Landini a Renzi: “Si cambia verso solo insieme alle organizzazioni sindacali”| Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

“Anche Renzi sapra’, mi immagino, che uno da solo non cambia un Paese. Soprattutto se vuole mettere in campo la riforma della Pubblica amministrazione e quella del mercato del lavoro”. Il segretario Fiom Maurizio Landini, intervistato da Repubblica, critica la scelta del premier di non incontrare i sindacati usando il massimo di diplomazia. E invita il governo ad “un cambiamento radicale che faccia tornare gli investimenti”. “Le crisi possono diventare l’occasione per cambiare finalmente verso nella politica industriale. Penso a una riconversione ecologica delle nostre produzioni industriali”, – afferma Landini che nega che la politica industriale non piaccia alle aziende. “In Germania c’e’ un piano per l’automobile concordato da governo, aziende e sindacati”.

Il leader della Fiom respinge poi l’accusa rivolta ai sindacati di aver contribuito a far fuggire gli investitori con una linea troppo intransigente: “Non si investe”, dice “perche’ il capitalismo familiare italiano e’ giunto al capolinea. Sono gli eredi delle grandi famiglie che vanno via o falliscono”. E sottolinea la disponibilita’ del sindacato a firmare accordi per salvare le aziende: “Lo abbiamo fatto alla Electrolux, alla Lamborghini e alla Ducati”.

In vista c’e’ un autunno caldo, ma al momento nessuno sciopero in vista: “Non credo che si tratti di scioperare contro ma di mobilitarsi per un pacchetto di proposte. Noi come metalmeccanici lo faremo. Questo e’ il modo per cambiare verso nelle fabbriche e negli uffici. E forse evitare l’esplosione sociale”. Sulla revisione dello statuto dei lavoratori infine osserva: se “significa allargare anche ai precari i diritti che oggi riconosce ai lavoratori dipendenti, sono d’accordo”. ma e’ “una sciocchezza” dire che l’art.18 sia un freno alle assunzioni.

Giorgio Cremaschi, leader dell’area programmatica “Il sindacato è un’altra cosa” (ex Rete 28 aprile) in una sua dichiarazione parla di “intervista pessima”. “Il segretario della FIOM – aggiunge Cremaschi – sceglie Matteo Renzi come interlocutore positivo per affrontare una crisi che si annuncia sempre più drammatica”.  Crtitiche anche da Marco Ferrando, leader del Pcl.  “Mentre la crisi sociale precipita. E’ l’ora di reagire. Con la preparazione di una mobilitazione vera, unitaria, radicale, di massa”, dice Ferrando. “Non si tratta di offrire a Renzi la propria disponibilita’ concertativa per ‘evitare il rischio di una esplosione sociale’ – aggiunge Ferrando – si tratta di fare esattamente l’opposto: cessare di inviare messaggi cifrati al nuovo aspirante
Bonaparte, nella speranza vana e penosa di un proprio ‘riconoscimento’, e innescare contro di lui una esplosione sociale vera. L’unica che puo’ aprire dal basso una pagina nuova, sociale e politica’”.

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