L’autunno di Susanna Camusso, dice sì a Renzi sulla revisione dello Statuto dei lavoratori Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

“Mettere a punto” lo Statuto dei Lavoratori potrebbe essere “una strada utile e percorribile” per dare difese a milioni di lavoratori precari. Così il segretario generale della Cgil Susanna Camusso che in una lettera al ‘Corriere della Sera’ attribuisce a Renzi il merito di aver “sgombrato il campo” dalla discussione sull’art.18, “agitata da una forza politica con un consenso elettorale e reale minimo, con pulsioni punitive nei confronti del mondo del lavoro e dei piu’ deboli, il cui scopo e’ di ottenere quella visibilita’ e concretezza che manca nell’azione politica”.

Il segretario della Cgil cerca di inserirsi nel dibattito attestandosi su un margine molto ristretto. La sua tesi è che sarebbe un ”gravissimo errore” stravolgere o abbandonare lo statuto dei lavoratori mentre una sua ”messa a punto” potrebbe essere ”una strada utile e percorribile” per dare difese a milioni di lavoratori precari.

Secondo Camusso “l’occasione per dare modernita’ alle tutele del lavoro c’e’: quella di un vero Jobs Act”. Ma per rendere moderno ed europeo il mondo del lavoro “e’ urgente un’altra grande rivoluzione: dare applicazione agli articoli 39 e 46 della Costituzione”, per porre fine al diritto di veto delle minoranze, avere un sistema di rapporti sindacali regolato e democratico e aprire la possibilita’ alla democrazia economica con i comitati di gestione come in Germania. In Italia, infatti, manca ancora una legge sulla rappresentanza, che lascia lettera morta quegli articoli della Costituzione sulla libertà sindacale. “Sarebbe un bene e un fattore di crescita per l’intera economia” afferma Camusso, secondo cui “se in questa legislatura fossero varate normative che rendano applicabili questi due articoli della nostra Costituzione, saremmo in presenza di una vera e propria rivoluzione democratica nel mondo del lavoro e di uno straordinario concreto aiuto alla regolazione e alla crescita della nostra economia”.

Sulla vicenda dell’Art. 18 era intervenuto anche l’ex segretario della Cgil Sergio Cofferati, ora parlamentare europeo. Secondo Cofferati, l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, “è stato vanificato dalla legge Fornero che – spiega Cofferati – introducendo la possibilità di licenziare per ragioni economiche ha fornito alle imprese la strada per eludere l’obbligo al reintegro in caso di licenziamenti discriminatori”. La la legge Fornero doveva consentire lo straordinario sviluppo dell’occupazione e da allora ad oggi si è avuto invece un drammatico aumento della disoccupazione. Anche questo non è bastato a rimettere in ordine logico le cose che riguardano i lavoratori”. L’aumento dell’occupazione infatti, spiega ancora Cofferati, si ha con gli investimenti. La cancellazione o la negazione dei diritti delle persone che lavorano toglie solo dignità e non favorisce certo l’occupazione”.

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