemburgo, il 13 e il 14, per le riunioni di Ecofin ed Eurogruppo. Riunioni in cui il ministro dell’Economia avra’ l’occasione di perorare la scelta italiana di allentare – seppur rimanendo in un sentiero tracciato – il percorso di risanamento per dar fiato all’economia e agganciare quella crescita che, l’ha ripetuto piu’ volte e in tutti i consessi, e’ l’unica vera chiave di volta per uscire dalla recessione.
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