Lavoro, Fiom in piazza e sciopero di otto ore. La Cgil si accontenta della passeggiata con Cisl e Uil Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Al momento sono due le manifestazioni annunciate, una dal segretario generale di corso d’Italia, Susanna Camusso, e una dal leader dei metalmeccanici Maurizio Landini, entrambe di sabato: quella della Cgil nella prima decina di ottobre e quella della Fiom il 25 ottobre (accompagnata da un pacchetto di 8 ore di sciopero da mettere in campo in un momento diverso). Due iniziative che “non sono contrapposte”, si affretta comunque a spiegare Landini. La Cgil, che chiedera’ a Cisl e Uil di unirsi nella manifestazione nazionale, sostiene modifiche allo Statuto dei lavoratori ma per dare diritti a chi non li ha: “Proporremo una piazza per il lavoro”, spiega Camusso. Il direttivo della Cgil previsto per mercoledi’ 17 settembre esaminera’ la proposta della segreteria, ma è chiaro che non ci sarà alcuno sciopero. Del resto è quello che ha preteso Bonanni, il segretario della Cisl.

Le richieste della Fiom vanno dal rilancio della politica industriale alla lotta alla precarieta’, alla difesa dei diritti. “Il Jobs Act deve cambiare, perche’ quanto letto finora non ci convince”, aggiunge Landini. L’idea, ha spiegato Landini a margine di un’evento alla Festa dell’Unita’ di Firenze, e’ quella di mettere l’iniziativa “a sostegno di una serie di richieste che riguardano la politica industriale, gli investimenti, l’incentivazione dell’uso dei contratti di solidarieta’ e delle riduzioni d’orario per impedire i licenziamenti, e di una serie di proposte per riformare davvero il mercato del lavoro in un’ottica che difenda il lavoro, combatta la precarieta’, e si
ponga il problema di fare ripartire gli investimenti nel nostro Paese”.
La manifestazione, ha aggiunto il leader della Fiom-Cgil, “sara’ rivolta a tutti i metalmeccanici ma anche a tutti i giovani, i precari, i soggetti che pensano sia necessario rimettere al centro il lavoro, e cambiare le politiche economiche che in questi anni sono state realizzate, e anche per dire che le ricette della Confindustria di cancellare i diritti, cancellare i contratti nazionali, non ci sembra la strada da percorrere, e quindi noi proponiamo un altro percorso”.
Intanto sulla riforma del lavoro, con il nodo che riguarda in particolare l’intervento sull’articolo 18, e sulla riforma degli ammortizzatori sociali l’attenzione e il dibattito tengono banco, in attesa che giovedi’ riprenda l’esame in commissione Lavoro del Senato, dove l’obiettivo e’ portare il testo in Aula l’ultima settimana di settembre.

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