Svezia, l’exploit del partito razzista di Akesson, così simile a Le Pen e Farage | Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Una margherita blu con centro giallo, un innocuo e rassicurante simbolo che evoca natura e pulizia oltre ai colori della bandiera nazionale: cosi’ si è presentato all’elettorato svedese il partito di estrema destra Democratici Svedesi (Sd) sotto la guida del giovane Jimmie Akesson, che è riuscito nell’impresa di raddoppiare il consenso per il suo partito. Il giovane leader, nato a Ivetofta, nella regione meridionale di Soelvesborg, aspetto da “bravo ragazzo” con occhialino rettangolari e capelli pettinati, e’ approdato alla destra estrema dopo aver militato da adolescente nella federazione giovanile del Partito Moderato, partito liberal – conservatore tradizionale. Nel 1995, all’eta’ di 16 anni, come racconta, è stato catturato con le argomentazioni del movimento contro l’immigrazione e contro l’Unione europea. Ai raduni di Sd, comunque, non sono mai mancate le simbologie estremiste e le divise naziste.

Akesson in queste elezioni ha puntato tutto sul volto “gentile” della xonofobia e sulla strategia politica dell'”ago della bilancia”, pronto cioè ad alleanze tattiche con il centrodestra o il centrosinistra. Sia Lovfen che Reinfeld hanno però escluso questa eventualità.

Se fino all’altro giorno la propaganda di Sd era connotata da simboli neonazisti e razzisti Akesson l’ha presentata come forza responsabile, di ispirazione nazionalista, battendo ossessivamente sul concetto che “meno immigrazione” equivale ad un “welfare piu’ sostenibile” per tutti, per gli svedesi come per gli immigrati gia’ integrati. Ha addirittura girato uno spot per scrollarsi di dosso ogni sospetto di razzismo, in cui compare accanto a due immigrati, uno dei quali, una donna, grida allo spettatore “Osate ribellarvi al razzismo!”.

Akesson e’ alla guida dell’Sd dal 2005 come leader unificante di fazioni e anime diverse di un minuscolo movimento il cui slogan era “mantieni la Svezia svedese” e il simbolo un minaccioso guerriero vichingo. Cambiatone il “look” in poco tempo, pur faticando – dicono gli osservatori – a moderare le intemperanze di molti militanti, nel 2010 gli era gia’ riuscito il miracolo di portare 20 deputati nel parlamento di Stoccolma con un 5,7% di voti ottenuto dal nulla. Un’operazione simile a quella compiuta da Marine Le Pen con il Front National francese e da altri partiti xenofobi europei.

La promessa agli elettori e’ di non assumere un atteggiamento barricadero in Parlamento, di non opporsi frontalmente a tutto. “Noi possiamo appoggiare proposte da destra e da sinistra. Dal campo socialdemocratico, per esempio, possiamo contribuire con decisione a rafforzare le indennita’ di disoccupazione”, ha spiegato di recente all’Afp.I Democratici Svedesi affondano le radici nell’estrema destra tanto simile a quella dei ‘confratelli’ di Danimarca, Olanda, Norvegia, Gran Bretagna (con Farage) e Francia (con la Le Pen).

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