L’ecologia nel capitalismo e i danni per l’umanità da: www.resistenze.org

Jose L.Aedo | unidadylucha
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

25/06/2014

Che il capitalismo non si faccia scrupolo di inquinare il pianeta non è una novità. Per la borghesia ciò che conta è ottenere il massimo profitto privato e, se la società trae miracolosamente vantaggio da alcune delle sue azioni è del tutto incidentale. Così il capitalismo può arrivare a introdurre metodi di produzione meno inquinanti solo perchè consentono di ottenere un maggiore plusvalore, migliorando il processo di produzione o commercializzando prodotti “ecologici” o a “marchio verde” che permettono di aumentare le vendite e strappare quote di mercato ad altre aziende. Inoltre, questa riduzione dell’inquinamento all’interno del modo di produzione capitalistico è piuttosto residuale, per quanto vengano amplificati gli esempi che hanno arricchito un manipolo di poche persone. Che piaccia o no, i dati mostrano che le emissioni globali di CO2 aumentano anno dopo anno (1,2).

Recentemente ho conosciuto attraverso un rapporto dell’ONU e il Norwegian Refugee Council (Consiglio Norvegese per i Rifugiati), che 144 milioni di persone sono sfollate tra il 2008 e il 2013 a causa di disastri climatici direttamente connessi al riscaldamento globale (siccità, inondazioni, ecc.) si suppone l’85% del totale dei rifugiati a livello mondiale del periodo di riferimento. Molti di questi cambiamenti si verificano all’interno dello stesso paese, rendendo difficile il controllo e la registrazione. Questi cambiamenti sono di solito legati anche ai conflitti armati le cui cause sono sfumate dai nuovi scenari climatici (4,5). Emissioni incontrollate di CO2 stanno causando queste situazioni drammatiche.

Il problema colpisce anche il nostro paese: secondo l’ultimo rapporto IDMC (Centro di monitoraggio sull’immigrazione interna) nel 2012 sono stati registrati 9.000 spostamenti a Malaga per alluvioni e 5.000 nelle Isole Canarie per incendi forestali, terzo e quinto posto rispettivamente, nel totale delle persone che si sono spostate in Europa. In tutto, sono stati registrati in Spagna 22.000 trasferimenti causati da calamità naturali, cifre modeste se paragonate a quelle della Cina, con 49.782.000 migrazioni o dell’India che ne conta 23.755.000. La concentrazione di CO2, come abbiamo detto, non solo aumenta di giorno in giorno raggiungendo livelli che sono considerati estremamente pericolosi (6) e va gradualmente superando i 400 spostamenti per milione di CO27. Lungi dal promuovere le energie rinnovabili sempre più aumenta il consumo di petrolio e gas naturale e vengono introdotti nuovi metodi di estrazione come la fratturazione idraulica o fracking, metodo che ha anche molti inconvenienti per l’ambiente naturale (8).

Sul principale problema dell’ecologismo, le emissioni di CO2, qualcuno potrebbe obiettare che non esiste la possibilità di sviluppare l’economia senza inquinare e che dobbiamo scegliere tra economia ed ecosistema, uno slogan che il capitalismo ripete all’infinito. Tuttavia, le tecnologie necessarie per risolvere questi problemi esistono, tecnologie che dal punto di vista capitalista non riescono a farsi strada. A proposito vorrei accennare del caso concreto delle strade solari (9) e della sostenibilità nel capitalismo. Questo progetto consiste nella sostituzione di strade, parcheggi, marciapiedi, ecc. con pannelli solari esagonali interconnessi fra loro. Ci sono sufficienti garanzie e vantaggi?

Vediamo cosa offre questa tecnologia. Per cominciare, fornisce una superficie sufficientemente dura come l’asfalto, in grado di sopportare pesi e condizioni gravose (circa 110 tonnellate secondo i progettisti), produce energia pulita e rinnovabile solare, ridurrebbe l’uso e la dipendenza dai combustibili fossili e la produzione di CO2, fornisce un modo semplice per interrare i cavi elettrici e telefonici, include LED per segnalare le corsie, i parcheggi e avvertire dei pericoli come frane, auto ferme incidentate o animali, poichè hanno anche sensori di pressione… Inoltre, la distribuzione modulare facilita le riparazioni. Secondo una stima, solo negli Stati uniti  sostituendo le strade principali con questo tipo di pannelli, il paese otterrebbe tre volte l’energia attualmente consumata. A sua volta si genererebbe una nuova industria in base a questa tecnologia che ridurrebbe il problema della disoccupazione e potrebbe assorbire totalmente i/le lavoratori/trici dell’industria energetica.

Questo progetto risolverebbe tanti problemi legati alla CO2, ma per quanta risonanza stia ottenendo, non può andare avanti nel contesto economico attuale. Perché no? Per iniziare consideriamo i monopoli di combustibili fossili (petrolio e carbone). Non prenderanno posizione contro questa tecnologia? Il petrolio smetterebbe di essere necessario per fare l’asfalto delle strade e per fornire carburante per le auto in quanto sarebbe possibile ricaricare un auto elettricamente sulla stessa strada sia con ricaricatori a presa, sia senza fili, sfruttando il movimento (10) e l’uso del carbone si potrebbe ridurre significativamente o addirittura completamente. L’obsolescenza programmata, così necessaria per il capitalismo, è un problema anche per la sua attuazione e per la lunga durata. Questa tecnologia è resistente a tutte le condizioni atmosferiche, sopporta grandi sollecitazioni, ecc. Ma il problema principale è, di nuovo, il vantaggio privato: poiché questa tecnologia è molto costosa dal punto di vista capitalista e la quantità di plusvalore che si può trarre è piuttosto basso.

Perciò traiamo due conclusioni: in primo luogo, al capitalismo non importa inquinare purché si ottenga profitto e secondo, il capitalismo non implementerà mai una tecnologia utile per l’umanità se compromette il profitto stesso. Cosa devono dire i comunisti in proposito? La classe operaia non ha alcun interesse al profitto privato, ma a quello sociale, in questo caso la sua stessa sopravvivenza sul pianeta Terra. Per questo motivo siamo obiettivamente interessati alla lotta contro il capitalismo e alla realizzazione del socialismo-comunismo per avere la certezza che si rispetti l’ecosistema e lo sviluppo della vita, oltre a tutti i vantaggi sociali, economici, culturali, ecc. che solo questo sistema può offrire. Unicamente attraverso la lotta generale per il socialismo-comunismo si può combattere in modo coerente per l’ecologismo e per le condizioni ambientali del pianeta.

Solo la classe operaia attraverso la rivoluzione socialista può ottenere il necessario per la sopravvivenza della specie umana.

“[…] comprendiamo ogni giorno più esattamente le sue leggi e conosciamo ogni giorno di più quali sono gli effetti immediati e quelli remoti del nostro intervento nel corso abituale della natura. In particolare, dopo i poderosi progressi compiuti dalla scienza in questo secolo, siamo sempre più in condizione di conoscere, e quindi di imparare a dominare anche gli effetti naturali più remoti, perlomeno per quello che riguarda le nostre abituali attività produttive. Ma quanto più ciò accade, tanto più gli uomini non solo sentiranno, ma anche sapranno, di formare un’unità con la natura, e tanto più insostenibile si farà il concetto, assurdo e innaturale, di una contrapposizione tra spirito e materia, tra uomo e natura, […]” – Friedrich Engels, Dialettica della Natura (Parte avuta dal lavoro nel processo di umanizzazione della scimmia [ndt])

Note:
[1] http://www.energias-renovables.com/articulo/las-emisiones-mundiales-de-co2-crecen-un/
[2] http://www.20minutos.es/noticia/1981076/0/carbono/cambio-climatico/emisiones/
[3]  http://sociedad.elpais.com/sociedad/2014/05/22/actualidad/1400771922_130152.html
[4] http://www.nacion.com/vivir/ambiente/Aumento-emisiones-CO2-conflictos-hambrunas_0_1405459584.html
[5] http://www.huffingtonpost.com/2014/05/14/climate-change-national-security_n_5323148.html
[6] http://www.teinteresa.es/tierra/Registran-concentracion-CO2-hemisferio-ONU_0_1145287549.html
[7] http://www.rtve.es/noticias/20140526/co2-atmosfera-registro-abril-nivel-mas-alto-historia-hemisferio-norte/943482.shtml
[8] http://unidadylucha.es/index.php/internacional/710-los-peligros-del-fracking
[9] http://www.elconfidencial.com/tecnologia/2014-05-27/la-locura-de-las-carreteras-solares-seduce-a-los-inversores_136669/
[10] http://www.slashgear.com/qualcomm-halo-inside-the-tech-of-the-worlds-largest-wireless-car-charging-trial-07255855/
Fonti:
Kolmannskog, Vikram y Afifi (2014). “Disaster-Related Displacement from the Horn of Africa” en Report No.15. Bonn: United Nations University. Institute for Environment and Human Security (UNU-EHS) http://ehs.unu.edu/file/get/11763.pdf
IDMC (2013). Global Overview 2012: People Displaced by Disasters. Ginebra: IDMC/NRC. http://www.internal-displacement.org/assets/publications/2013/2012-global-estimates-corporate-en.pdf
IDMC (2014). Global Overview 2014: People Internally Displaced by Conflict and Violence. Ginebra: IDMC/NRC. http://www.internal-displacement.org/assets/publications/2014/201405-global-overview-2014-en.pdf
https://www.indiegogo.com/projects/solar-roadways

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