I precedenti storici dell’indipendenza del Donbass da: www.resistenze.org – popoli resistenti – ucraina – 28-09-14 – n. 513


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Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

24/09/2014

Il colpo di Stato in Ucraina ha dato luogo a una maggiore contestazione nelle regioni orientali che in quelle occidentali. Questo si deve alle grandi differenze che vi sono tra le “due Ucraine” […]. Ma dove maggiormente vi è stata la resistenza al governo di Kiev è stato nelle province di Donetsk e Lugansk, dove la lotta è passata da politica a scontro armato. Queste due province formano il bacino del Donbass che insieme ad altre regioni orientali formano quella che viene definita la Novorossiya. Ma la Repubblica Popolare di Donetsk e Lugansk o l’indipendenza del Donbass hanno i loro precedenti nei tempi rivoluzionari della Rivoluzione d’Ottobre.

L’idea dell’unificazione amministrativa del Donbass ebbe origine nel XIX secolo, quando era uno dei centri industriali dell’impero russo. Le sue miniere di carbone, le fabbriche di acciaio e per la costruzione di macchinari rappresentavano quasi un terzo dell’economia russa di quegli anni. Fu il Congresso dei minatori del sud della Russia a promuovere questa idea.

Nemmeno la tradizione rivoluzionaria del bacino è nuova. Fu uno dei principali nuclei della rivoluzione del 1905. Il 6 dicembre di quell’anno, nella città di Gorlovka, la polizia aprì il fuoco contro i lavoratori in sciopero, assassinando decine di persone. Il giorno seguente, circa 4.000 lavoratori delle miniere e fabbriche nelle vicinanze della città riuscirono a sottomettere la polizia e prendere le loro armi. Come un esercito omogeneo, furono capaci di resistere per ore al reggimento zarista incaricato di fermare la ribellione. Furono centinaia coloro che morirono difendendo la dignità della classe operaia.

Dopo la Rivoluzione di febbraio del 1917, l’idea di creare una Repubblica nel margine destro del fiume Dniéper prese forza. In aprile si riunì a Kharkov il primo Congresso dei Soviet delle regioni di Krivoy Rog e Donetsk. Kharkov era stata considerata in forma ufficiosa e negli anni come la capitale di quelle regioni che ritenevano di avere poco in comune con il resto dell’Ucraina. Approssimativamente un centinaio di delagati eletti nelle fabbriche e nelle miniere accorsero al Congresso. Il tessuto industriale e le condizioni materiali di queste regioni erano molto simili tra loro e allo stesso tempo molto distanti dal resto dell’Ucraina. Questo Congresso approvò la creazione di un area territoriale con capitale Kharkov, che comprendeva il bacino di Donetsk (economicamente dipendente dal carbone) e il bacino di Krivoy Rog (dipendente dall’estrazione del ferro).

Nel novembre del 1917, i bolscevichi ucraini si trovano totalmente divisi. A Kiev si celebrò il Congresso dei bolscevichi ucraini mentre che a Kharkov si riunirono in forma separata i bolscevichi di Krivov Rog e Donetsk. In questi congressi cruciali si produsse un intenso dibattito tra i bolscevichi incentrato sul fatto che Donetsk dovesse o no far parte dell’Ucraina. Nel dicembre del 1917, di fronte all’avanzamento delle truppe tedesche e dell’Esercito Bianco, si creò a Kharkov la Repubblica Popolare Ucraina.

Nel febbraio 1918, e dopo un accalorato dibattito si decise di proclamare la Repubblica Sovietica di Donetsk e Krivoy Rog o semplicemente Repubblica del Donbass, presieduta da Fiodor Sergeyev (compagno Artiom), il principale promotore dell’idea. Con quasi tutto il territorio ucraino occupato dalle truppe tedesche e austriache, si decise la formazione dell’Esercito Popolare del Donbass, composto principalmente da minatori e operai delle fabbriche. Questo esercito contenne l’avanzamento tedesco, senza però riuscire a bloccarlo. Prima cadde Kharkov, poi Donetsk e per ultima Lugansk.

Dopo la pace di Brest, la decisione sull’Ucraina fu presa a Mosca. Così, si riunirono le parti discordanti e sotto la presidenza di Lenin, il governo sovietico decise la creazione di una grande Ucraina, senza indipendenza per Donetsk. Questo venne fatto per rispetto della minoranza ucraina alla quale si concesse l’opportunità di creare una grande Ucraina, all’interno del quadro della questione nazionale.

Quella Repubblica del Donbass durò appena 11 mesi. Le discordanze tra i bolscevichi dovevano esser sepolte per affrontare la grande sfida dell’edificazione del socialismo e vincere le minacce degli eserciti stranieri. Si decise di integrare il Donbass alla Repubblica Sovietica d’Ucraina per far fronte a un nemico maggiore. I bolscevichi del Donbass rinunciarono alle loro aspirazioni indipendentiste per difendere il socialismo di fronte al nemico esterno.

Oggi il Donbass reclama l’indipendenza per mera sopravvivenza. Non riconosce il governo illegittimo di Kiev. Nel 1918, l’esercito del Donbass lottò contro l’invasione tedesca; oggi i loro discendenti lottano per una causa simile. Non avrebbero problemi ad unirsi al resto dell’Ucraina a condizione che si rispetti il loro modo di vivere e la loro integrità. Hanno già dimostrato che se è necessario lottare, lotteranno.

 

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