Sgrena: Come lottare contro il terrorismo Fonte: Il Manifesto | Autore: Giuliana Sgrena

Allerta in Occidente. Bombardare Siria e Iraq per proteggere le proprie sedi o il proprio personale interesse e non la popolazione civile è un’infamia. Dopo le guerre di Bush, dovremmo riconoscere che ogni intervento occidentale alimenta la forza e l’agenda del terrorismo islamico. L’unica soluzione è una forza di interposizione, come fatto in Libano. E aiutare davvero i profughi nel MediterraneoL’Isil (Stato isla­mico in Iraq e nel Levante) è innan­zi­tutto un peri­colo per l’Iraq e la Siria, soprat­tutto per la popo­la­zione che non si assog­getta alle sue regole e per coloro che lo com­bat­tono (pesh­merga). Soste­nere invece che l’Isil è un peri­colo per l’occidente (Came­ron alza l’allerta) e man­dare i pro­pri cac­cia a bom­bar­dare le pre­sunte basi dei ter­ro­ri­sti in Siria e Iraq per pro­teg­gere le pro­prie sedi e il pro­prio per­so­nale come ha detto Obama è un’infamia.
Non porsi il pro­blema della popo­la­zione minac­ciata, di tutta la popo­la­zione ira­chena e siriana, adesso e non in futuro, è sem­pli­ce­mente disu­mano; se invece si tratta di una moti­va­zione ipo­crita per non ammet­tere il vero motivo per cui si lan­ciano bombe (per pro­teg­gere i pro­pri inte­ressi) è altret­tanto igno­bile. In ogni caso la deci­sione di andare a bom­bar­dare non risol­verà il pro­blema né a casa nostra né a casa loro.

Il ter­ro­ri­smo, come abbiamo già visto nelle guerre, quelle com­bat­tute sul campo, in Afgha­ni­stan e in Iraq, ha tratto ali­mento ideo­lo­gico dall’intervento occi­den­tale che ne ha favo­rito l’allargamento a paesi fino ad allora non con­ta­giati (Iraq e Siria). Con­ti­nuare su que­sta strada, pur non inviando truppe sul ter­reno per evi­tare un bagno di san­gue, non evi­terà il con­ta­gio che può pas­sare attra­verso i nume­rosi jiha­di­sti occi­den­tali che com­bat­tono con i più tru­cidi soste­ni­tori dello stato islamico.

Al Qaeda è sem­pre stata più inte­res­sata all’uso degli ostaggi per la pro­pa­ganda media­tica che ai soldi otte­ni­bili con un riscatto, lo ha già dimo­strato in pas­sato. Penso che pur­troppo la morte di Bal­doni sia rien­trata in que­sto tre­mendo gioco.
A mag­gior ragione oggi il Calif­fato di al Bagh­dadi, che gode di altre fonti di finan­zia­mento che gli hanno già per­messo di costi­tuire un fondo con­si­de­re­vole (si parla di 875 milioni di dol­lari), spara cifre per il riscatto inso­ste­ni­bili ben sapendo che gli ame­ri­cani – almeno uffi­cial­mente – non trat­tano, e così sfida il governo di Obama: una falsa pro­po­sta per lan­ciare la sua pro­pa­ganda ter­ri­fi­cante. Uno sgoz­za­mento tut­ta­via non pro­voca, come dovrebbe, orrore in tutti gli esseri umani, anzi c’è chi plaude e si arruola. E anche fra coloro che gene­ral­mente si appel­lano alla giu­sti­zia, in que­sto caso si cerca di «giu­sti­fi­care» l’orrore facendo ricorso alla causa del male.

Inol­tre, non per tutti la vita umana ha lo stesso valore, né per se stessi né per gli altri.

Le con­se­guenze di logi­che con­trap­po­ste per cui le vite hanno un diverso valore a seconda dell’appartenenza (geo­gra­fica, poli­tica, ideo­lo­gica, reli­giosa) rende dif­fi­cile la solu­zione, il dia­logo, la tre­gua. Soprat­tutto se le parti in campo non hanno nes­suna inten­zione di tro­vare una solu­zione negoziata.

In que­sto qua­dro, in cui o si vince o si muore, perde qual­siasi forza la comu­nità inter­na­zio­nale, la voce di chi si oppone alla guerra e alla vio­lenza, di chi potrebbe avan­zare pro­po­ste alter­na­tive. Per­ché nes­suno vuole accet­tare l’idea di schie­rare delle forze d’interposizione che non par­te­ci­pino all’esca­la­tion mili­tare, ma che iso­lino le parti in con­flitto, come è stato fatto in Libano.

Ma innan­zi­tutto ci sono bam­bini, donne, uomini da sal­vare dal mas­sa­cro, siano essi yazidi, cri­stiani o musul­mani, con un cor­ri­doio uma­ni­ta­rio, immediato.

Non c’è tempo da per­dere. E invece si pensa a come raf­for­zare Fron­tex o sospen­dere Mare nostrum per non inter­ve­nire più in sal­va­taggi nelle acque inter­na­zio­nali! Se non faremo que­sto, allora sì, forse, diven­te­remo noi i ber­sa­gli del ter­ro­ri­smo, allora sì dovremo alzare l’allarme in tutto l’occidente. Ma non ser­virà a molto.

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