Israele dichiara la tregua e ammazza dieci palestinesi: 1822 le vittime. Su Unrwa condanna di Usa,Onu, Ue, Francia Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Almeno dieci palestinesi sono stati uccisi nella notte in raid israeliani sulla Striscia di Gaza. E questo nonostante la tregua unilaterale di sette ore dichiarata da Israele. Cinque persone sarebbero rimaste uccise a Jabalya (nord), tre nei quartiere di Zeitun, Sheikh Radwan e Nuseirat a Gaza e un bimbo a Rafah (sud). Il bilancio delle vittime palestinesi in quattro settimane di conflitto tra Israele e Hamas sale cosi’ a 1.822 morti. La situazione è nel caos più completo.

Intanto, al Cairo il generale Sisi sta tentando di riaprire una “via diplomatica” mettendo in campo una trattativa “in tre fasi”, a cui però manca, al momento, l’adesione sia di Israele che di Hamas. Nella prima fase dovra’ essere raggiunto un accordo “tra le fazioni palestinesi sull’iniziativa egiziana”; nella seconda sono previsti “negoziati indiretti con Israele (per ora chiamatosi fuori dai colloqui) attraverso mediatori egiziani per raggiungere un cessate il fuoco o una tregua”; e infine ci dovrebbero essere “negoziati sulle questioni rimanenti, incluso l’accesso a Gaza” tramite il valico di Rafah.

Intanto, diventa corale la condanna dell’ennesimo attacco di Israele ad una struttura dell’Unrwa,l’ente dell’Onu che si occupa degli aiuti ai palestinesi. La protesta più forte arriva direttamente da Ban Ki-moon, ma condanne del bombardamento arrivano anche da Usa ed Europa, Francia compresa. “L’esercito israeliano e’ stato ripetutamente informato della posizione” in cui si trovano le strutture delle Nazioni Unite”, ha detto il segretario generale dell’Onu. Ban Ki-moon, ha definito l’attaacco un “atto criminale” che deve essere “rapidamente indagato”. Gli Usa si dicono “scioccati” per il nuovo bombardamento e – si legge in una nota del Dipartimento di Stato – chiedono a Israele di “fare di piu’ per evitare vittime civili”. “Gli edifici dell’Onu, specialmente quelli che fanno da rifugio ai civili – si legge nella nota Usa – devono essere protetti e non devono essere usati come basi per lanciare attacchi. Ma il sospetto che militanti stiano operando nei pressi – aggiunge il Dipartimento di Stato americano – non giustifica bombardamenti che mettono a rischio le vite di cosi’ tanti innocenti”. Gli Stati Uniti chiedono quindi “un’immediata indagine su questo incidente come su quello che giorni fa ha coinvolto un’altra scuola dell’Unrwa”.

“E’ inaccettabile” l’attacco nei pressi della scuola Onu, sottolinea in una nota, il presidente francese Francois Hollande chiedendo che “i responsabili di questa violazione del diritto internazionale rispondano delle loro azioni”. L’Ue, infine, ha chiesto “lo stop immediato del bagno di sangue” a Gaza. In un comunicato, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy dice che “Gaza sta sopportando sofferenze intollerabili da oltre tre settimane e la perdita di molte vite umane, tra cui molte donne e bambini. Tutto cio’ deve finire immediatamente”, ha dichiarato van Rompuy. “Condanniamo i lanci continui di razzi contro Israele, perche’ minacciano la popolazione. Riconosciamo il diritto alla legittime difesa, ma deve essere proporzionato”, ha aggiunto. Il capogruppo dei Socialisti all’Europarlamento Gianni Pittella dopo un colloquio con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz ha chiesto a Van Rompuy una “riunione straordinaria del Consiglio europeo per discutere la strategia comunitaria rispetto al conflitto a Gaza”. “Crediamo che l’Unione europea debba adottare misure concrete capaci di contribuire a fermare la guerra, comprese l’adozione di un embargo sulle armi – scrive Pittella – Le sanzioni non possono piu’ essere considerate come un tabu’ bensi’ come un possibile strumento per far pressione su Hamas e Israele al fine di fermare l’eccidio di civili”.

Il capogruppo dei Socialisti all’Europarlamento ha inoltre rivolto un appello all’Unione europea “affinche’ sia quanto piu’ possibile attiva nel processo di pace e lavori immediatamente per una risoluzione Onu che assicuri un corridoio umanitario lungo la striscia di Gaza per aiutare i civili”. “E’ tempo di agire prima che sia troppo tardi. Business as usual non e’ piu’ accettabile”, ha concluso Pittella.

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