Renzi: “Lo ammetto, la crescita sarà zero”Fonte: Il Manifesto | Autore: Antonio Sciotto

Il premier a “Porta a Porta”. La nuova legge di stabilità prevederà meno tasse sul lavoro, ma non ci sono soldi per estendere la platea degli 80 euro. Nessun intervento sulle pensioniAPorta a Porta, alla ripresa uffi­ciale delle ospi­tate tv, Mat­teo Renzi deve ammet­tere che non tutto è andato come da pre­vi­sioni: il tempo dei fuo­chi arti­fi­ciali, di moda quando si inse­diò a Palazzo Chigi, è bello che andato. Male il Pil, che quest’anno cre­scerà «intorno allo zero». Ed è con­fer­mato che sugli 80 euro non c’è trippa per gatti, o meglio per pen­sio­nati, inca­pienti e par­tite Iva, che non vedranno l’agognato allar­ga­mento della pla­tea: «Non sono ancora in con­di­zione di farlo». Ma l’invito agli ita­liani è di «smet­terla di cedere alla cul­tura del pia­gni­steo». Il pre­si­dente del con­si­glio, insomma, chiede ancora credito.

Ecco dun­que le pre­vi­sioni sul Pil: quest’anno, spiega il pre­mier a Bruno Vespa, sarà «intorno allo zero e non è suf­fi­ciente per ripar­tire: i dati nel 2014 non saranno entu­sia­smanti». L’Italia, ha spie­gato Renzi, ha perso posi­zioni in que­sti anni: –2,4% nel 2012, –1,9% nel 2013, ora intorno allo zero. «Abbiamo ral­len­tato la caduta».

«Potrebbe avere qual­che miglio­ra­mento il rap­porto del debito sul pil, dal 137% al 135%. Ma sulla cre­scita non cam­bierà sostan­zial­mente niente», ha con­cluso Renzi.

Quanto alla nuova legge di sta­bi­lità, il pre­si­dente del con­si­glio ha annun­ciato che «avremo un’ulteriore ridu­zione del costo del lavoro. Che finan­zie­remo con la ridu­zione della spesa». Il governo sta valu­tando sia un taglio dell’Irap che un inter­vento sui contributi.

Ma ci sarà anche la con­ferma, per chi li ha già avuti, degli 80 euro: «È chiaro che c’è un sen­ti­mento di sfi­du­cia – ha osser­vato Renzi com­men­tando il fatto che gli ita­liani ancora non li hanno spesi – ma noi siamo in grado di assi­cu­rare che per quella pla­tea sono garan­titi. Poi si dovrebbe allar­gare la pla­tea, ma non sono ancora in con­di­zione di farlo». Le risorse, secondo il pre­mier, si potranno otte­nere «recu­pe­rando 20 miliardi con la spen­ding review. Soldi che potremmo usare anche per altro: abbas­sa­mento delle tasse o inve­sti­menti in set­tori strategici».

E se si nomina la spen­ding review, viene subito in mente lo scon­tro, poi in qual­che modo ricom­po­sto, con il com­mis­sa­rio Clau­dio Cot­ta­relli. Renzi nega che ci sia stata una rot­tura, anche se con­ferma che in pra­tica Cot­ta­relli lascerà dopo la legge di sta­bi­lità: «Ha chie­sto tre mesi fa di poter andare a Washing­ton al Fondo mone­ta­rio anche per motivi di fami­glia. Io gli ho detto: “Però la legge di sta­bi­lità la fai con noi”. Poi io sono dell’idea che la spen­ding la fai comun­que, con o senza Cottarelli».

Sul nodo delle pen­sioni, il pre­mier ammette una diver­genza con il com­mis­sa­rio alla revi­sione della spesa. «Nel primo piano che Cot­ta­relli pre­sentò voleva tas­sare le pen­sioni sopra i 2 mila euro e gli ho detto di no– spiega Renzi – Non è che dai i soldi a quelli che pren­dono meno di 1.500 euro e li vai a pren­dere a chi prende 2 mila. Pen­sione d’oro non è 2–3 mila euro al mese, poi è chiaro che se c’è la pen­sione da 90 mila euro al mese inter­vieni. Sarebbe un grave errore susci­tare il panico tra i pen­sio­nati per recu­pe­rare 100 milioni».

Almeno su que­sto fronte, forse i sin­da­cati saranno tran­quil­liz­zati. Restano però, come sap­piamo, i nodi del con­tratto degli sta­tali, e lo scio­pero annun­ciato dalle forze di poli­zia. «È ille­gale, va con­tro la legge – dichiara duro il pre­si­dente del con­si­glio – I loro sin­da­ca­li­sti si sono com­por­tati in maniera inde­co­rosa». Renzi ammette poi che i soldi per sbloc­care i salari «già pos­sono essere tro­vati», ma aggiunge: «I sin­da­ca­li­sti si riman­gino tutto quello che hanno detto per rispetto ai loro col­le­ghi e poi si ragiona».

Infine, il Pd. «Non ci penso nem­meno un nano­se­condo» a lasciare la segre­te­ria, dice Renzi. Domani la dire­zione del par­tito, venerdì la nuova segre­te­ria. L’invito alla mino­ranza è di riman­dare tutte le sfide al 2017, al pros­simo congresso.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: