Nessuno tocchi la Costituzione!

Nessuno tocchi la Costituzione!

Spero ancora che ci ripensino!

La riforma del Senato- NO A MIO NOME
Dal libro I Ribelli di Guarino e Brilli
Giuliano Martelli partigiano della brigata Sinigaglia

Lo stato democratico si difende :

Innanzitutto con quello strumento micidiale che noi abbiamo consegnato a tutti i cittadini di questo Stato comprese le donne. Parlo della possibilità di votare, di esprimere le proprie preferenze. é vero che gli spazi di democrazia in questo Paese si stanno restrigendo sempre di più, ma il voto ancora rimane . E allora va sfruttato al massimo,proprio perchè è una di quelle poche cose che ancora non sno state messe in discussione. Poi ,certo ,se quelli a cui abbiamo dato il voto non fanno il loro dovere ,allora bisogna stargli addosso.Perchè il voto è l’inizio ,non la fine della pratica democratica. La nostra Costituzione sancisce che la sovranità è del popolo. Che chi governa deve sempre rispondere alla volontà popolare. Quando questo non accade bisogna che qualcuno gliene chiede conto.

Nessuno tocchi la Costituzione

Nessuno tocchi la Costituzione!

Spero ancora che ci ripensino!

La riforma del Senato- NO A MIO NOME

“La Liberazione ha posto le basi per il rinnovamento della lotta politica in Italia e da
questa lotta è nata la Costituzione…
Richiamo la vostra attenzione soprattutto su due capisaldi della nostra Repubblica:
l’art.2 secondo cui “la repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”
e l’art.3 secondo cui “ tutti i cittadini hanno pari dignità sociale”… fino a che varranno
ci sarà uno Stato democratico in Italia, e sino a che ci sarà uno Stato democratico l’origine
di questo stato è da cercare in quello che successe in Italia e in Europa nei primi giorni
dell’aprile 1945, quando sono stati sconfitti nazismo e fascismo…
Non sono mai esistiti in quei regimi diritti inviolabili della persona, né a tutti gli uomini
era riconosciuta uguale dignità sociale.”
(Norberto Bobbio, Rispettare le tavole della legge)

Dalle ragazze americane che rinnegano il femminismo alle donne che in Turchia non dovrebbero più ridere, e poi il dramma della mamma in affitto tailandese, la bambina nigeriana kamikaze a 10 anni …da: Prima Prima Pagina Donne (28 luglio – 3 agosto 2014)

Dalla rete: Società e Attualità

Prima Prima Pagina Donne (28 luglio – 3 agosto 2014)

Dalle ragazze americane che rinnegano il femminismo alle donne che in Turchia non dovrebbero più ridere, e poi il dramma della mamma in affitto tailandese, la bambina nigeriana kamikaze a 10 anni …

inserito da Paola Ortensi

Prima Pagina Donne 31 (28 luglio – 3 agosto 2014)
In questa settimana che congiunge luglio e agosto – dunque il cuore dell’estate, quest’anno, in verità, simile ad un pazzo autunno – le notizie si mescolano tra idee di donne, idee per le donne e fatti ed eventi a protagonismo femminile. Da una parte fa parlare la presa di posizione di giovani ragazze americane che affermano che il femminismo delle loro madri è superato, e si apre un interessante confronto in occidente, da altra parte in Turchia il vice Primo Ministro esorta le donne a non ridere più perché atteggiamento sconveniente, ottenendo come risposta una valanga di immagini che dilagano sui media di tutto il mondo, di donne turche in primis ma di donne di gran parte del mondo che ridono affermando il loro pieno diritto a farlo. E così mentre le idee danno il segno della contraddizione dei tempi e di come anche per le donne serva ragionare tenendo conto dei problemi femminili a 360° gradi nel pianeta, fatti quotidiani fanno notizia. La mamma del grande corridore Pantani ottiene dopo circa 10 anni la soddisfazione di vedere riaprire il caso di suo figlio; lei ha sempre sostenuto che non si fosse ucciso nell’albergo dove fu trovato ma fosse stato ucciso. La riapertura del caso è un primo passo verso la ricerca della verità.
E per rimanere agli avvenimenti legati al ruolo di una mamma, amplissimo è lo spazio, giustamente dedicato dalla stampa, alla vicenda della giovane mamma tailandese che da madre in affitto per una coppia australiana ha partorito due gemelli, ma di questi la coppia australiana ha preso solo la bambina perché il maschietto è malato e non lo hanno voluto. La notizia di “problematiche “ ne ha messe molte in evidenza ma a fianco ad emozioni e moralità davvero diverse. Chi ha pagato per una madre in affitto ha scelto come fosse un oggetto commerciale quella figlia bella e sana, senza esitazione, lasciando l’altro al suo destino qualunque fosse. La giovane tailandese ventunenne, povera mamma in affitto, con altri due bambini ha sentito il gemellino malato come un bimbo suo che non poteva abbandonare. Il mondo generosamente aiuta la mamma povera e piena di sentimento ma il problema svelato rimane in tutta la sua gravità. E ancora parlando di madri, chi sarà quella della bambina di dieci anni che nella Nigeria del nord è stata fortunatamente fermata, prima che esplodesse come Kamikaze, avendo le cariche di esplosivo pronte sotto il suo ampio vestito? E’, questa, una creatura rapita da Boko Haram? O quale può essere la sua tragica storia? E il suo futuro come potrà trovare un destino degno? Mentre attorno a noi il mondo è in subbuglio su tante frontiere, in Italia il confronto politico è caldissimo in quanto la discussione per la riforma del Senato della Repubblica è in pieno svolgimento e protagonista in questo difficile dibattito troviamo in prima fila la Ministra Maria Elena Boschi,  titolare del disegno di legge insieme al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che contemporaneamente rispetto ai molti fronti su cui è impegnato stringe i tempi scrivendo a Jean Claud Juncker chiedendo che Federica Mogherini sia scelta quale futura Ministra degli Esteri della Comunità Europea. Un Europa che ci auguriamo sia quanto prima definitivamente a pieno regime con i suoi organismi politici per dare nel modo più efficiente il proprio contributo diplomatico su eventi drammatici come quanto avviene fra Israele e la Palestina di Hamas, in libia, Irak, Ucraina, per citare i focolai più drammatici. Rimanendo in Italia e dando informazione sul seguito di alcune notizie date in altri resoconti passati di PPD (Prima Pagina donne) c’è da compiacersi su due risultati direi positivi. E’ stato riconosciuto dalla cassazione come il Viminale debba risarcire la Sig ra Shalabayeva che non poteva essere estradata, la notte del 27/12/ 2013 ma aveva diritto d’asilo politico. Notizia di natura assai diversa ma comunque di soddisfazione per lo sviluppo avvenuto la “decisione” della Signora Angiola Armellini proprietaria di centinaia di appartamenti a Roma di pagare 50 milioni al fisco, precedentemente evasi. Sempre a Roma Giovanna Marinelli, nuova Assessora alla Cultura della Capitale sembra stia portando a una soluzione il futuro del teatro Valle con il consenso di chi oramai da due anni lo ha gestito come bene comune, garantendone la vita. Terminando, un pensiero obbligato alle donne di Gaza avvolte nel dolore e nella disperazione per chi non c’è più e per chi lotta senza più casa, senza sapere dove ripararsi, senza sapere come rifarsi un futuro per sè, i propri figli, la propria famiglia e i propri famigliari.
ortensipaola@tiscali.it

Israele dichiara la tregua e ammazza dieci palestinesi: 1822 le vittime. Su Unrwa condanna di Usa,Onu, Ue, Francia Autore: fabrizio salvatori da: controlacrisi.org

Almeno dieci palestinesi sono stati uccisi nella notte in raid israeliani sulla Striscia di Gaza. E questo nonostante la tregua unilaterale di sette ore dichiarata da Israele. Cinque persone sarebbero rimaste uccise a Jabalya (nord), tre nei quartiere di Zeitun, Sheikh Radwan e Nuseirat a Gaza e un bimbo a Rafah (sud). Il bilancio delle vittime palestinesi in quattro settimane di conflitto tra Israele e Hamas sale cosi’ a 1.822 morti. La situazione è nel caos più completo.

Intanto, al Cairo il generale Sisi sta tentando di riaprire una “via diplomatica” mettendo in campo una trattativa “in tre fasi”, a cui però manca, al momento, l’adesione sia di Israele che di Hamas. Nella prima fase dovra’ essere raggiunto un accordo “tra le fazioni palestinesi sull’iniziativa egiziana”; nella seconda sono previsti “negoziati indiretti con Israele (per ora chiamatosi fuori dai colloqui) attraverso mediatori egiziani per raggiungere un cessate il fuoco o una tregua”; e infine ci dovrebbero essere “negoziati sulle questioni rimanenti, incluso l’accesso a Gaza” tramite il valico di Rafah.

Intanto, diventa corale la condanna dell’ennesimo attacco di Israele ad una struttura dell’Unrwa,l’ente dell’Onu che si occupa degli aiuti ai palestinesi. La protesta più forte arriva direttamente da Ban Ki-moon, ma condanne del bombardamento arrivano anche da Usa ed Europa, Francia compresa. “L’esercito israeliano e’ stato ripetutamente informato della posizione” in cui si trovano le strutture delle Nazioni Unite”, ha detto il segretario generale dell’Onu. Ban Ki-moon, ha definito l’attaacco un “atto criminale” che deve essere “rapidamente indagato”. Gli Usa si dicono “scioccati” per il nuovo bombardamento e – si legge in una nota del Dipartimento di Stato – chiedono a Israele di “fare di piu’ per evitare vittime civili”. “Gli edifici dell’Onu, specialmente quelli che fanno da rifugio ai civili – si legge nella nota Usa – devono essere protetti e non devono essere usati come basi per lanciare attacchi. Ma il sospetto che militanti stiano operando nei pressi – aggiunge il Dipartimento di Stato americano – non giustifica bombardamenti che mettono a rischio le vite di cosi’ tanti innocenti”. Gli Stati Uniti chiedono quindi “un’immediata indagine su questo incidente come su quello che giorni fa ha coinvolto un’altra scuola dell’Unrwa”.

“E’ inaccettabile” l’attacco nei pressi della scuola Onu, sottolinea in una nota, il presidente francese Francois Hollande chiedendo che “i responsabili di questa violazione del diritto internazionale rispondano delle loro azioni”. L’Ue, infine, ha chiesto “lo stop immediato del bagno di sangue” a Gaza. In un comunicato, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy dice che “Gaza sta sopportando sofferenze intollerabili da oltre tre settimane e la perdita di molte vite umane, tra cui molte donne e bambini. Tutto cio’ deve finire immediatamente”, ha dichiarato van Rompuy. “Condanniamo i lanci continui di razzi contro Israele, perche’ minacciano la popolazione. Riconosciamo il diritto alla legittime difesa, ma deve essere proporzionato”, ha aggiunto. Il capogruppo dei Socialisti all’Europarlamento Gianni Pittella dopo un colloquio con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz ha chiesto a Van Rompuy una “riunione straordinaria del Consiglio europeo per discutere la strategia comunitaria rispetto al conflitto a Gaza”. “Crediamo che l’Unione europea debba adottare misure concrete capaci di contribuire a fermare la guerra, comprese l’adozione di un embargo sulle armi – scrive Pittella – Le sanzioni non possono piu’ essere considerate come un tabu’ bensi’ come un possibile strumento per far pressione su Hamas e Israele al fine di fermare l’eccidio di civili”.

Il capogruppo dei Socialisti all’Europarlamento ha inoltre rivolto un appello all’Unione europea “affinche’ sia quanto piu’ possibile attiva nel processo di pace e lavori immediatamente per una risoluzione Onu che assicuri un corridoio umanitario lungo la striscia di Gaza per aiutare i civili”. “E’ tempo di agire prima che sia troppo tardi. Business as usual non e’ piu’ accettabile”, ha concluso Pittella.

Il governo non manda in pensione i ‘quota 96’. Flc: “Inspiegabile” da: controlacrisi.org

E’ appena stavo votato l’emendamento a firma del Ministro Madia che di fatto stralcia quello contenuto nel Decreto della PA che consentiva il pensionamento dei Quota 96 ad agosto. La Flc Cgil insorge.

La norma avrebbe salvato 4.000 insegnati , rimasti “incagliati” nel 2012, ai quali sarebbe stata data la possibilità di andare da quest’anno in pensione con le vecchie regole pre-Fornero di ‘quota 96’.

“E’ un passo indietro inspiegabile da parte del governo e un’ulteriore ingiustizia nei confronti del mondo della scuola”. E’ il primo commento di Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil ai microfoni di RadiooArticolo1. “Stiamo discutendo di una copertura finanziaria irrisoria – ha continuato Pantaleo – che avrebbe permesso alle persone di andare in pensione e di liberare 4.000 posti di lavoro. Rispondremo anche a questo atto di ingiustizia, perché non è vero che la scuola è al centro dell’attenzione del governo. Questa ulteriore vicenda ci dice che si parla bene e si razzola male. Il governo si piega alle logiche di un idea che è quella di tagliare soltanto senza rispettare i diritti delle persone, come dimostra per l’ennesima volta questa vicenda”.